Muore in Brasile il Vescovo che accompagnò da profeta i preti sposati

Il Movimento Internazionale dei sacerdoti lavoratori sposati in preghiera per la morte del vescovo vicinissimo ai preti sposati.
La sera di domenica 27 agosto è deceduto, a 98 anni, il «patriarca della Chiesa dei poveri», dom José Maria Pires, arcivescovo emerito di Paraiba (PB). È morto nello stesso mese e giorno di dom Helder Camara (Recife, 1999) e di dom Luciano Mendes de Almeida (San Paolo Mariana, 2006), personaggi di spicco della Chiesa brasiliana, avviati agli onori degli altari.

Dom José Maria Pires nacque il 15 marzo del 1919 nella piccola città di Corregos (Minas Gerais). Figlio di gente povera tanto da sentirsi fiero di essere andato per lungo tempo a piedi scalzi per la strada.

Nel 1957 divenne vescovo di Araçuai, città nel nord-ovest dello stato brasiliano di Minas Gerais, nella poverissima valle del fiume Jequitinhonda e fu promosso alla sede di Paraiba, parte nord-orientale del paese, sulla costa atlantica nel 1965. Rinunciò nel 1995.

Fu un vescovo indio che continuò a sorprendere per la sua età e per la sua attività. Straordinariamente lucido fino alla fine, viaggiò da un posto all’altro, percorse per ben due volte addirittura il Cammino di Santiago, mantenne fino all’ultimo rapporti con le istituzioni della Conferenza episcopale brasiliana.

Partecipava agli incontri di un gruppo di vescovi a Embu, a un centinaio di chilometri da San Paolo, facendosi stimare e applaudire per il suo coraggio. Gridava che nella Chiesa di oggi manca la profezia, puntando il dito sulle sue arretratezze.

Lo incontrai a Embu un paio di volte e toccò temi a lui cari e urgenti: il ruolo della donna nella Chiesa e nella società, il conferimento del sacerdozio a uomini sposati, la celebrazione dell’eucaristia nelle comunità cristiane.

Partecipò alle sessioni del Vaticano II e sottoscrisse il famoso Patto delle catacombe, che impegnava i vescovi a condurre una vita sobria nello spirito del Vangelo. Non era molto soddisfatto del post-concilio. «Manca ancora molto – mi diceva – per tradurre in pratica ecclesiale le aperture indicate dal concilio». Parlava con passione del Vaticano II: «Il concilio non venne a modificare i dogmi, però permise che la Chiesa scuotesse la polvere del tempo, che impediva alle persone di intravvedere il segno di come deve essere per mostrare Cristo al mondo. Il fine non è la Chiesa: è Cristo, del quale essa è segno e strumento, cioè sacramento».

Manca la profezia

Criticava la posizione del Codice di diritto canonico (canone 230, primo paragrafo), là dove si dice: «I laici di sesso maschile, che abbiano l’età e le doti determinate, con decreto della Conferenza episcopale possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e accoliti». «Usando il termine viri (sesso maschile) – osservava – sono automaticamente escluse le donne. Esse non possono essere istituite. È una vergogna!».

Riguardo alla collegialità episcopale, il suo giudizio era altrettanto duro. «Speravamo che il sinodo dei vescovi, periodicamente convocato dal santo padre, fosse questa espressione vera della collegialità. Diversamente, divenne appena una specie di consigliodel papa in modo tale che perfino il documento finale non è opera del sinodo, ma un’esortazione post-sinodale di responsabilità esclusiva del papa. Si sente che la curia romana molto più che il sinodo dei vescovi è in realtà la vera portavoce della gerarchia». Andò mutando il suo severo giudizio con l’apparire sulla scena di papa Francesco.

Riguardo alle comunità cristiane, che per la mancanza di presbiteri non possono celebrare l’eucaristia domenicale, accorato il suo grido d’allarme: «Le comunità cristiane come possono celebrare l’eucaristia se manca il ministro ordinato per presiedere e dare autorità alla celebrazione eucaristica? E come avere ministri ordinati in numero sufficiente dato che la Chiesa latina ammette solamente un tipo di presbitero, cioè uomini dotati dei due carismi, ministero e celibato?».

La questione lo ossessionava talmente che la Conferenza episcopale brasiliana, che lo aveva in grande considerazione, gli chiese di accompagnare il movimento dei preti sposati con le proprie famiglie, chiedendo ripetutamente alla Santa Sede che fosse concesso a chi lo volesse di ritornare ad esercitare il ministero. Condusse una vera battaglia affinché la Chiesa aprisse le porte al ministero ordinato di uomini sposati.

Le radici africane

Fu inoltre un grande animatore della pastorale afro-brasiliana e del movimento dei preti e vescovi di radici africane, che guadagnò spazi nella vita del Brasile e anche dell’America Latina e dei Caraibi attraverso il CELAM. Appassionato di ecumenismo, fu uno dei soci fondatori del CESEEP (Centro ecumenico di servizi all’evangelizzazione ed educazione popolare) e membro della sua assemblea che, per 33 anni, accompagnò con saggi e coraggiosi orientamenti.

Così lo storico e teologo José Oscar Beozzo, coordinatore generale del CESEEP: «La Chiesa e la società brasiliana perdono una grande figura, la cui maggior gloria è essere stato dom José Maria Pires un fedele seguace del vangelo e di Gesù Cristo a servizio dei più poveri, delle loro cause e liberazione»

settimananews.it

VITALIZI, CINQUE STELLE PER ESAME IMMEDIATO DISEGNO LEGGE

ANSA

PD, SONO ALLO SBANDO. SU TAPPETO ANCHE RIFORMA ELETTORALE Ancora battaglia sui vitalizi. I Cinque Stelle non mollano e a poco piu’ di una settimana dalla ripresa dei lavori parlamentari tornano a chiedere che il disegno di legge, approvato alla Camera a fine luglio, sia messo in cima all’agenda delle commissioni a Palazzo Madama. Tempi serrati, e’ la tesi, rappresentano l’unica via per mettere alle strette il Pd. I Democratici a loro volta pero’ insorgono e accusano i colleghi pentastellati di essere allo ”sbando”. In primo piano anche la legge elettorale. Prima dell’approdo della manovra alle Camere, previsto per meta’ ottobre, si tentera’ di cambiare il Consultellum e rendere omogenei i due sistemi di Camera e Senato come chiede anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

A ROMA CORTEO DI OLTRE 5 MILA PERSONE CONTRO SGOMBERI

ANSA

MANIFESTANTI CHIEDONO TAVOLO A ISTITUZIONE SU EMERGENZA CASA A Roma un corteo di oltre 5 mila persone, secondo gli organizzatori, ha manifestato contro gli sgomberi delle occupazioni. Rigidi i controlli per il timore di incidenti, dopo le violenze di piazza Indipendenza e l’allerta terrorismo. In testa lo striscione ‘Siamo rifugiati non terroristi’, già esposto alle finestre dai rifugiati africani di via Curtatone, lo slogan principale e’ stato ‘Vogliamo una casa!’. I manifestanti hanno chiesto un tavolo istituzionale con Comune, Regione e prefettura per avere risposte sull’emergenza abitativa. Al Viminale incontro tra il ministro dell’Interno, Marco Minniti, e i sindaci delle comunita’ libiche. Ribadito l’impegno a fornire alle comunita’ locali alternative di crescita e sviluppo.

FOLLA ENORME A MANIFESTAZIONE BARCELLONA CONTRO TERRORISMO

ANSA

FINITA TREGUA TRA BARCELLONA E MADRID, FISCHIATO RE FELIPE Una folla enorme ha invaso ieri pomeriggio il Passeig de Gracia di Barcellona per la manifestazione contro il terrorismo e in memoria dei 15 morti e delle decine di feriti a 10 giorni dagli attentati della Rambla e di Cambrils. Mezzo milione di persone hanno marciato fino a Plaza Catalunya, a pochi metri da dove il furgone bianco del jihadista Younes Abouyaaqoub ha fatto strage di passanti inermi. La manifestazione ha pero’ anche segnato la fine della tregua fra Barcellona e Madrid sull’indipendenza catalana e sul referendum del prossimo primo ottobre. Al suo arrivo re Felipe, capo dello Stato spagnolo dal quale vogliono separarsi, e’ stato accolto dagli indipendentisti con cori di fischi.

IDENTIFICATO AUTORE CARTELLO CONTRO DISABILE VICINO MILANO

ANSA

E’ INCENSURATO, A SUO CARICO FASCICOLO PROCURA MONZA E’ stato identificato l’autore del cartello lasciato lo scorso 19 agosto all’interno del parcheggio del centro commerciale Carosello di Carugate, nei pressi di Milano, con cui offendeva un disabile dopo aver preso una multa per aver lasciato la macchina nel posto riservato ai portatori di handicap. E’ laureato e incensurato. Passera’ a suo carico il fascicolo aperto dalla Procura di Monza per diffamazione aggravata contro ignoti

Barcellona, dai giovani di tutta Europa un appello per la pace

“Dopo l’orrore degli attacchi terroristici in Barcellona noi vogliamo mostrare la nostra volontà di pace e il nostro impegno per lavorare alla costruzione di una società di coesistenza”. L’appello alla pace dei giovani della Comunità di Sant’Egidio risuona in tante lingue diverse, forte e commovente, oggi sulla Rambla, accanto i fiori, ai lumini e ai peluche che ricoprono i punti dove sono
cadute 15 vittime nell’attentato terroristico del 17 agosto.

Sono 500, sono giovani e forti e determinati a non cedere alle ragioni del male i ragazzi provenienti da tutta Europa che si sono radunati a Barcellona, la città ferita dall’attentato del 17 agosto, per il settimo incontro internazionale dei Giovani per la Pace Europei. L’incontro del movimento dei giovani della Comunità di Sant’Egidio presente in Europa e in altri continenti, dopo Cracovia, Roma, Berlino, Anversa e Parigi si è aperto oggi presso il Museo del Mare di Barcellona per una tre giorni di incontri, riflessioni, scambi e visite anche nei luoghi più poveri e svantaggiati della città catalana.

A chiudere domenica l’incontro con il presidente della Comunità Marco Impagliazzo e la preghiera della sera. Il tema è “More Youth, More Peace” (Più giovani, più pace) e vedrà a confronto ragazzi che tutto l’anno si occupano di costruire “quotidianamente” la pace operando a favore dei bambini dei quartieri più svantaggiati, degli anziani, dei senza tetto e dei rifugiati.

I ragazzi di Sant’Egidio hanno deciso di lanciare un forte messaggio di pace proprio dalla città ferita dagli attentati. Oggi dalle 18 i giovani hanno sfilato in silenzio sulla Rambla, dal mare sino al punto dove il mezzo degli attentatori ha terminato la sua folle corsa, depositando lì 15 bouquet di fiori, uno per ogni vittima, portati da 15 ragazzi di nazionalità diverse leggendo poi il loro manifesto per la pace dedicato le vittime degli attentati di Barcellona e Cambrils.

“Ancora una volta abbiamo scelto il dialogo e la solidarietà con i più poveri e i più deboli della nostra società per costruire un futuro di pace e di coesistenza in Europa e nel mondo – dicono fieri e pieni di speranza – Noi siamo convinti che solo il dialogo e l’integrazione aprono la via alla pace. Noi vogliamo sconfiggere il male col bene, far trionfare il perdono sulla vendetta. Per questo noi vogliamo contribuire attivamente a creare un’Europa dove tutti possano vivere insieme: un mondo senza razzismo”.

Al termine dell’appello per la pace è seguito un invito a scambiare un gesto di pace. I ragazzi e la gente comune sulla Rambla hanno cominciato ad abbracciarsi e a stringersi le mani, augurandosi “pace”.

Un messaggio che verrà portato domani, sabato, dai 500 giovani che, guidati dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo e dai rappresentanti della Comunità in Spagna, si uniranno a partire dalle 18 alla grande manifestazione contro il terrorismo organizzata dalla Città di Barcellona e dalla Generalitat, presente anche il re Felipe VI di Spagna.

I santi del 27 Agosto 2017

Santa MONICA   Madre di Sant’Agostino – Memoria
Tagaste, attuale Song-Ahras, Algeria, 331 – Ostia, Roma, 27 agosto 387
Nacque a Tagaste, antica città della Numidia, nel 331. Da giovane studiò e meditò la Sacra Scrittura. Madre di Agostino d’Ippona, fu determinante nei confronti…
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San GEBARDO DI COSTANZA   Vescovo
m. 27 agosto 995
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San DAVIDE ENRICO LEWIS   Sacerdote gesuita, martire
Abcrgavenny, Inghilterra, 1616/1617 – Usk, Galles, 27 agosto 1679
Quasi un secolo trascorre dal martirio di Edmondo Campion (1581) a quello di David Lewis (1679), tra il primo e l’ultimo dei gesuiti giustiziati durante la lunga persecuzione conos…
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San BACOLO DI SORRENTO   Vescovo
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Sant’ AMEDEO DI LOSANNA   Vescovo
Chatte (Dauphiné, Francia), 21 gennaio 1110 – Lausanne (Vaud, Svizzera), 27 agosto 1159
Sant’Amedeo, appartenente alla nobile famiglia dei Clermont, figlio del Beato Amedeo il Vecchio, fu allievo di San Bernardo di Clairvaux. Abate di Altacomba dal 1139 e poi vescovo …
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San POEMEN   Abate
V secolo
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Santi MARCELLINO, MANNEA E COMPAGNI   Sposi e martiri
† Costanza, Romania, IV secolo
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San TEONA D’ALESSANDRIA   Vescovo
III secolo
Teona fu il sedicesimo vescovo di Alessandria d’Egitto. Durante il suo episcopato, iniziato nel 282, venne eletto come imperatore Diocleziano (284). La data di elezione di quest’ul…
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San GUERRINO DI SION   Vescovo
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San NARNO   Vescovo di Bergamo
Ogna, Bergamo, fine III sec. – Bergamo, † 345 ca.
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San RUFO (RUFINO)   Martire, venerato a Capua
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San LICERIO   Vescovo
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San GIOVANNI DI PAVIA   Vescovo
Nella diocesi di Bergamo la sua memoria si celebra il 15 gennaio.
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San CESARIO DI ARLES   Vescovo
Chalon sur Saone, Francia, 470 circa – Arles, Francia, 27 agosto 543
Nato nel 470 da una famiglia gallo-romana di limitate risorse, a vent’anni Cesario diventò monaco a Lérins, dove studiò fino a quando il vescovo Eonio di Arles…
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Beato RAIMONDO MARTì SORIANO   Sacerdote e martire
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Beato ANGELO DA FOLIGNO   Sacerdote agostiniano
Foligno, 1226 – Foligno, 27 agosto 1312
Nato a Foligno nel 1226, negli anni 1293 e 1297 si trovava a Gubbio. È ritenuto il fondatore del convento degli agostiniani a Foligno.Morì a Foligno il 27 agosto 1312.Si distinse p…
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Beato LUIGI SUAREZ   Vescovo
† 1530
Vescovo di Alghero in Sardegna, il Beato Luigi Suarez, fu ammirato e stimato sia all’interno del suo Ordine Mercedario che fuori, per la cultura e la santità della vita.Zelante nel…
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Beato RUGGERO CADWALLADOR   Martire
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Beati FRANCESCO DI S. MARIA E COMPAGNI   Martiri
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Beato JEAN-BAPTISTE SOUZY   Sacerdote, martire della Rivoluzione Francese
La Rochelle, 24 marzo 1732 – Estuario della Charente, 27 agosto 1794
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Beata MARIA DEL PILAR IZQUIERDO ALBERO   Fondatrice
Saragozza, Spagna, 27 luglio 1906 – San Sebastian, Spagna, 27 agosto 1945
Colpita da una serie di infermità, rimase cieca e paraplegica. Dopo una miracolosa guarigione, fondò a Madrid l’Opera Missionaria di Gesù e Maria.
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Beati MARTIRI SPAGNOLI TRINITARI DI CIUDAD REAL (ERMENEGILDO DELL’ASSUNZIONE E 5 COMPAGNI)   Beatificati nel 2013
† Alcázar de San Juan, Ciudad Real, Spagna, 27 agosto 1936
Ermenegildo dell’Assunzione (Hermenegildo Iza Aregita), Bonaventura di Santa Caterina (Buenaventura Gabika-Etxebarria Gerrikabeitia), Francesco di San Lorenzo (Francisco Euba Gorro…
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Beato ULDARICO (JEAN-BAPTISTE) GUILLAUME   Religioso e martire
Fraisans, Francia, 1 febbraio 1755 – Rochefort, Francia, 27 agosto 1794
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Beata FRANCESCA PINZOKERE   Martire
m. 1627
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Beato DOMENICO DELLA MADRE DI DIO BARBERI   Sacerdote passionista
Viterbo, 22 giugno 1792 – Reading, Inghilterra, 27 agosto 1849
Nato a Viterbo nel 1792, Domenico Barbieri a 22 anni entrò nei Passionisti, prendendo come nome da religioso Domenico della Madre di Dio. Ordinato sacerdote, cominciò…
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Beato FERDINANDO GONZALEZ ANON   Sacerdote e martire
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Celibato. Quando un prete ha un figlio. Le linee guida dei vescovi e Papa Francesco che da Cardinale li perdonava… Ma ancora no ai preti sposati

Deluso, il Movimento Internazionale dei sacerdoti lavoratori sposati, per la blanda presa di posizione dei vescovi Italiani attraverso il quotidiano “Avvenire” sul tema del celibato e dei preti con figli. Papa Francesco e molti vescovi concedendo il perdono sostengono la doppia vita, mentre sono durissimi con i preti sposati con regolare percorso canonico.

Ecco di seguito l’articolo di Avvenire:
Vincent Doyle è uno psicoterapeuta irlandese di 34 anni. Nel 2011, rovistando fra le carte di casa, intuì un segreto che la madre aveva conservato per oltre 20 anni, ma che solo allora fu costretta ad ammettere, senza parole, solo con una lacrima: il padre biologico di Vincent non era quello con cui lui era cresciuto, insieme a tre sorelle, ma era un sacerdote, il parroco di Longford, paesino nella diocesi di Ardagh. John J. Doyle, un religioso spiritano che aveva fatto ritorno dagli Usa dopo anni di missione, morto nel 1995, per Vincent bambino era stato un compagno di giochi e di gite, un padre spirituale, colui che gli aveva trasmesso un legame misterioso, viscerale – e il motivo lo avrebbe capito bene dopo – con la Chiesa. Dopo quella scoperta Vincent, che ha poi voluto prendere il cognome Doyle, scoprì che la sua storia era assai meno rara di quello che pensasse. Aprì un gruppo chiuso su Facebook per raccogliere storie e testimonianze. Poi ebbe l’idea di fondare un’associazione per offrire un supporto psicologico e spirituale alle persone passate per vicende simili alla sua e spesso con ferite esistenziali molto più profonde delle sue. Figli e figlie che sapevano tutto ma avevano dovuto per una vita far finta di nulla, donne e uomini segnati dal senso di colpa, dallo stigma sociale, madri finite abbandonate. Coping International (Coping sta per «children of priests» ) è oggi un apostolato riconosciuto dalla Chiesa e che è potuto crescere soprattutto grazie all’appoggio della Conferenza episcopale irlandese.

 

Responsabilità da affrontare
E proprio l’assemblea dei vescovi dell’isola di smeraldo lo scorso maggio ha approvato un documento che è stato divulgato pochi giorni fa, dal titolo «Principi di responsabilità per sacerdoti che hanno generato figli durante il loro ministero». È un testo molto breve, che fissa alcuni punti fermi, in primis il fatto che «le necessità del bambino devono venire per prime» e che «un sacerdote, come ogni padre, deve far fronte alle proprie responsabilità – personali, morali, legali ed economiche». Per cui «il minimo» è che, appunto, il sacerdote padre «non fugga dalle proprie responsabilità» e le autorità ecclesiali agiscano in tal senso, anche se poi «ogni caso va esaminato con attenzione». Semplici considerazioni di buon senso? In parte sì, ma stante la mancanza di disposizioni ufficiali in materia, e di riferimenti precisi nel Codice di diritto canonico, sono comunque un aiuto a fare chiarezza, come ha detto l’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, e a evitare una gestione di questi casi spinosi senza la debita giustizia e serietà.

 

L’inchiesta del Boston Globe
Un campionario di questi casi – e spesso drammi – è stato fornito nei giorni scorsi dal Boston Globe – il quotidiano che fece scoppiare lo scandalo degli abusi sessuali nella diocesi di Boston, vedasi il film Spotlight – che su documenti e contatti forniti da Doyle e da Coping international ha confezionato un lungo reportage disponibile online, scritto con professionalità e con un certo equilibrio. «Se un prete è padre di un bambino, ha l’obbligo morale di lasciare il ministero e provvedere alla cura e le esigenze della madre e del figlio», ha detto il cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, in riferimento al reportage del quotidiano statunitense.

 

Bergoglio: no alla doppia vita
Ma a dare una risposta netta e articolata sul tema è stato anche il Papa, quando era arcivescovo di Buenos Aires, nel libro scritto con il rabbino Abraham Skorka, Il cielo e la terra. «Se uno viene da me e mi dice che ha messo incinta una donna – scriveva l’allora cardinale Bergoglio – cerco di tranquillizzarlo e a poco a poco gli faccio capire che il diritto naturale viene prima del suo diritto in quanto prete. Di conseguenza deve lasciare il ministero e farsi carico del figlio, anche nel caso decida di non sposare la donna. Perché come quel bambino ha diritto ad avere una madre, ha diritto ad avere un padre con un volto. Io mi impegno e regolarizzare tutti i suoi documenti a Roma, ma lui deve lasciare tutto. Ora, se un prete mi dice che si è lasciato trascinare dalla passione, che ha commesso un errore, lo aiuto a correggersi. Ci sono preti che si correggono e altri no». E correggersi vuol dire: «Fare penitenza, rispettare il celibato. La doppia vita non ci fa bene, non mi piace, significa dare sostanza alla falsità».

Don Contin a breve il processo canonico

Ora sarà la curia romana a decidere la dimissione dallo stato clericale di Don Contin, l’ex parroco di San Lazzaro al centro di uno scandalo a luci rosse. Gli atti – compresa una relazione del vescovo di Padova Monsignor Claudio Cipolla – sono già stati trasmessi alla Congregazione del Clero che ora dovrà prendere una decisione- Don Andrea Contin a febbraio dopo la bufera che lo aveva travolto a seguito delle dichiarazioni di una donna che aveva raccontato di essere stata sua amante – era stato sospeso a divinis. Il 48enne prete, originario di Busiago di Campo San Martino, è indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione. Lui ha ammesso gli errori da uomo spiegando di essere in cura, ma ha difeso il proprio operato da parroco e da prete. Don Contin dunque rifiuta le dimissioni e a breve la Congregazione deciderà. Una sentenza che potrebbe essere veloce visto che nel 2009 papa Benedetto XVI ha semplificato la procedura: il provvedimento finale (di tipo amministrativo) non dovrà neppure essere firmato dal Papa per avere applicazione e non potrà essere impugnato in appello, in caso di pronuncia sfavorevole. L’ex parroco di San Lazzaro attenderà il responso nella comunità di recupero in un luogo segreto. Don Roberto Cavazzana l’altro prete finito nello scandalo hot invece ha chiesto il perdono.

reteveneta

Frana confine Svizzera, sospese ricerche

(ANSA) – VILLA DI CHIAVENNA (SONDRIO), 26 AGO – Sono state sospese nella zona del Pizzo Cengalo, al confine della provincia di Sondrio con la Svizzera, le ricerche degli otto alpinisti dispersi da martedì scorso, giorno in cui una gigantesca massa di detriti si staccò dalla montagna, portando a valle oltre quattro milioni di metri cubi di materiale. Lo ha comunicato la Polizia grigionese con una nota, precisando che le persone disperse sono due persone di nazionalità svizzera, quattro tedeschi e due austriaci. “La ricerca delle otto persone disperse dopo la frana del pizzo Cengalo – si legge nel comunicato – al momento non riprenderà. Nella zona potrebbero verificarsi ulteriori smottamenti. La situazione verrà costantemente rivalutata. Le operazioni per trovare le persone che mancano all’appello da mercoledì sono state interrotte dopo che, ieri pomeriggio, una seconda colata di fango ha raggiunto il villaggio di Bondo”.

Boko Haram attacca villaggi, 27 morti

(ANSA) – MAIDUGURI (Nigeria), 26 AGO – Gli attacchi del gruppo estremista islamico Boko Haram contro alcuni villaggi dello stato settentrionale nigeriano di Borno hanno provocato nell’ultima settimana almeno 27 morti. Lo riferiscono residenti della regione.
Modu Jialta, membro di un gruppo di autodifesa a Nganzai, ha raccontato che gli attacchi sono avvenuti in particolare mercoledì scorso, quando 15 persone sono state uccise dai militanti islamici, che hanno sparato o tagliato la gola alle loro vittime. Mai Abatcha Monguno, comandante delle forze di autodifesa a Guzamala ha detto che le vittime nella sua zona sono state 12, ed ha chiesto un maggiore aiuto del governo centrale contro Boko Haram. La campagna sanguinosa dell’organizzazione estremista in Nigeria ha provocato almeno 20.000 morti e milioni di profughi negli ultimi otto anni.

F1: pole Hamilton in Belgio, poi Vettel

Lewis Hamilton ha conquistato la pole position del Gp del Belgio di F1. Il pilota inglese della Mercedes ha ottenuto la sua 68/a pole della carriera, eguagliando così il record Michael Schumacher. A fianco di Hamilton partirà in prima fila la Ferrari di Sebastian Vettel.
Seconda fila per la Mercedes di Valtteri Bottas e la Ferrari di Kimi Raikkonen.

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Donna stuprata, fidanzato picchiato in spiaggia a Rimini

Lei stuprata ripetutamente da quattro uomini davanti al fidanzato, lui aggredito, picchiato e rapinato. E’ accaduto la notte scorsa sulla spiaggia di Rimini, sulla battigia del bagno 130. La polizia di Stato in queste ore è sulle tracce di quattro persone, forse straniere. Ad essere aggredita una coppia di turisti polacchi, trasportata in ospedale.

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DON ANDREA CONTIN/ Il prete dello scandalo pronto a difendersi anche in Vaticano: accuse “esagerate”

Si riaccendono i riflettori su una vicenda che vede protagonista Don Andrea Contin, ex parroco di San Lazzaro, in provincia di Padova, al centro di uno scandalo sessuale di elevate proporzioni che aveva scosso l’intera Chiesa padovana e non solo. Contin non ha nessuna intenzione di mollare, anche di fronte alle inquietanti accuse da parte della presunta vittima che aveva dichiarato, non solo alla Diocesi (che non l’aveva creduta fino in fondo) ma anche alle Forze dell’Ordine e in diretta tv gli scandalosi incontri con il parroco in canonica e non solo. Dalla denuncia della donna, con la quale il sacerdote aveva avuto una relazione tormentata, ne era seguita l’iscrizione del suo nome nel registro degli indagati per violenza privata e sfruttamento della prostituzione, nonché la sospensione a Divinis da parte del vescovo che aveva fortemente condannato le azioni dell’ex parroco. Nonostante questo però, come rivela oggi Il Corriere del Veneto nella sua edizione online, Don Contin non avrebbe alcuna intenzione di abbandonare il suo ruolo di prete, tanto da rifiutare la proposta della Diocesi di Padova relativamente alle dimissioni volontarie.

PRONTO AD AFFRONTARE IL PROCESSO CANONICO

Don Andrea Contin non molla la tonaca ed ha manifestato tutte le intenzioni di andare fino in fondo alla faccenda, non solo di fronte alla procura di Padova ma anche in sede canonica. Una volontà irremovibile che sorge dall’esigenza di dimostrare di non aver fatto nulla di male ma soprattutto che quanto emerso dalla parrocchiana nei suoi confronti, in realtà sarebbe – sempre a sua detta – esagerato e gonfiato, per non dire montato ad arte da qualcuno che covava il desiderio di farlo cadere in trappola. Ecco allora che alle persone che le sono rimaste vicine, Don Contin ha espresso il desiderio di non arrendersi e di essere pronto ad affrontare un processo canonico al cospetto del Supremo Tribunale della Signatura Apostolica, una sorta di Cassazione della Chiesa romana. Sarebbe pronto addirittura ad arrivare fino a Papa Francesco pur di far valere le sue ragioni. Un cammino che si preannuncia tortuoso e per nulla semplice e che si dipanerà in una doppia sede, penale e canonica, per l’appunto. Sul primo piano, il sostituto procuratore che conduce l’indagine, lo scorso giugno ha ottenuto un prolungamento dei termini di altri sei mesi.

LE TAPPE DELLO SCANDALO

Lo scandalo che ha travolto la Chiesa di Padova e Don Andrea Contin è esploso tra la fine del 2016 e l’inizio dell’anno seguente. Tutto partì dalla denuncia di una parrocchiana di 49 anni, la quale si rivolse ai Carabinieri per denunciare le violenze ed i soprusi che da anni subiva dal sacerdote, allora parroco di San Lazzaro. Uno scandalo destinato ad allargarsi per via di altri nomi emersi dalla denuncia-sfogo della donna, relativi ad altri preti della medesima Diocesi e che, a sua detta, avrebbero preso parte alle presunte deviazioni di Contin. Tra questi spuntò anche il nome di Don Roberto Cavazzana, il prete che rifiutò di sposare Belen Rodriguez onde evitare la realizzazione di un “circo mediatico”. Il sacerdote di Carbonara di Rovolon, tuttavia, non fu mai raggiunto da alcun provvedimento e nei suoi confronti la stessa Diocesi ha assunto un atteggiamento meno severo rispetto a quello riservato a Don Contin verso il quale ha proceduto con la sospensione a Divinis. Da allora, Contin vive in una località segreta, lontano dagli sguardi indiscreti in attesa della sua nuova battaglia che potrebbe presto svolgersi in due differenti aule.

ilsussidiario.net

 

URAGANO HARVEY SI E’ SCHIANTATO SU TEXAS IN TARDA SERATA USA

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PRESIDENTE TRUMP PROCLAMA STATO CALAMITA’ NATURALE. L’uragano Harvey si e’ schiantato sul Texas nella tarda serata statunitense, le quattro del mattino in Italia, frustando una vasta area costiera con forti venti e piogge torrenziali del piu’ feroce ciclone che abbia investito gli Stati Uniti da piu’ di un decennio. Il Centro Nazionale degli uragani ha comunicato che l’occhio dell’uragano di categoria 4 e’ approdato a circa 48 chilometri a nord-est di Corpus Christi, tra Port Aransas e Port O’ Connor, portando con se’ venti fortissimi di 209 km/h e piogge devastanti. Il presidente Donald Trump ha annunciato di avere firmato la proclamazione di stato di calamita’ naturale per il Texas.

Controlli per drone sospetto in zona Vaticano

ROMA, 26 AGO – Controlli sono scattati a Roma in zona Vaticano, nell’area del rione Borgo, per la presenza di un drone sospetto. Nell’area vaticana, per motivi di sicurezza, e’ prevista la ‘no fly zone’. Sul posto stanno intervenendo pattuglie della polizia e dei carabinieri e l’area e’ stata piu’ volte sorvolata da un elicottero per verifiche dall’alto. (ANSA).

E.LEAGUE, SORTEGGIO AGRODOLCE PER ITALIANE, OGGI ROMA-INTER

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F1, HAMILTON PIU’ VELOCE A SPA. MOTOGP, LIBERE A CRUTCHLOW Sorteggio agrodolce per le squadre italiane in Europa League. L’urna non sorride all’Atalanta, che torna in Europa dopo 26 anni e trova l’Everton di Wayne Rooney, il Lione e la piu’ debole Limassol. Va meglio alla Lazio, cui toccano il Nizza di Balotelli e poi i belgi del Waregem e gli olandesi del Vitesse. Dovrebbe essere agevole il compito del Milan, con Austria Vienna, i croati del Rijeka e l’Aek Atene. Oggi in campo negli anticipi la Juventus a Marassi col Genoa, mentre tra Roma e Inter e gia’ scontro di vertice. Per il Benevento prima storica partita in serie A sul suo campo contro il Bologna. Lewis Hamilton il piu’ veloce nelle libere del venerdi’ a Spa-Francorchamps per il Gran Premio del Belgio. Poco dietro all’inglese Kimi Raikkonen. Solo quinto il leader del Mondiale Sebastian Vettel. Motogp a Siverstone, Cal Crutchlow con la Lcr Honda il piu’ veloce nelle libere, davanti alle due Yamaha ufficiali di Valentino Rossi e Vinales.

COREA NORD, NUOVO LANCIO DIVERSI MISSILI CORTO RAGGIO

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SEUL, IN MARE TRA GIAPPONE E PENISOLA COREA DOPO 250 KM VOLO La Corea del Nord ha compiuto un nuovo lancio di ”diversi missili”, tutti a corto raggio, in direzione nord-est, che secondo lo stato maggiore interforze della Corea del Sud sono caduti in mare dopo un volo di circa 250 km, fra il Giappone e la Penisola coreana. I militari americani sostengono che i missili lanciati fossero tre, che i lanci sono stati compiuti nell’arco di 30 minuti, e afferma che sono sostanzialmente falliti. ”Il primo e il terzo non sono riusciti a volare a lungo. Il secondo missile lanciato sarebbe invece esploso quasi subito”, ha dichiarato – citato da Bbc – Dave Benham, comandante dello Us Pacific Command.

IN USA IN ARRIVO URAGANO HARVEY IN TEXAS, CATEGORIA 4 SU 5.

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PEGGIOR URAGANO DOPO KATRINA, VENTI FINO A 215 KM/H. Negli Stati Uniti in arrivo il primo uragano di fine estate, nella costa centrale del Texas. E’ stato battezzato ‘Harvey’ ed e’ già diventato di categoria 4 (su una scala di 5), trasformandosi nel peggior uragano in Usa dopo quelli dell’orribile anno 2005, da Wilma a Katrina. Alle due di notte ora italiana l’uragano si trovava a circa 70 km da Corpus Christi, la cittadina costiera del Texas che sara’ colpita per prima. L’uragano avanza a 8 km/h, con venti fino a 215 km/h. Come uragano di categoria 4, puo’ generare oltre 100 centimetri di pioggia, alluvioni ”catastrofiche” e 30 centimetri di ‘storm surge’, ossia di innalzamento del livello del mare che spinge una mostruosa quantità d’acqua sulla costa.

TORNA PAURA A BRUXELLES, SOMALO ATTACCA MILITARI, UCCISO

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ANCHE A LONDRA UOMO AGGREDISCE POLIZIOTTI, ARRESTATO Torna la paura a Bruxelles, sempre al centro delle trame dell’Isis. Ieri sera, in una strada del centro, un somalo sulla trentina, al grido di ‘Allah Akhbar’ ha attaccato dei militari in servizio antiterrorismo. I militari hanno sparato e lo hanno colpito. L’uomo e’ morto poco dopo il ricovero in ospedale. Due soldati sono rimasti leggermente feriti. La procura lo sta trattando come un episodio di terrorismo, ma ”isolato”. L’attentatore, secondo quanto emerso finora, non era infatti conosciuto per legami con l’estremismo islamico. Ma la paura non e’ tornata ieri sera solo a Bruxelles. Anche a Londra, davanti a Buckingham Palace, un uomo ha aggredito e ferito in modo lieve due poliziotti prima di essere arrestato.

Preti sposati: le autogiustificazioni dei tuttologi e le porte chiuse alla novità

Sul Blog di Ernesto Miragoli pubblicato un articolo dal titolo Porte Aperte del 18 Agosto 2017. Il testo è intriso di autogiusticazioni che intendono riappropriarsi di un ruolo che tanti preti sposati non gli riconoscono.

Abbiamo bisogno di come preti sposati di non referenzialità. Ci servono veramente persone nuove… Miragoli e i suoi fans hanno fallito…

In passato ha cercato in tutti i modi, Miragoli, di distruggere la nostra associazione e il nostro lavoro con i media attraverso i suoi testi e varie interviste mediatiche.

Di seguito il link all’articolo

http://www.webalice.it/miragoli/CELIBI_PER_LEGGE.html

 

Vuelta: sloveno Mohoric vince 7/a tappa

Exploit dello sloveno Matej Mohoric, nella fase finale della 7/a tappa della Vuelta di Spagna La corsa si è decisa ai piedi dell’Alto del Castillo, la salita finale a 12 km dalla fine: Mohoric ha allungato, si è fatto la salita da solo, ma è stato raggiunto da Rojas, De Gendt e Poljanski. In discesa, però, lo sloveno della Uae Emirates ha staccato tutti e si è presentato da solo, aggiudicandosi la Llíria-Cuenca, lunga 207 chilometri. Alle sue spalle, con un ritardo di 16″ si sono piazzati nell’ordine il polacco Pawel Poljanski, terzo lo spagnolo José Joaquín Rojas poi il belga Thomas De Gendt. Primo degli italiani Alessandro De Marchi giunto all’arrivo con 27″ di ritardo, al quinto posto. Il gruppo dei migliori ha tagliato il traguardo con un distacco di 8’37” e la maglia rossa di leader della classifica generale è rimasta sulle spalle del britannico Chris Froome L’inglese ha 11″ di vantaggio su Chaves, 13″ su Roche e 30″ su Van Garderen. Nibali è 5/o a 36″, Aru ottavo a 49″.

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Caldo: crollata ‘lingua’ ghiacciaio Toula

(ANSA) – AOSTA, 25 AGO – A causa delle temperature elevate la ‘lingua’ del ghiacciaio del Toula, nel massiccio del Monte Bianco, è crollata nel pomeriggio del 22 agosto, disgregandosi e accumulandosi poco più a valle. Lo ha comunicato su facebook Fondazione Montagna Sicura, che si occupa dello studio dei fenomeni e delle problematiche concernenti l’ambiente di montagna. “E’ la conclusione parossistica – si legge nel post, corredato da una foto che evidenzia il crollo – di una evoluzione sotto gli occhi di tutti: in questi anni la lingua si è sempre più assottigliata, fino a diventare poco più di una lama. Il ghiacciaio del Toula cambia così drasticamente forma”.

(ANSA).

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Arriva nuova ondata di caldo, lunedì il picco con 38 gradi

La ‘tregua’ concessa dal caldo in Italia è durata solo pochi giorni: è infatti in arrivo, a partire da domani, la sesta ondata di caldo dell’estate. Il picco è previsto lunedì, quando si toccheranno i 38 gradi, ma le temperature resteranno ben sopra alla media almeno fino a fine mese. Infatti, secondo le prime indicazioni, per avere un ‘cambiamento di tendenza’ bisognerà attendere i primi di settembre, quando potrebbero arrivare le prime piogge significative. Prosegue quindi la grave siccità, ‘interrotta’ solo da qualche isolato rovescio o temporale tra sabato e lunedì. Queste le previsioni dei meteorologi del Centro Epson Meteo-Meteo.it.
“L’alta pressione, associata a un afflusso di aria calda proveniente dal Nord Africa – spiegano – determinerà da questo fine settimana l’annunciata ondata di caldo, con temperature destinate ad aumentare fino a lunedì. Le temperature, fino a 5-6 gradi oltre le medie stagionali per la fine di agosto, raggiungeranno massime diffusamente oltre i 32-33 gradi e con punte fino ai 36-38 gradi”. Anche negli ultimi giorni del mese, precisano, “il caldo rimarrà intenso anche se con qualche lieve calo temporaneo al Nord e sul versante Adriatico. Con questa sostanziale assenza di precipitazioni la siccità rimane grave: almeno fino alla fine di agosto mese le poche piogge saranno associate solo a locali episodi di instabilità sulle Alpi”.
Nel dettaglio domani il tempo sarà nuvoloso la mattina sulle regioni settentrionale, mentre le nuvole saranno un po’ più consistenti sulle Alpi dove, nel pomeriggio, sarà possibile anche qualche isolato rovescio o temporale tra Piemonte, Valle d’Aosta, est della Lombardia e Trentino-Alto Adige.
Domenica sul Paese sarà una giornata di tempo soleggiato e molto caldo. Possibili brevi temporali solo sul settore alpino e prealpino. Questa nuova ondata di calore, sempre secondo le previsioni del Centro Epson Meteo, raggiungerà il suo apice nella giornata di lunedì, quando si potranno in molti casi superare i 35 gradi con picchi localmente fino a 37-38 gradi. Il tempo resterà ancora prevalentemente soleggiato, salvo all’estremo Nord-Est dove si potrebbe osservare una temporanea maggiore instabilità atmosferica associata ad alcuni episodi temporaleschi. A seguire, e almeno fino al 31 agosto, le temperature resteranno elevate e ben al di sopra della media stagionale. Tuttavia nella giornata di martedì, concludono al Centro Epson Meteo, si potrebbe osservare una lieve e temporanea attenuazione della calura in Valpadana e nelle regioni adriatiche grazie all’ingresso di una maggiore ventilazione settentrionale. Si tratta però di una tendenza ancora molto incerta: al momento sembra che per avere una interruzione generalizzata di quest’ultima ondata di caldo si debba attendere l’inizio di settembre.

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Scoperto il vino italiano più antico, ha quasi 6.000 anni

Il vino italiano più antico del mondo ha quasi 6.000 anni: i suoi residui sono stati individuati in una grande giara dell’Età del Rame rinvenuta in una grotta vicino Agrigento da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall’archeologo Davide Tanasi dell’Università della Florida Meridionale, a cui hanno preso parte anche il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Università di Catania e gli esperti della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento.

La scoperta, pubblicata su Microchemical Journal, dimostra che la viticoltura e la produzione di vino in Italia non sono cominciate nell’Età del Bronzo, come ipotizzato finora, ma oltre 2.000 anni prima. A confermarlo sono i residui chimici rimasti su una giara trovata in una grotta del Monte Kronio e risalente agli inizi del IV millennio avanti Cristo: la terracotta, non smaltata, ha conservato tracce di acido tartarico e del suo sale di sodio, sostanze che si trovano naturalmente negli acini d’uva e nel processo di vinificazione.

E’ molto raro che si riesca a determinare la composizione esatta di tali residui, perché per farlo è necessario che il vasellame sia estratto completamente intatto. I ricercatori intendono ora continuare i loro studi per riuscire a stabilire se questo primo antichissimo vino italiano fosse rosso o bianco.

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Don Contin rifiuta di lasciare il sacerdozio: tema preti sposati ritorna attualità dopo Barbara D’urso e Pomeriggio Cinque


L’ex parroco di San Lazzaro, a Padova, sospeso a divinis dal vescovo, nega le accuse e intende affrontare il processo canonico
PADOVA. Rifiuta le “dimissioni” don Andrea Contin, il parroco padovano di San Lazzaro sospeso a divinis dal vescovo dopo essere stato indagato dalla magistratura per violenza privata e sfruttamento della prostituzione. Il sacerdote ha sin qui rifiutato l’invito della Diocesi alle dimissioni volontarie per tornare allo stato laicale.

Secondo il sacerdote, le accuse nei suoi confronti non sono corrispondenti al vero. A chi gli è vicino fa sapere di voler affrontare senza paura il processo canonico. Fino ad arrivare al Supremo Tribunale della Signatura Apostolica.

A far scoppiare la vicenda erano state, alla fine del dicembre 2016, le dichiarazioni rese ai Carabinieri da una padovana di 49 anni. La donna aveva denunciato il sacerdote perchè l’avrebbe costretta a vari rapporti sessuali, anche con uomini e donne ingaggiati su internet. Nella denuncia ai militari la signora aveva fatto il nome anche di altri preti della Diocesi.

Rifiuta le ‘dimissioni’ don Andrea Contin, il parroco padovano di San Lazzaro sospeso a divinis dal vescovo dopo essere stato indagato dalla magistratura per violenza privata e sfruttamento della prostituzione

Il prete hot come’era stata ribattezzato all’indomani dello scandalo non vuole mollare la tonaca e vuole continuare a fare il sacerdote. Le accuse nei suoi confronti non sono corrispondenti al vero anzi sarebbero state gonfiate e montate ad arte per tendergli una trappola – questo sostiene don Contin. A chi gli è vicino fa sapere di voler affrontare senza paura il processo canonico. Fino ad arrivare al Supremo Tribunale della Signatura Apostolica una specie di Cassazione della Chiesa Romana. A far scoppiare la vicenda erano state, alla fine del dicembre 2016, le dichiarazioni rese ai Carabinieri da una padovana di 49 anni. La donna aveva denunciato il sacerdote perchè l’avrebbe costretta a vari rapporti sessuali, anche con uomini e donne ingaggiati su internet. Nella denuncia ai militari la signora aveva fatto il nome anche di altri preti della Diocesi e nello scandalo era finito anche don Roberto Cavazzana parroco di Carbonara di Rovolon. Oggi don Contin vive solo in una località segreta, intanto in sede penale a fine giugno il pubblico ministero titolare dell’inchiesta ha chiesto un prolungamento dell’indagine di altri mesi.
reteveneta.it

Pistoia, don Biancalani: “Nessun timore per domenica. I razzisti non possono entrare in chiesa”

“Dobbiamo fare una messa normale facendo un appello a seguire il principio evangelico dell’accoglienza”. Si avvicina la messa di domenica prossima, che don Massimo Biancalani presiederà assieme al vicario di Pistoia. Il parroco è al centro del dibattito politico per aver pubblicato foto in piscina con alcuni profughi ospiti nel suo centro di accoglienza. “Le porte della chiesa sono aperte a tutti – dice riferendosi alla presenza annunciata di Forza Nuova per ‘vigilare sulla sua dottrina’ – ma non si può entrare con un messaggio razzista. Chi lo fa viene respinto a calci nel sedere”. Rispetto alla presenza del vicario del vescovo Biancalani ha ribadito che si tratta di “un sostegno della chiesa pistoiese al nostro operato”
repubblica.it

Don Biancalani: “Io, prete insultato per aver portato i profughi in piscina”


Ha regalato un tuffo-premio in piscina a una quindicina di profughi africani, che avevano lavorato come aiuto cuochi e camerieri alla festa della Onlus “Gli amici di Francesco”. E la foto postata su Facebook gli è costata una valanga di offese. Ma don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, periferia di una Pistoia appena espugnata dal centrodestra, non si è scosso neppure quando su quella foto si è abbattuto il sarcasmo del leader leghista Salvini.

Don Biancalani, dica la verità: non se le aspettava tutte quelle offese.
“È triste, ma spero serva a far aprire gli occhi sul clima che sta montando. Mi è stato detto che tanti di quei profili sono vuoti, che potrebbe essere stata la stessa persona: è anche partita una segnalazione alla polizia postale. Ma il problema è etico-culturale: il fenomeno dell’immigrazione è complesso e non c’entra niente col terrorismo”.

Però l’anno scorso voleva far pregare i migranti musulmani in chiesa: si è mosso il vescovo Tardelli.
“Quello rientrava in un progetto d’accoglienza, perché non basta un piatto di minestra, ma serve anche una relazione tra le religioni. Sull’accoglienza c’è troppo silenzio da parte della Chiesa e delle istituzioni”.

Silenzio della Chiesa?
“Si dovrebbe essere tutti più coraggoiosi nell’affermare il valore dell’accoglienza. A Pistoia, su 140 parrocchie, solo 4 hanno aperto le loro porte. A Genova solo 5. Se solo il 20% delle parrocchie aprisse le porte…”.

E il silenzio delle istituzioni?
“Non fanno un lavoro serio, l’immigrazione non si può affrontare con una legge come la Bossi-Fini”.

Con il codice di Minniti invece?
“È un tappo che è stato messo lì. I migranti non stanno arrivando ma si sta generando una situazione umanitaria drammatica in Libia. I ragazzi raccontano di esecuzioni sommarie per chi prova a scappare dai lager, magari solo per cercare cibo. Noi italiani rischiamo di renderci complici”.

Cosa ha detto il vescovo di quella foto con i profughi in piscina?
“Mi ha detto che domani (oggi, ndr) verrà a visitare la parrocchia per incontrare i ragazzi”.

Fratelli

d’Italia, il partito del sindaco di Pistoia, l’accusa di fare politica.
“È grave che si metta in discussione il mio essere prete. Il gioco è sempre lo stesso, quando c’è un religioso orientato al sociale gli si dà del comunista”
repubblica.it

Il prete ossolano figlio di un musulmano: “Serve dialogo tra le religioni, senza rinnegare l’identità”

 LUCA BILARDO
DOMODOSSOLA
«L’integrazione è un cammino possibile ma difficile, non si fa sfoderano solo frasi buoniste che si possono trovare nei cioccolatini come dire “siamo tutti fratelli”. Rinnegare la propria identità in nome della convivenza è il più grave errore che si possa fare: la vera arma per vivere insieme e in pace è il dialogo».

Don Nur Nassar, 37 anni e prete dal 2012, non ha una laurea sul dialogo interreligioso: il confronto tra cristianesimo e Islam lo ha respirato da sempre in casa a Domodossola, dove è nato e cresciuto. Papà Adel era egiziano e musulmano, la mamma Ines italiana e cattolica: il loro, alla fine degli Anni 70, era stato uno dei primi matrimoni misti in Italia. Ognuno viveva la propria fede.

A Nur, così come agli altri fratelli Karim e Nadir, i genitori hanno lasciato libertà di scegliere. Gli incontri e i percorsi della vita hanno portato Nur ad abbracciare la fede cattolica, a entrare in seminario e diventare prete, ora con la valigia quasi pronta per il Ciad, dove – dopo gli anni trascorsi all’oratorio di Omegna – sarà missionario per dieci anni.

Della sua esperienza di sacerdote, figlio di musulmano, don Nur Nassar parlerà oggi, giovedì 24, alle 12,30 al «Meeting per l’amicizia fra i popoli» di Comunione e liberazione di Rimini. Un intervento che arriva a pochi giorni dagli attentati di Barcellona e in un contesto nel quale la tensione tra islam e cristianesimo sembra essere sempre in aumento.
«Nessuna illusione»
«Non facciamoci illudere da chi cavalca l’odio – spiega don Nur Nassar -. Si cerca di alimentare la tensione, ma bisogna guardare i dati con lucidità. Proviamo a paragonare l’Isis a un partito: se si pensa al numero di musulmani che ci sono in Europa e lo si rapporta a quanti lo seguono è una percentuale irrisoria. Quindi non si può criminalizzare una religione. Con questo non sottovalutiamo il problema, ma puntiamo sul dialogo».

Dialogo che per don Nur Nassar parte dal mantenimento delle identità. «Questo è fondamentale: non puoi parlare con l’altro se non sai chi sei tu o annullando il tuo essere. Chi pensa che l’integrazione si faccia cancellando a tavolino le diversità e perdendo i valori delle diverse religioni fa solo il gioco di chi vuole lo scontro. Questo è uno dei grandi insegnamenti che ho imparato dalla mia famiglia. Certo, ogni fede ha nel suo Dna quello spirito missionario che porta a voler trasmetterla agli altri. Ma non si fa né con le croci spaccate sulla testa degli islamici, né tagliando la gola ai cristiani».

Un altro nemico secondo don Nassar «sono gli stereotipi, che paiono rendere il problema semplice e di facile soluzione: da una parte vedere l’Islam come una fede fatta di violenza, e dall’altro assimilare l’uomo occidentale come il male del mondo».

Anche per l’accoglienza, dice don Nur, servirebbe un cambio di passo. «Sul tema dei migranti, molti di fede islamica, l’Italia sta affrontando il problema solo dal punto di vista del “parcheggio”: dove metterli quando arrivano. L’accoglienza però è amore e l’amore è anche esigente: per questo bisogna pretendere impegno da parte di chi è ospitato, farli lavorare e insegnar loro la lingua e la cultura. Altrimenti è come metterli in prigione, e non è accoglienza».
Gli anni all’oratorio
Prima all’oratorio, poi come seminarista e negli ultimi anni a Omegna, don Nur ha vissuto a contatto con i giovani e secondo lui è da lì che bisogna partire. «Ogni ragazzo ormai ha contatti quotidiani con persone di altre religioni. L’integrazione diventerà normale, ma non dimentichiamo di insegnare loro da dove veniamo, quella fede anche semplice che per secoli si è trasmessa tra le generazioni. Nel cuore di tutti, dei giovani in particolare, ci sono sempre domande forti e il desiderio di una vita piena e felice. E se c’è un vuoto di risposte, questo sarà colmato da chi predica la violenza, con qualunque bandiera».
lastampa.it