La “confessione”: «Avevo vent’anni, ero la fidanzata del giovane Andrea Contin»

PADOVA – Lei aveva vent’anni. Bionda, molto carina e con una spiccata curiosità intellettuale. Anche lui, allora, aveva un aspetto ben più attraente di oggi: magro, occhi scuri e vivacissimi, e soprattutto un grande carisma che non lasciava indifferenti le ragazze. Erano i primi anni 90 e tra i due è nata una storia d’amore: baci, carezze, mazzi di fiori e regali. Fino a quando lui le ha detto che si sarebbe fatto prete. Lui si chiama Andrea Contin e la “morosetta” oggi oggi ricorda quel prete finito nell’occhio del ciclone per lo scandalo a luci rosse che lo ha visto protagonista da parroco di San Lazzaro, assieme a due parrocchiane. Insomma don Andrea, nel frattempo sospeso a divinis, era un mito allora, e nonostante tutto, lo è tuttora nel cuore di questa donna, oggi cinquantenne.

«Conservo alcuni dei libri che mi ha regalato – racconta -. Per esempio ci sono quelli di filosofia di De Crescenzo. Andrea per me è stato, e continua a essere, un punto di riferimento intellettuale. I suoi insegnamenti mi sono preziosi anche ora. D’altro canto ha sempre avuto un quid in più». Il racconto si ferma volutamente a un certo limite, ma si arricchisce comunque di particolari. «Era consigliere comunale della Lega a Campo San Martino e io mi divertivo ad andare a sentire i suoi interventi durante le sedute in Municipio. È intelligentissimo, molto colto e da lui ho imparato tanto: ha una straordinaria lucidità pensiero, che colpisce. E poi mi ha spiegato come si studia, cosa che nessuno mai insegna, utilizzando un metodo particolare di prendere appunti che consente di memorizzare facilmente. E questo sistema mi è utile tuttora. Per me è stato un grandissimo caro amico».

Il Gazzettino.it

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