Scagionato Vescovo Mogavero

Si ridimensiona il caso della presunta truffa per la realizzazione, a Mazara, del complesso parrocchiale di San Lorenzo, nel quartiere Transmazaro-Miragliano. E la procura di Trapani ha chiesto l’archiviazione della posizione del vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, ex sottosegretario e direttore dell’Ufficio giuridico della Cei. “Pur essendo un giurista – si era difeso il vescovo – non sono un esperto in materia di appalti. Mi fidavo, quindi, dei tecnici e firmavo le carte che questi mi portavano”.

A condurre l’interrogatorio era stato il sostituto procuratore Antonella Trainito, che ha coordinato l’indagine delle Fiamme Gialle. “Secondo l’accusa – spiegò, allora, l’avvocato Pellegrino – se la Cei avesse saputo dell’entità del finanziamento regionale per il complesso parrocchiale San Lorenzo, magari avrebbe concesso 500 mila euro in meno”. Fu questa, infatti, la somma concessa dalla Regione. La truffa sarebbe consistita nel richiedere alla Regione siciliana il contributo per la realizzazione dell’opera che era già stata finanziata dalla Cei con quasi un milione e mezzo di euro dell’8 per mille. Mentre l’appropriazione indebita su cui la posizione di Mogavero è stata archiviata si riferiva al buco nei conti della Curia di oltre un milione di euro.

Un altro filone d’indagine, sempre nell’ambito dello stesso procedimento, vedeva il vescovo Mogavero e don Franco Caruso, ex economo della Diocesi di Mazara del Vallo, poi parroco a Santa Ninfa, accusati di appropriazione indebita, e don Franco Caruso, difeso dall’avvocato Paolo Paladino, anche di malversazione. Ma anche per questo procedimento è stata chiesta l’archiviazione.

In questo filone d’indagine, il primo ad essere avviato, a Mogavero si contestava di essersi appropriato di circa 180 mila euro, con accredito di somme sul proprio conto corrente e di assegni tratti in proprio favore dai conti correnti intestati alla Diocesi di Mazara. A don Franco Caruso, invece, di essersi appropriato di oltre 120 mila euro mediante il prelievo di somme in contanti, nonché con l’emissione in proprio favore di assegni tratti sui conti correnti della Diocesi. La malversazione, inoltre, era stata contestata all’ex economo della Curia in quanto, delegato a operare sui conti correnti della Diocesi e avendo la disponibilità delle somme erogate dalla Cei, invece di destinare il denaro interventi caritatevoli, avrebbe speso oltre 250 mila euro per altre finalità. Parte di questo denaro l’avrebbe dato a don Vito Caradonna, che lo scorso anno è stato “spretato” a seguito della condanna per tentata violenza sessuale su un uomo.

L’archiviazione è stata chiesta anche per il predecessore di Mogavero, monsignor Calogero La Piana.
Costruita su un terreno acquistato dalla diocesi negli anni Novanta quando era vescovo monsignor Emanuele Catarinicchia, il contributo alla Cei fu chiesto infatti da monsignor La Piana. Ma la parrocchia di San Lorenzo fu costruita dal 2007 al 2011 e consacrata da monsignor Mogavero nel 2012.

Monsignor Mogavero nel 2011, appena arrivato a Mazara del Vallo proprio per sanare il dissesto finanziario della Curia, scrive Repubblica, fu protagonista di un attacco pesantissimo contro l’allora premier Silvio Berlusconi in un intervista a Famiglia Cristiana in cui dichiarò: “Berlusconi deve dimettersi punto e basta. Sarebbe la prima volta che fa qualcosa che giova al paese”. Per il presule, non nuovo a prese di posizione nette nei confronti del governo di centro destra, toccava ai vescovi, in qualità di cittadini italiani, “chiedere a un presidente del consiglio di fare un passo indietro. Purtroppo la Cei e il cardinale Bertone non possono farlo”. Autore di un libro-intervista, “La chiesa che non tace”, disse: “Delle inchieste ho perso il conto, come tutti, ma ciò che avverto è l’assoluta mancanza di strategia per occupazione e famiglie. Pagano sempre i poveri, mentre chi evade il fisco, chi porta capitali all’estero è premiato”. Parole che spiegano probabilmente i suoi guai giudiziari (che erano del tutto infondati).

Fonti: Tp24.it e Repubblica

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