Più pendolari ma pesano il taglio treni e la qualità

ANSA) – ROMA, 17 GEN – Aumenta, seppur di poco, il popolo dei pendolari del treno in Italia e la crescita è sensibile soprattutto laddove il servizio offerto è migliore, cioè con nuovi treni e corse frequenti. E stesso andamento si riscontra per le metropolitane, nelle sette città in cui sono disponibili. Insomma, gli italiani lasciano l’auto per il trasporto pubblico se funziona a dovere.

Ed è questa la sfida a cui si deve puntare secondo Legambiente che ha presentato il dossier ‘Pendolaria 2017′ sul trasporto ferroviario. L’obiettivo indicato dall’associazione è potenziare treni regionali e metropolitane per raddoppiare a 10 milioni al 2030 il numero dei pendolari. “Rimane ancora tanto da fare e da investire per raggiungerlo – ha commentato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio -. Condividiamo questa ambizione e lavoriamo per renderla sempre più concreta”.

Secondo il rapporto di Legambiente, l’anno scorso sui treni regionali ci sono stati 11mila passeggeri al giorno in più (+0,4% sul 2016) per un totale di 2,841 milioni, mentre il numero di viaggiatori in metropolitana (a Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania) è cresciuto di 22mila persone al giorno (+0,6% sul 2016) per oltre 2,672 milioni di utenti.

A fronte di una crescita del 435% in 11 anni dell’offerta dell’Alta velocità, il trasporto regionale ha visto un taglio dei treni Intercity e dei collegamenti a lunga percorrenza (-15,5% dal 2010 al 2016) con un calo del 40% dei passeggeri e la diminuzione dei collegamenti regionali (-6,5% dal 2010 al 2016), dopo i tagli decisi dallo Stato nel 2009, ricorda il rapporto. Ci “sono incredibili differenze del servizio ferroviario”, indica il dossier fra “clamorosi successi come l’offerta con pochi paragoni al mondo tra Firenze e Bologna, vera e propria metropolitana” e “il degrado del servizio come sulla Roma-Lido di Ostia e la Circumvesuviana che sembrano uscite dal dopoguerra, con carrozze diesel vecchie di 60 anni”.

A penalizzare il trasporto regionale negli ultimi 15 anni sono stati, tra l’altro, la chiusura di 1.323 km di linee ferroviarie, tagli alle risorse e ai treni, l’aumento del costo dei biglietti, e i finanziamenti statali che hanno premiato per il 60% strade e autostrade e solo per il 13% le reti metropolitane. E le Regioni seguono questa scia.

Per raddoppiare entro il 2030 il numero dei pendolari, Legambiente suggerisce maggiore competitività nel trasporto su ferro e spinge la mobilità sostenibile. “E’ una sfida alla portata di un Paese come l’Italia e produce vantaggi ambientali” con la riduzione dello smog, “positive ricadute occupazionali, legate sia alla costruzione e manutenzione dei treni che alla gestione della mobilità” e risparmi per le famiglie, ha detto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente. Una sfida rivolta alla prossima legislatura sollecitata a proseguire “la cura del ferro” avviata dal ministro Delrio che “sta dando i suoi frutti” grazie a risorse per rinnovare treni e bus nelle città, un piano metropolitane, detrazioni fiscali per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale e ferroviario. Mentre da Trenitalia dal 2019 arriveranno 500 nuovi treni regionali Rock e Pop “amici dell’ambiente”. (ANSA)

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