La svolta. La Formula 1 non avrà più le ragazze «ombrelline» in pista

Liberty Media: «Basta ragazze sulla griglia di partenza, prassi incompatibile con i nostri valori». Dietro la scelta dei nuovi proprietari del circus gli scandali sulle molestie sessuali negli Usa

Basta minigonne, tacchi a spillo e scollature vertiginose sulla griglia di partenza: la Formula 1 dice addio alle“ombrelline”, le ragazze che da sempre accompagnano i piloti in pista e si soffermano al loro fianco in attesa del via. Lo hanno deciso i vertici di Liberty Media, il colosso americano della comunicazione che ha acquistato il “circus” lo scorso anno da Bernie Ecclestone per una cifra vicina agli 8,5 miliardi di dollari. La consuetudine di vedere ragazze più o meno vestite e ammiccanti al fianco delle vetture nei minuti che precedono i Gran Premi è stata giudicata «incompatibile con la nostra visione di questo sport». Sean Bratches, direttore operativo delle operazioni commerciali di Liberty Media, ha spiegato che «durante l’ultimo anno abbiamo osservato diverse aree che avevano bisogno di essere aggiornate. Se le ragazze in griglia sono state impiegate per decenni come punto basilare dei Gran Premi, crediamo che questa abitudine non sia più in sintonia con i nostri valori, e in chiaro contrasto con le norme della società d’oggi. Non crediamo sia una pratica appropriata o rilevante per la F1 e i suoi tifosi». La decisione riguarderà anche le altre categorie motoristiche previste nei giorni di gara.

Difficile pensare che si tratti di un rigurgito di femminismo. O di uno scrupolo etico in difesa della donna. La ragione principale della decisione dei nuovi padroni della Formula 1 sembra piuttosto da ricercare negli echi degli scandali americani (e non solo) per le molestie sessuali nel mondo dello spettacolo e dello sport. Meglio dare un segnale chiaro dunque, e rinunciare ad una pratica sinceramente irrilevante. Dal primo Gran Premio del Mondiale 2018 (25 marzo a Melbourne in Australia) dunque, come ha comunicato Liberty Media, la griglia di partenza sarà invece popolata di “performer, vip e invitati” di primo livello scelti di gara in gara dai vari organizzatori. Spettacolo insomma, e qualche altro diversivo per svegliare uno sport in crisi di ascolti. Senza più ragazzotte in pista però.

da Avvenire

Week end: Musica; da Caparezza a Nek-Pezzali-Renga

(di Paolo Biamonte) (ANSA) – ROMA, 31 GEN – Caparezza mercoledì si esibisce al Palapanini di Modena. Nek-Pezzali-Renga domani al Palapartenope di Napoli, sabato al Pal’Art Hotel di Acireale (CT), domenica al PalaCalafiore di Reggio Calabria.

I Nomadi suonano domani al teatro Duse di Bologna, lunedì al teatro Filarmonico di Verona.

I Calibro 35 suonano domani al Supersonic Music Club di Foligno (PG), venerdì al Pin Up Music & Beer di Mosciano Sant’Angelo (TE), sabato alla Casa delle Arti di Conversano (BA).

Coez sabato e domenica è di scena al PalaLottomatica di Roma. Dente in concerto venerdì al Cinema Teatro Moderno di Savignano sul Rubicone (FC), sabato al Laboratorio Culturale I’M di Abano Terme (PD).

Tre date per Goran Bregovic: sabato al Gran Teatro Geox di Padova, sabato all’Auditorium Parco della Musica e martedì al teatro degli Arcimboldi di Milano.

Gli Stereophonic lunedì sono al Fabrique di Milano.

Musica Nuda di scena lunedì al teatro Comunale Ferdinando Bibiena di Sant’Agata Bolognerse (BO).

Jake Bugg, nuovo nome del cantautorato inglese, martedì è in cartellone al teatro Dal Verme di Milano.

Jason Marsalis in cartellone al Blue Note martedì.

Febbraio caldo, il 23 sciopero medici e il 26 infermieri

(di Manuela Correra) (ANSA) – ROMA, 31 GEN – Si preannuncia un febbraio caldo sul fronte della Sanità. Infermieri e medici sono sul piede di guerra per il mancato rinnovo dei contratti di lavoro ed hanno annunciato due giornate di sciopero nazionale: i camici bianchi incroceranno le braccia il 23 febbraio, mentre gli infermieri ed il personale del comparto Sanità, che comprende anche tecnici radiologi e di laboratorio, si asterranno dal lavoro il 26. La minaccia annunciata è il blocco dell’attività degli ospedali e lo stop agli interventi chirurgici.

“In mancanza della convocazione per aprire le trattative contrattuali, sarà sciopero nazionale dei medici il 23 febbraio, anticipato da una serie di iniziative che saranno attuate a partire dal 12 febbraio”, è l’ultimatum dei medici, veterinari e dirigenti sanitari del Servizio sanitario nazionale (Ssn), che hanno posticipato lo sciopero già precedentemente annunciato per l’8 e il 9 febbraio. Un ultimatum lanciato da tutte le sigle sindacali, in rappresentanza di 150 mila professionisti, per sbloccare finalmente l’apertura della trattativa per il rinnovo del contratto 2016-2018.

Si alzano dunque i toni della protesta, affermano i sindacati medici, con la “richiesta di incontro urgente al Ministro della Funzione pubblica e la denuncia alle Procure della Repubblica per omissione di atti di ufficio rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2015, che ha stabilito lo sblocco dei contratti”. Infatti, “non è più possibile – denunciano i medici – continuare a negare a migliaia di professionisti il diritto a contrattare le condizioni che regolano il proprio lavoro”.

Ed annunciano battagli anche gli infermieri, che attendono il rinnovo del contratto del comparto Sanità: sono 250mila quelli impiegati nel Ssn e denunciano mancanza di organico a causa del turnover – e nonostante siano 25mila gli infermieri al momento disoccupati – e retribuzioni inadeguate.

Lo sciopero di 24 ore è stato indetto dai due sindacati maggiormente rappresentativi degli infermieri, Nursing-up e Nursind (con, complessivamente, oltre 50mila iscritti).

E’ “inaccettabile – afferma il segretario del Nursing-up Antonio De Palma – la carenza di risorse dovuta al disinteresse del governo verso gli infermieri e gli altri lavoratori del Ssn”. Tra le richieste, lo sblocco del turnover “per dire basta alla fuga dei cervelli e all’emigrazione dei giovani infermieri, che vanno all’estero a portare competenze e professionalità che non vengono riconosciute in Italia”. I sindacati, aggiunge De Palma, “dicono anche basta ai tagli lineari delle dotazioni organiche e alle pretese di deroghe indiscriminate alle ore di riposo giornaliere e al riposo settimanale”.

Dopo nove anni di blocco contrattuale, gli infermieri “non intendono accettare compromessi al ribasso – afferma anche Andrea Bottega, segretario nazionale NurSind -. E’ per tali ragioni che il nostro sciopero, a ridosso delle elezioni, ha una forte valenza politica: manifestare dissenso a una proposta contrattuale peggiorativa, prima di dimostrarlo anche nelle urne”.

E all’annunciato sciopero si aggiunge pure una nota polemica, con il Nursing-up che “condanna le parole di Vittorio Sgarbi e pretende che si scusi con gli infermieri italiani”. De Palma critica infatti le parole del critico d’arte e assessore regionale siciliano dei Beni culturali che, “durante una trasmissione su Radio 105, ha detto che ‘Di Maio al massimo può fare l’infermiere'”. Sgarbi, afferma, “chieda scusa ai professionisti infermieri”.

ADDIO A AZEGLIO VICINI, IL CT DELLE ‘NOTTI MAGICHE’

ansa

SUA LA NAZIONALE DI ITALIA ’90, ‘MERITAVAMO LA VITTORIA’ E’ morto a Brescia l’ex Ct della Nazionale Azeglio Vicini. Era malato da tempo, avrebbe compiuto 85 anni a marzo. E’ stato il tecnico degli azzurri delle ‘notti magiche’ e del terzo posto ai mondiali di Italia ’90, prima di lasciare la Nazionale ad Arrigo Sacchi nel ’91. Sulla panchina azzurra ha conquistato anche il terzo posto nell’Europeo ’88. Il suo unico rammarico fu proprio il mondiale italiano perso in semifinale con l’Argentina ai rigori: ‘Avremmo meritato di vincerlo’. Domani a Brescia i funerali. Sarà osservato un minuto di silenzio su tutti i campi. Il cordoglio dei suoi azzurri: ‘Più forti grazie a lui’. (ANSA).

UNA APP SVELA DOVE SONO LE BASI ITALIANE, LA DIFESA MINIMIZZA

ansa

ALLARME INTERPOL SUI FIGHTERS, PER ITALIA ‘NESSUN RISCONTRO’ La posizione delle basi italiane all’estero sarebbe svelata dalla app di fitness ‘Strava’ utilizzata dai soldati che fanno jogging, secondo un’indiscrezione riportata da ‘Repubblica.it’. Ma il ministero della Difesa chiarisce che ‘non esiste nessuna base militare italiana segreta all’estero, La posizione è pubblica’. L’Interpol ha fatto circolare una lista coi nomi di 50 sospetti fighters dell’Isis, tutti di nazionalità tunisina, che sarebbero arrivati di recente in Italia a bordo di barche e sarebbero pronti ad attentati. Smentisce tutto il dipartimento di pubblica sicurezza: ‘Nessun riscontro’.

ABUSA DELLA FIGLIA DAVANTI ALLA MOGLIE, ENTRAMBI ARRESTATI

ansa

NEL TRAPANESE, LE VIOLENZE SU UNA 13ENNE SONO DURATE UN ANNO Una ragazzina di 13 anni, per un anno, sarebbe stata costretta ad avere rapporti sessuali con il padre nella loro casa di Alcamo (Trapani). In alcune occasioni, alle violenze avrebbe partecipato anche la madre. I due coniugi sono stati arrestati dalla polizia dopo che la giovane ha trovato la forza di confidarsi con alcuni parenti. Il padre avrebbe tentati di difendersi parlando di rapporti consenzienti

GRECO E MATEMATICA PER IL SECONDO SCRITTO ALLA MATURITA’

ansa
ANNUNCIATE LE MATERIE, GLI ESAMI COMINCERANNO IL 20 GIUGNO Nell’ultima maturità con le vecchie regole nessun deragliamento dalle consuetudini: al Classico è stata rispettata la regola non scritta dell’alternanza e dunque gli studenti affronteranno la versione di Greco e allo Scientifico è ‘uscita’ Matematica e non la temuta Fisica. Sono alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta della Maturità 2018, annunciate dal Miur. L’esame di stato 2018 avrà inizio il 20 giugno con la prova di Italiano. Il 21 giugno la seconda prova scritta.

CAOS CANDIDATURE NEL CENTRODESTRA, PRODI SPACCA LA SINISTRA

DI MAIO RASSICURA LA CITY DI LONDRA, ‘NON SIAMO POPULISTI’ Il candidato premier del M5s rassicura gli ‘investitori istituzionali’ in un incontro alla City di Londra: ‘Non siamo populisti, abbiamo un programma chiaro e la volontà di andare al governo’. Dall’Italia, Salvini nega di poter governare col M5s, mentre scoppia la grana delle liste nel centrodestra: la Corte d’appello di Milano contesta 15 candidature nell’uninominale alla lista ‘Noi con l’Italia’ a rischio Brambilla e Rossello. L’endorsement di Prodi al Pd crea invece malumori a sinistra, con Bersani che attacca l’ex premier: ‘Troppo tenero con Renzi’. E a Roma l’ex maggiore del Noe Scafarto torna sul caso Consip: ‘Non ho taroccato nessuna informativa su Tiziano Renzi, ma chi lo ha avvertito che aveva il telefono sotto controllo?’.

ansa

Arabia Saudita: La svolta continua

Con questo intervento prende il via una seria di articoli, a firma di Francesco Strazzari, sulla presenza e la vita dei cristiani nello scacchiere arabo. È una porzione di Chiesa piuttosto variegata e di cui poco si conosce: da chi è composta? quali difficoltà incontra? chi la guida? come è strutturata canonicamente? in quali riti si celebra? Ecco alcune delle domande che troveranno risposta nei servizi che Settimananews pubblicherà.

Il Paese (superficie: 2.149.690 kmq, popolazione: 31.787.580) è in continua ebollizione. Ha alle spalle secoli di interpretazione rigida del Corano, alla base della Legge fondamentale. Finora è stato governato da uno dei 34 figli maschi del fondatore del terzo e attuale regno di Arabia Saudita. L’ultimo dei figli e attuale re, Salman Bin Abd Al-Aziz, ha nominato nel 2017 come suo successore il figlio Mohammad Bin Salman, conosciuto come MBS.

Mohammad Bin Salman

L’Arabia Saudita ha il giacimento di petrolio più grande del mondo, un bacino di 360 km di lunghezza e 100 di larghezza. Di recente sono stati scoperti anche minerali preziosi nel sottosuolo, ma la sua straordinaria ricchezza sta nel petrolio. Con la cancellazione delle sanzioni all’Iran fatta dal ex presidente USA, Obama, l’Iran ha potuto riprendere l’esportazione del suo petrolio. L’Arabia Saudita per bloccare l’Iran ha abbassato enormemente il prezzo del petrolio e questo ha causato una crisi mondiale.

MBS, per rifarsi delle perdite, sta avviando il Paese verso riforme straordinarie e con una rapidità sorprendente. Ne elenco sei che saranno attuate nel 2018: 1) l’aumento del prezzo della benzina; 2) saranno aperti cinema e teatri; 3) le donne possono guidare la macchina; 4) le donne saranno ammesse allo stadio di tre grandi città; 5) sarà possibile avere un visto turistico, 6) Aramco (Arabian American Company) sarà privatizzata.

Inoltre, intende applicare il principio di Gamal Ab el-Nasser che, nell’Egitto degli anni ’50, dichiarò: «L’Egitto agli egiziani». MBS ha programmato che, entro il 2030, nessuno straniero dovrà più trovarsi in Arabia Saudita. È già iniziata la “saudizzazione” dei negozi di cellulari, che ora sono gestiti tutti solo dai sauditi. Seguiranno poi le farmacie, finora in mano soprattutto ad egiziani ecc. Ha pure introdotto la legge, entrata in vigore nel luglio 2016, secondo la quale ogni straniero deve pagare 25 euro al mese per ogni persona da lui dipendente: moglie, figli… L’anno prossimo saranno 50 euro per passare successivamente ai 100 euro e così via. Questo ha obbligato moltissimi stranieri a rimandare a casa le proprie famiglie. Ne consegue che rimane in Arabia Saudita soltanto il marito, il quale non ha bisogno di un appartamento, si accontenta di una stanza, che spesso viene condivisa con altri. Di conseguenza, i consumi hanno subito un vistoso calo.

Infine, MBS ha messo le mai nelle tasche di membri della famiglia reale accusandoli di corruzione e di furto nei confronti dello Stato. Il 4 novembre 2017, 200 principi reali furono messi in dimora obbligata nell’hotel a 5 stelle, il Ritz Carlton di Riyad e, il 7 gennaio, 11 principi reali furono imprigionati per avere protestato contro il governo, che aveva deciso di non pagare più le loro spese di acqua e di elettricità. Si tratta di persone che hanno ricchezze immense.

È facile capire che MBS ha messo le mani in un covo di vipere e i suoi avversari crescono di giorno in giorno. Questa situazione lo costringe ad avere una fidatissima scorta personale, perché è solo contro tutti. Molti cristiani hanno fatto le valigie e sono ritornati ai loro paesi di origine. La crisi del petrolio e la crisi politica con il Qatar hanno obbligato molti stranieri residenti nel Golfo a partire. Si capisce quindi come non sia prudente dare vita nel Golfo a nuove strutture ecclesiastiche. La realtà è fragile e precaria.

Come vivono i cattolici

I cattolici in Arabia Saudita sono circa un milione e mezzo, cifra destinata a diminuire per la partenza di molti. Per aiutarli a rimanere fedeli alla loro fede, minacciata dalla forte e continua pressione islamica, e a sentirsi più comunità e non soltanto persone che vivono isolate e sparse, il vicario apostolico, mons. Camillo Ballin, ha ritenuto necessario erigere parrocchie e organizzare la chiesa, mettendovi un parroco, presbiteri coadiutori aiutati dai consigli pastorali. Sono vere parrocchie, ognuna con confini propri, anche se manca la chiesa come edificio. I sacerdoti hanno nel documento d’identità indicata la propria professione civile, che consente loro di avere lo status legale, ma come sacerdoti sono clandestini.

Il territorio è vastissimo e non è possibile assicurare ad ogni parrocchia la messa settimanale, che viene celebrata una volta al mese. Nelle altre settimane dei laici, appositamente e accuratamente preparati, celebrano la liturgia della Parola e distribuiscono l’eucaristia. È stato preparato un sussidio: Guidelines for Extraordinary Ministers of Holy Communion.

In Arabia Saudita non è possibile avere una chiesa-edificio, ma vi sono molti “tabernacoli” sparsi nelle varie città e affidati a persone sicure. Il governo è al corrente di tutto quello che viene fatto, lascia fare e fa finta di non vedere. È ovvio che la prudenza non è mai troppa, soprattutto a Riyad.

Ad Arethas, un santo saudita celebrato in tutti i riti orientali e ricordato nel martirologio romano, è stata dedicata una parrocchia. Arethas è morto martire con 4.200 fedeli, ad opera degli ebrei, circa 100 anni prima della nascita dell’islam a Najran, ai confini con lo Yemen. La parrocchia, eretta nel 2011, è stata affidata ai Trinitari. L’eucaristia viene celebrata in saloni presi in affitto in determinate occasioni, nelle case private e in alcune ambasciate. È quindi molto importante avere ottime relazioni con gli ambasciatori sia per consentire ai fedeli di partecipare alla messa sia per essere appoggiati negli uffici governativi. La parrocchia comprende non solo la città di Riyad, ma si estende anche a tutta la parte centrale dell’Arabia Saudita. I sacerdoti sono costretti a spostarsi continuamente per visitare i fedeli.

Un’altra parrocchia è stata eretta il 19 settembre 2011 a Jeddah per le due città sacre dell’islam: La Mecca e Medina. Nessuno che non sia musulmano vi può entrare. La parrocchia è dedicata a Nostra Signora di Arabia.

Il vicario apostolico visita regolarmente le varie comunità cristiane sparse nella parte occidentale dell’Arabia Saudita.

In Dammam c’è la parrocchia di san Giuseppe, eretta il 2 ottobre 2013, che comprende tre città: Dammam, Khobar, Jubail, più altri centri nella parte orientale dell’Arabia Saudita. I sacerdoti si spostano continuamente dalle tre città per visitare i fedeli residenti in diverse località.

Il 18 settembre 2011 è stata eretta anche la parrocchia di Nostra Signora di Fatima, che comprende le quattro città dell’Aramco (Arabian American Company): Dhahram, Abqaiq, Udeiliyyah, Ras Tannura. Vi operano tre cappuccini americani. Fino a circa un anno fa potevano entrare solo sacerdoti americani, ora vengono accettati anche sacerdoti dell’America Latina.

Settimana News