Da ‘valanga’ sci a fioretto, l’azzurro pigliatutto

(ANSA) – ROMA, 14 GEN – Pierino Gros, Gustav Thoeni, Erwin Stricker, Helmuth Schmalzl, Tino Pietrogiovanna. La madre di tutti i trionfi azzurri, non solo dello sci, e’ in quei cinque nomi ai primi cinque posti nel gigante di Coppa del Mondo a Berchtesgaden. Era il 7 gennaio 1974, l’en plein degli atleti in tricolore segnò la nascita della “valanga azzurra”. E di un mito dello sport italiano. Oggi, la tripletta di Sofia Goggia, Federica Brignone e Nadia Fanchini, prima seconda e terza nella libera di Bad Kirchenhei, forse non hanno fatto rinascere la ‘valanga rosa’ ma a 20 giorni dai Giochi invernali di Pyeongchang 2018 e’ a suo modo storica.

I podi tutti italiani sono una specialita’ della casa, per lo sci. Con quella di oggi le triplette salgono a otto: dall’esaltante Gros-Thoeni-Radici nello speciale di Garmisch nel ’75, poi bissato a parti invertite l’anno dopo a Madonna di Campiglio (Radici-Gros-Thoeni); passando per Pramotton-Tomba-Toetsch nel gigante d’Alta Badia nell’86; fino alla prima volta della discesa, con Mair-Perathoner-Piantinda a Leukerbad ’88. Tra le ragazze, il tris di oggi e’ il primo assoluto nella gara piu’ veloce; ma il 19 marzo del 2017, Brignone-Goggia-Bassino avevano gia’ imposto la loro legge nel gigante di Aspen. La galleria si completa col gigante femminile di Narvik nel ’96, che porta scolpiti i nomi Compagnoni-Panzanini-Kostner; e la discesa maschile di Val d’Isere nel 2000, con Fattori-Ghedina-Fischnaller.

Altra fucina di successi a raffica e’ la scherma. A Londra 2012 il fioretto femminile tinse d’azzurro l’oro l’argento e il bronzo: Di Francisca, Errigo e Vezzali nell’ordine. Prima, era toccato agli uomini, con la spada a Berlino ’36 (Franco Riccardi, Saverio Ragno e Giancarlo Cornaggia Medici) e a Melbourne 56 (Carlo Pavesi, Giuseppe Delfino, Edoardo Mangiarotti). Il motociclsmo e’ uno di quelle discipline in cui l’italiano e’ lingua madre: nella classe regina, l’attuale Motogp, ben 17 volte sul podio sono saliti piloti tricolori. Come Rossi-Biagi-Capirossi a Brno nel 2005, e fa effetto che dieci anni dopo, nel 2015 in Qatar, ci fosse ancora Valentino a guidare la tripletta, completata da Dovizioso e Iannone. E’ negli annali dell’atletica azzurra l’Europeo di Stoccarda ’86: Mei, Cova e Antibo tagliarono il traguardo dei 10.000 metri in ordine, primo secondo e terzo. Per i nostalgici del campionato più bello del mondo, risale al 2003 la Champions biancorossoverde: in semifinale approdano tre italiane su quattro, da una parte il derby Milan-Inter vinto poi dai rossoneri di Ancelotti, dall’altra la Juve di Lippi contro il Real Madrid. Finira’ con il ‘Diavolo’ che alza la coppa a Manchester, dopo i rigori contro i bianconeri. Ma la stagione d’oro è stata quella 1989-’90, quando il calcio italiano fece tripletta con il Milan che vinse la Coppa dei Campioni battendo il Benfica al Prater di Vienna, la Sampdoria che conquistò la Coppa delle Coppe a spese dell’Anderlecht e la Juventus che fece sua la Coppa Uefa superando la Fiorentina nella doppia finale tricolore. Di trionfo monocolore sa anche la finale di Flushing Meadows 2016, Flavia Pennetta contro Roberta Vinci, mentre nel ciclismo c’è stata la tripletta italiana nel primo Mondiale professionistico su strada, quello del 1927: primo Alfredo Binda, secondo Costante Girardengo e terzo Domenico Piemontesi. Super Italia anche nel tiro a volo, con podio tutto azzurro nella Fossa degli Europei 1999 (Venturini, Pellielo, Viganò) e in Coppa del Mondo 2015 nello skeet donne ad Al Ain (Bacosi, Cainero, Spada). Poi Bacosi e Cainero si sono sfidate anche nella finale per l’oro olimpico di Rio 2016.

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