Eredità contesa, l’impiegato di banca è figlio del monsignore Depositata la perizia sul Dna

L’ex dipendente di banca Fulvio Possenti, 63 anni, è figlio di monsignor Raffaele Bergantino, sacerdote, originario di Castelnuovo Parano. La certezza scientifica è arrivata dalla perizia del Dna, svolta in seguito alla riesumazione della salma dell’ex monsignore, avvenuta l’inverno scorso. Il risultato della perizia è stata depositata, qualche giorno fa, presso il Tribunale di Cassino, dall’istituto di genetica del Policlinico Gemelli di Roma. A certificare la paternità è stato il professor Giovanni Neri, dopo aver effettuato le analisi del Dna, estratto dal medico legale Lucia Broccoli, su incarico del giudice del Tribunale di Cassino Gabriele Sordi, e appartenente al sacerdote. Il professore ha comparato il Dna prelevato al sacerdote con il campione di Possenti, il quale ha aperto la controversia legale per conoscere la verità sulla sua paternità e rivendicare quanto lasciato in eredità dal sacerdote. La donazione del religioso ammonta a conti correnti, appartamenti, negozi affittati tra Formia, Minturno, Roma, Cassino e Castelnuovo Parano. Tutti i beni immobili sono nella disponibilità della sorella del sacerdote, la signora Ida Bergantino, costituitasi parte civile con i suoi figli tramite l’avvocato Gildo Ciaraldi del Foro di Cassino. Possenti, tramite i legali di fiducia, gli avvocati Gianfranco Testa e Alfredo D’Onofrio, ha chiesto che vengano accolti i risultati della perizia dal giudice del Tribunale di Cassino, Gabriele Sordi. Successivamente il provvedimento dovrà essere trasmesso al Comune di Minturno – Ufficio Anagrafe – per una nuova trascrizione dello stato civile che riporti la diversa paternità. Il passo seguente sarà la richiesta della nomina – sempre da parte di Possenti – di un Ctu che attesti la vera entità del patrimonio. Un aspetto che vede uno contro l’altro: da una parte il figlio biologico del monsignore dall’’altra la sorella di questi, la signora Ida di 81 anni. Don Raffaele Bergantino è deceduto all’età di 89 anni nel 2006. Il sacerdote, oltre a guidare, per vari decenni la parrocchia di San Nicandro, nella frazione di Tremensuoli a Minturno, ha svolto l’incarico di vicario diocesano dell’Arcidiocesi di Gaeta. L’ex impiegato di banca ha vissuto fino all’età di 30 anni nella canonica della parrocchia di S. Nicandro, retta da don Raffaele. Sua madre era la perpetua del prete. A Possenti avevano fatto credere che il suo vero padre si era trasferito a Roma per motivi di lavoro. Poi alla morte della madre, l’uomo si sottopone all’esame del Dna comparato con quello del padre legittimo, ma il risultato è negativo. Si apre ora il capitolo giudiziario legato all’eredità. La prima udienza è fissata a settembre. Don Raffaele a Cassino era molto conosciuto. Nella città Martire vivevano due sorelle e due fratelli, tra cui, un altro sacerdote, il compianto don Vincenzo Bergantino, insigne studioso, parroco della centralissima parrocchia di San Giovanni Battista ed ex economo della Diocesi di Montecassino negli anni ’60 e ’70.

il Messaggero

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