Iran. Quarto giorno di proteste: 12 persone uccise e 400 arrestate

Quarto giorno di proteste: 12 persone uccise e 400 arrestate

Quarto giorno di proteste in Iran, almeno 12 persone (fonti del governo) sono state uccise e 400 sono state arrestate, numeri comunque difficili da verificare. In molte città iraniane ci sono state nuove manifestazioni domenica sera, nonostante le minacce del governo e delle autorità religiose di intervenire con la forza per fermarle.

Come riporta il Post, le proteste – considerate le più grandi dal 2009 – sono iniziate giovedì scorso. Inizialmente erano rivolte al governo, accusato di non aver fatto le riforme economiche che aveva promesso, ma si sono poi allargate, e hanno coinvolto altre persone che protestavano rispetto ad altri temi. Negli ultimi giorni, durante manifestazioni che si sono diffuse fino a coinvolgere decine di città in tutto l’Iran, si sono sentiti slogan contro l’intero sistema della teocrazia islamica in vigore in Iran dalla rivoluzione del 1979 e in almeno due casi anche contro la Guida suprema iraniana, Ali Khamenei.

Parlando direttamente delle manifestazioni per la prima volta, il presidente iraniano Hassan Rouhani – un moderato, eletto per un secondo mandato la scorsa estate – ha detto domenica di capire la rabbia e la frustrazione delle persone per le difficili condizioni economiche del paese, ma che le proteste non possono degenerare in violenze e distruzioni. «Il diritto di critica e di protesta è garantito dalla costituzione» ha detto Rouhani, «ma deve essere esercitato in un modo che porti a miglioramenti per il paese e il suo popolo».

Rouhani ha anche risposto al presidente statunitense Donald Trump, che domenica aveva scritto su Twitter che “le persone hanno finalmente capito come i loro soldi e la loro ricchezza venga sperperata per finanziare il terrorismo”, aggiungendo che gli Stati Uniti avrebbero sorvegliato le proteste per evitare violazioni dei diritti umani. Rouhani ha detto che Trump non aveva diritto di esprimere solidarietà ai cittadini iraniani dopo aver definito il loro paese uno stato-terrorista.

L’agenzia stampa semi-ufficiale ILNA ha detto che durante le manifestazioni di sabato a Teheran sono state arrestate almeno 200 persone, e si parla di due persone morte sabato negli scontri con la polizia nella città di Dorud. Sempre domenica le autorità iraniane hanno bloccato in molte parti del paese Instagram e Telegram, due popolari app per scambiare foto e messaggi che potrebbero essere state usate per coordinare le manifestazioni degli ultimi giorni.

da Avvenire

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