I preti hanno un “codice di condotta su Internet”

I preti hanno un “codice di condotta su Internet”. Lo ha redatto il noto missionario Alexander Avdyugin, invitando i suoi fratelli a non essere come i protagonisti della serie televisiva russa “Interns” e rispondere “non so” quando non si ha nulla da dire.

“A prescindere dall’età, esperienza ed intelligenza, pretenderanno da te come dal Patriarca,” — ha scritto nella sua rivista online.

Internet al servizio dei monaci è stato uno dei temi del concilio dei vescovi della Chiesa Ortodossa Russa svoltosi dal 29 novembre al 2 dicembre a Mosca. La compatibilità tra la vita monastica e l’attivismo sui blog che induce i monaci a fare una scelta è stata affrontata dalla RIA Novosti.

Igumen Andrey (Moroz) ha gestito per 3 anni il seminario di Yakutsk. In una delle sue interviste aveva affermato di sognare che ogni suo studente avesse la stoffa di un santo. Ora è il reggente della cattedrale di Kropotkin, città della regione di Krasnodar. Su “Facebook” ha 5mila amici.

Tutto il mondo festeggia il Natale ortodosso.

“Come tutto in questo mondo, la Chiesa ha il suo ideale, la vita monastica. L’idea principale del monachesimo è l’allontanamento dal mondo, nella ricerca di Dio e di una comunicazione più vicina con lui. Internet è uno strumento del mondo ed i social network sono un mezzo di comunicazione. E qui è importante trovare una correlazione, su quanto sia appropriato per un monaco”, — afferma il religioso.

Monaci studiosi

Fin dai tempi antichi il monachesimo in Russia di divideva tra monastici e studiosi. Questi ultimi erano di norma eminenti teologi che si occupavano di interpretazioni e traduzioni, ricerche ed insegnamento. Un esempio vivido è il monaco Maxim il Greco, che il professore Likhachev definì “il primo intellettuale in Russia”. In particolare tradusse dal greco il Libro dei Salmi, uno dei principali testi liturgici cristiani. Ai monaci studiosi successivamente si aggiunsero i monaci che prestavano servizio nelle parrocchie e al di fuori del sagrato.

Anche il monaco “mondano” dovrebbe allontanarsi dal mondo, come i suoi confratelli nelle celle? Si tratta di una linea sottile, crede padre Andrey. “Tutto mi è permesso, ma non tutto è utile”, ha scritto l’apostolo Paolo. Per una persona che non ha imparato a distinguere tra il bene e il male è pericoloso andare su Internet.”

Patriarca Kirill

“Un monaco cresce in sè una persona nuova, è difficile. Riversare le difficoltà della propria esperienza spirituale su Internet, come spesso accade, è un’attività molto dannosa”, — è convinto il sacerdote.

Falsi significati

Anche il Patriarca Kirill ha parlato dell’influenza distruttiva delle pubblicazioni su Internet. Oggi è impossibile nascondersi dal flusso di informazioni che scorre oltre le mura del monastero, anche dalle mura di leggendarie fortezze, ha avvertito la guida spirituale della Chiesa Ortodossa Russa.

“Facebook è l’aspirazione. Ricordate che originariamente era stato concepito come uno strumento per fare conoscenza? Ma è diventato un megaprogetto. Robot, fake, alcune persone hanno sette od otto pagine. In questo flusso per un prete, soprattutto quando è inesperto, è molto difficile capire: adotterà qualcosa per quello che è o diventerà il progenitore di falsi”, — completa l’idea del Patriarca padre Andrey.

Papa Francesco (foto d'archivio)

Allo stesso tempo ritiene che Facebook perderà molto se se ne andranno via. Perché? Perché paragona le pagine Internet monastiche con i “fari che indicano la via verso un porto tranquillo tra le onde di un mondo in tempesta”. “Se gli ortodossi scompaiono da Internet, allora in un’epoca di dipendenza da Internet dove i credenti prenderanno almeno il programma delle messe?”, sorride il religioso.

Pregare su Internet

Il monaco e medico moscovita Feodorit, ampiamente conosciuto sul web ortodosso, raccoglie migliaia di “like” e commenti. Viene costantemente bannato e definito eretico: a questo reagisce con umorismo e prega affinchè “il Signore non permetta l’allontanamento dei monaci da Internet”.

“Serve sempre la sobrietà. Dallo stesso monaco dipende fare di tutto per non trasformarsi in uno schiavo di Internet e per far sì che Internet non si trasformi in un atto peccaminoso, come qualsiasi altra dipendenza. Si può anche sedere per bere vodka e non serve alcun Internet. Naturalmente se la questione è bere vodka o stare su Facebook, è meglio curarsi. Se pensiamo in generale, Internet è più produttivo”, afferma padre Feodorit.

Internet

Approva la polemica dura, ma ad eccezione degli “scontri”, dove è importante scegliere l’imprecazione più forte. Anche le semplici immagini di culto, secondo padre Feodorit, vanno a beneficio della gente: vedono che un religioso a loro noto su Internet “non soffre per nulla” ma serve, quindi la chiesa è presente in tutto il mondo.

“La mia opinione: Internet è una cosa buona. Ovviamente sono nocive solo le droghe. Per quanto riguarda i monaci, se uno si reca in qualsiasi posto, non importa su Internet o persino in un bagno pubblico, tutto il suo comportamento deve sempre essere finalizzato alla predica”, conclude il religioso.

Patriarca online

Alla fine di novembre il Patriarcato di Mosca ha lanciato il progetto online “Il Patriarca parla”. La visione del patriarca Kirill su dozzine di argomenti chiave, dalla politica estera alla giustizia e all’amore, è ora consultabile su Internet. Ad esempio il postmodernismo, sostiene la guida della Chiesa Ortodossa Russa, porterà definitivamente all’Apocalisse.

La direttrice del dipartimento informativo e mediatico del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha osservato nella presentazione del progetto che proprio l’esempio del Patriarca ha insegnato ai suoi colleghi a “parlare, condividere e convincere.”

Tradizionalisti ortodossi nei social network

Su Internet sono finiti anche i credenti tradizionalisti che solitamente rifuggono dalla mondanità. Naturalmente si tengono ben a distanza dalle discussioni sulla necessità dei bagni per l’Epifania e sul cambio di data del Natale. Tuttavia il dado è tratto: persino in Uganda il capo della missione tradizionalista ortodossa, il sacerdote Nikola Bobkov, ha messo su Facebook le foto dei villaggi africani, dove alcune decine di abitanti hanno deciso di convertirsi all’ortodossia di “vecchio rito”.

Metropolita della Chiesa Ortodossa Russa Hilarion

“Godete di tutto. Tutte le benedizioni di Dio sono state create per voi. Ma usatele solo nei limiti,” — ha scritto nel XIX secolo il vescovo russo Teofane il Recluso. L’ortodossia russa è da tempo lontana dall’idea che Internet sia la “rete del diavolo”. I giudizi del consiglio episcopale, compresi quelli riguardanti i “preti online”, sono stati pubblicati sulla pagina ufficiale della Chiesa Ortodossa Russa su Internet.

in https://it.sputniknews.com

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