È morto l’arcivescovo emerito di Milano

Da “prete di provincia” era diventato un teologo molto apprezzato in Vaticano.

Nel 1987 era stato nominato rettore del Pontificio seminario lombardo di Roma, lavorando al servizio della curia romana e della Conferenza episcopale italiana. Nominato arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo nel 1989, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale dal cardinale Carlo Maria Martini. Dopo due anni lasciò l’incarico, dopo la nomina a segretario generale della Cei.

Eletto arcivescovo di Genova nel 1995, dopo sette anni fu inviato alla guida della diocesi di Milano, al posto di Martini. Al superamento del 75° anno di età, nel 2009, aveva presentato le dimissioni a Papa Benedetto XVI, in base alle regole ecclesiali. Ma lasciò la guida della chiesa milanese solo nel settembre 2011, quando si ritirò nella villa Villa Sacro Cuore di Triuggio, casa di spiritualità della Diocesi di Milano.

Nato il 14 marzo 1934 a Renate, oggi in provincia di Monza e della Brianza, era il primo di tre figli di Egidio e Giuditta Ciceri. A soli undici anni entrò in seminario. Fu ordinato presbitero nel 1957, a 23 anni, dall’allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini (che poi diverrà papa Paolo VI). Professore di teologia morale al seminario di Venegono Inferiore, Tettamanzi fu chiamato da papa Giovanni Paolo II a collaborare alla stesura di alcune sue encicliche.

Proprio ieri il cardinale Angelo Scola e il nuovo arcivescovo di Milano, Mario Delpini, avevano invitato i fedeli a “pregare per lui in questa ora di prova”.

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