Dionigi Tettamanzi, l’arcivescovo intellettuale amato in Vaticano

Milano, 4 ago. (askanews) – Nato a Renate, in provincia di Milano, il 14 marzo 1934, Dionigi Tettamanzi non è stato solo cardinale e arcivescovo di Milano per nove anni, dall’11 luglio 2002 al 28 giugno 2011, ma anche una figura che ha saputo unire la sua attività pastorale ad un ruolo di intellettuale di spicco in ambito teologico, attivo nel dibattito pubblico. Molto stimato in Vaticano, dove ha ricoperto numerosi ruoli di consulenza e collaborazione, ha partecipato nel corso della sua lunga carriera ecclesiastica ad incontri, convegni, corsi di aggiornamento teologico-pastorali per sacerdoti e laici in Italia e all’estero e collaborato con L’Osservatore Romano e Avvenire.

Tettamanzi ha dedicato una parte importante della sua esistenza all’insegnamento e all’attività accademica di materie teologiche, approfondendo soprattutto le questioni di morale fondamentale e di morale speciale, con una preferenza per temi come il matrimonio, la famiglia, la sessualità e la bioetica. Il suo insegnamento – si legge sul sito Internet del Vaticano – è stato caratterizzato “da limpidità di pensiero, semplicità incisiva dell’esposizione, fedeltà gioiosa e convinta al Magistero della Chiesa e spiccato spirito pastorale”.

È stato ordinato sacerdote nel 1957 da Giovanni Battista Montini, allora arcivescovo di Milano e futuro papa Paolo VI, prima del dottorato in Sacra Teologia presso la Pontificia università gregoriana.

Per dieci anni, dal 1979 al 1989, è stato consulente ecclesiastico della Confederazione italiana dei Consultori familiari di ispirazione cristiana; per l’Oari, il Movimento per una pastorale di comunione e speranza per l’uomo che soffre, è stato prima responsabile culturale, poi presidente; è stato anche assistente ecclesiastico dell’Associazione Medici cattolici italiani.

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