Così Papa Francesco riabilita gli “epurati” dalla Chiesa, ma non i preti sposati – Informazione Libera
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Così Papa Francesco riabilita gli “epurati” dalla Chiesa, ma non i preti sposati

Papa Francesco riabilita don Lorenzo Milani e don Primo Mazzolari, due grandi preti puniti dalle autorità ecclesiastiche dei loro tempi e ridotti al silenzio. Un gesto che non ha precedenti, la preghiera sulle loro tombe. Prima di lui, un altro pontefice aveva fatto una cosa simile, Giovanni Paolo II, quando cancellò la condanna che nel 1633 il Sant’Uffizio inflisse a Galileo Galilei accusato di eresia. Meglio tardi che mai.

Ma quanti altri don Milani, don Mazzolari e Galilei sono in attesa di ricevere una doverosa riabilitazione, anche post mortem, sia in Italia che nel mondo? L’elenco è lungo. Senza andare troppo indietro nel tempo, prima del Concilio Vaticano II, a subire severe condanne furono teologi illustri come De Lubac, Congar, Danielou e tanti altri, in seguito riabilitati nei fatti. Ma restando solo in Italia, già Pio XII negli anni Cinquanta mise a tacere l’Azione cattolica di Carlo Carretto, Mario Rossi e Don Arturo Paoli (quest’ultimo scomparso lo scorso anno dopo essere stato ricevuto da papa Francesco).

Vita dura in particolare per teologi moralisti che avevano il solo torto di parlare di sessualità e moralità cattolica senza verità precostituite e concetti imposti come verità di fede. Tra questi, don Carlo Molari, agli inizi officiale (dipendente) proprio al S. Offizio e poi presto allontanato anche dall’insegnamento dall’Università Lateranense. A tanti anni di distanza, don Molari non ha mai smesso di insegnare e di stare vicino a poveri e comunità omosessuali.

Ma come don Molari, altri preti subirono la stessa sorte, specialmente dopo la discussa enciclica Humanae Vitae con cui Paolo VI proibì l’uso della pillola anticoncezionale. Tra i più noti teologi moralisti emarginati, don Ambrogio Valsecchi, padre Dalmazio Mongillo, il grande padre Bernhard Haering, maestro e guida del rinnovamento della teologia morale cattolica, anticipatore delle preziose premesse della Amoris Laetitia di Bergoglio; don Aniceto Molinaro.

Allontanato dalla Lateranense e “promosso” arcivescovo di Perugia, monsignor Ferdinando Lambruschini, che a nome di Paolo VI aveva anticipato che l’Humanae Vitae non godeva della infallibilità pontificia; fu sostituito da Gianni Gennari, che insegnò morale fino al 1974, ma senza mai smentire né Lambruschini né lo stesso Paolo VI, malgrado minacce e avvertimenti vari.

Motivo per cui al referendum sul divorzio fu allontanato dalla cattedra di morale, e incaricato di storia della spiritualità nell’Istituto di Pastorale. Gennari insegnava teologia morale anche al Marianum, ma nel 1977 fu espulso da quella cattedra, perché in un volume edito dalla Queriniana aveva dimostrato che un documento sulla morale sessuale dell’allora S. Offizio era in pratica copiato da un vecchio libro di Pietro Palazzini.

Gennari fu anche privato della cattedra all’Ecclesia Mater. Due anni dopo il cardinale vicario di Roma Ugo Poletti, gli tolse la cattedra di religione nel liceo Giulio Cesare e nessuno ha mai motivato ufficialmente la punizione. Altra vittima di Poletti, don Luigi Della Torre, il grande studioso della storia della liturgia e promotore della messa in italiano, allontanato per punizione dalla guida della sua parrocchia di Roma e continuamente minacciato anche da squadracce di filonazisti e integralisti di “Civiltà Cristiana”!

Altri nomi illustri puniti dalla Chiesa, padre Davide Turoldo, Servo di Maria, costretto a rifugiarsi nell’eremo di Fontanella (Bergamo); don Zeno Saltini e don Corrado Fioravanti, ambedue con l’odore delle pecore fortissimo alla papa Francesco, don Divo Barsotti maestro di spiritualità e dottrina; padre Ernesto Balducci, acuto lettore della realtà del mondo e della Chiesa; don Enrico Chiavacci maestro di teologia morale per religiosi e laici.

Un caso unico, anche se poco conosciuto, è quello del diktat pronunciato da un cardinale per 17 minuti in sede decisiva contro la nomina a vescovo di don Enrico Feroci, oggi direttore della Caritas di Roma, primo prete romano incontrato dopo l’elezione da papa Francesco, che ha sempre apprezzato la sua attività e la sua testimonianza per i poveri romani.

Il Tirreno

Author: sacerdotisposati

Per informazioni scrivi a sacerdotisposati@alice.it

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