Don Angelo ai domiciliari “Un collaboratore voleva rivolgersi al Papa”

“Schiaffi violenti, costretti in ginocchio o chiusi al buio”.

Don Angelo risponde al gip. Intanto “il Centro Manfredini va avanti”

Sono questi alcuni dei comportamenti a cui riferiscono di aver assistito gli investigatori, attraverso le telecamere posizionate nel centro Manfredini di Piacenza.

Atti perpetrati nei confronti degli ospiti disabili del centro di accoglienza e contestati a don Angelo Bertolotti, arrestato nei giorni scorsi per maltrattamenti aggravati e continui e ora agli arresti domiciliari, concessi dal giudice dopo l’interrogatorio.

Dettagli emersi dalla conferenza stampa convocata questa mattina in Procura, dove si è reso conto anche di un altro episodio di maltrattamenti, sfociato nell’arresto di due insegnanti.

Come riferito dal sostituto procuratore Emilio Pisante, titolare dell’inchiesta e affiancato dal procuratore della Repubblica Salvatore Cappelleri e dal questoreSalvatore Arena, la vicenda ha avuto inizio nell’agosto scorso, dopo un esposto presentato in Procura da un soggetto che aveva collaborato con il Centro.

Gli inquirenti si sono messi al lavoro, ascoltando altre testimonianze; tra queste quelle di un’altra persona interna alla struttura, la quale ha confidato loro di aver pensato di sottoporre la situazione a Papa Francesco.

Durante il periodo estivo gli ospiti non alloggiavano nel Centro, ma quando sono rientrati, a fine ottobre, gli uomini della squadra mobile hanno posizionato le telecamere per monitorare la situazione.

I gravi indizi si basano su quello che noi vediamo all’interno grazie alle intercettazioni audio video – spiega il sostituto procuratore. “Gli episodi di maltrattamento non erano solo fisici e la densità e ripetitività con cui venivano attuati, danno l’idea dell’abitualità di questa condotta.”.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, in più occasioni gli ospiti, a scopo punitivo, subivano insulti, venivano colpiti con schiaffi violenti, costretti a stare per lungo tempo in piedi o in ginocchio, chiusi in uno stanzino buio o minacciati di non ricevere il pasto.

Episodi che si sarebbero verificati soprattutto quando il sacerdote si trovava da solo con gli ospiti. Dopo sole due settimane gli elementi raccolti dalla squadra mobile, guidata da Serena Pieri, hanno portato all’arresto del prete.

Come chiarito dagli inquirenti le indagini proseguono. “Abbiamo delineato il quadro di ciò che avveniva in tempi recentissimi, ora dobbiamo far luce anche su ciò che può essere accaduto in passato”.

piacenzasera

Precedente Abusi in Vaticano prete in Valtellina sotto accusa Successivo “IL RAZZISMO E' PECCATO”/ Il prete caccia dalla Messa una donna per aver citato Giovanni Paolo II

Lascia un commento