L’ULTIMO SALUTO I social e i funerali in chiesa: l’abbraccio ai due fidanzati

Se ne sono andati insieme nel sonno, ci piace immaginare abbracciati, senza rendersi conto che il monossido di carbonio li stava spegnendo per sempre. Lasceranno questa terra insieme, riuscendo nell’impresa, involontaria e mai sognata, di ricevere la benedizione del prete uno accanto all’altro, in una chiesa grande abbastanza da far posto agli amici che li raggiungeranno da tutto il Vicentino per un ultimo saluto ancora.
Fidanzati dal 2016
Luca e Alex, ventun anni entrambi, fidanzati ufficialmente dal 13 luglio 2016, come aveva scritto il primo su Facebook. «La verità è che ho sempre avuto paura, fin da quando ti ho conosciuto, perché sapevo che saresti stata una di quelle persone che avrei sempre avuto paura di perdere (…). Le cose belle mi fanno sempre paura. Perché non voglio che finiscano mai, non voglio che io e te finiamo divisi, separati, insomma non ti voglio perdere». Luca aveva preso in prestito questo brano dalla Rete e lo aveva fatto suo poco più di un mese dopo, il 21 agosto. Non poteva immaginare fino a che punto sarebbe stato vero.

La commozione degli amici
La loro storia ha commosso tutti. Gli amici, certo. Che ora si spendono in parole belle, quelle destinate a chi non c’è più e che invece dovremmo imparare a ripetere più spesso quando chi amiamo c’è ancora. I compaesani di Bagnolo di Lonigo, dove viveva Luca, che si sono offerti di partecipare alle spese del funerale nella chiesa di San Giovanni Battista di Arzignano, scelta perché ha un grande parcheggio e può accogliere tutti. I ragazzi del coro di San Bortolo, dove viveva Alex, che oggi alle due e mezzo canteranno alla sua messa. Nonno Dino, che non avrebbe mai voluto dire a Luca che era contrario a quell’unione omosessuale, anche se il figlio Davide glielo ripeteva di continuo: «Sei troppo all’antica, sei tu a sbagliare».
Il lutto dei familiari
È un lutto difficile da sopportare in casa Bortolaso, già amputata dalla morte della piccola Andrea, ventidue anni fa, la sorella che Luca non conobbe mai e che si addormentò per sempre accanto alla madre quando aveva 65 giorni di vita. Mamma Gabriella ora non troverà più la cena preparata dal suo ragazzo allegro che aveva studiato all’alberghiero e si divertiva a mettere la gioia in ogni piatto. Riesce a dire quel poco che serve a rispettare la memoria del figlio e a trattenere per sé il ricordo più dolce: «Aveva un sorriso contagioso che trasmetteva positività. Si trovava in una fase felice della sua vita e questo grazie alla stabilità affettiva che aveva trovato e che gli dava speranza per il futuro». Ma davanti al parroco si abbandona all’unico sfogo possibile per un genitore: «Avrei voluto morire io al posto suo». Le resta Diego, il primogenito.
I messaggi di cordoglio
Il cordoglio dell’Arcigay di Vicenza e del Gay Center. Il rispetto della senatrice Monica Cirinnà che ha tanto voluto la legge sulle unioni civili. L’affetto del cantante Marco Carta su Facebook: «Adesso abbiamo una stella in più nel cielo da ammirare. Non dimenticherò mai il tuo sorriso e la tua dolce timidezza. Ciao Luca Cartino. Un grande ciao Alex, anche se non ci conoscevamo». E poi, solo per lui: «Luca, guardo un nostro selfie e ti saluto con forza».
Quando sono morti, Alex e Luca erano nella stanza più piccola di una villetta in montagna, a Ferrara di Monte Baldo. Erano andati a dormire improvvisando un braciere con un secchio e dei carboni ardenti, per riscaldarsi. Stasera torneranno ognuno nel suo paese, dove saranno sepolti. Sull’altare i genitori chiedono di lasciare un pensiero, un ricordo da portare a casa e rileggere con calma. Quando saranno soli, per davvero.

corriere.it

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