Il Vaticano ha notificato al fu don Marco Scarpa la riduzione allo stato laicale. I preti sposati con regolare percorso non sono ridotti allo stato laicale. La confuzione di alcuni media

Il Gazzettino tratta della riduzione allo stato laicale per don Marco Scarpa e usa termini non corretti. I preti sposati non sono tutti ridotti allo stato laicale.  Chi è ridotto allo stato laicale non è più prete… mentre i preti sposati dispensati dagli obblighi del celibato non hanno di fatto la riduzione allo stato laicale che deve essere notificata dal Papa: i preti sposati con regolare percorso restano sacerdoti per sempre…

In basso il testo tratto da il Gazzettino

VENEZIA – Il Vaticano ha notificato al fu don Marco Scarpa la riduzione allo stato laicale. Formalmente si parla di dispensa dagli oneri sacerdotali perché per la Chiesa chi è stato ordinato lo resta per sempre. Nella sostanza, non è più prete, non può più celebrare messa né i sacramenti e se lo volesse d’ora in poi potrebbe anche sposarsi. Si chiude così, come ampiamente previsto, il cerchio sulla vicenda di un addio clamoroso maturato lo scorso settembre, a pochi giorni dall’avvio dell’anno pastorale. Quasi come un fulmine a ciel sereno per alcuni, come una decisione che era nell’aria forse per la maggioranza, l’ormai di nuovo e semplicemente Marco Scarpa aveva annunciato al termine della messa domenicale nella chiesa di San Pantalon di voler abbandonare la tonaca. «Per me si apre un tempo di verifica soprattutto nell’ambito affettivo», aveva dichiarato, nello sconcerto dei fedeli, facendo intendere di avere una relazione. Poche ore dopo aveva anche pubblicato sulla sua pagina Facebook il testo integrale del suo congedo. Ma se nove mesi fa aveva scelto, non senza coraggio, la massima trasparenza, adesso preferisce l’assoluta segretezza.

il gazzettino.it

Le estati calde e secche destinate a diventare più frequenti

Da tempo si studiano ondate di calore e siccità, ma solo adesso una ricerca ha messo in relazione i due fenomeni dal punto di vista statistico, scoprendo che in futuro la loro combinazione sarà fino a cinque volte più frequente di quanto si pensasse. Secondo lo studio del Politecnico di Zurigo, pubblicato sulla rivista Science Advances e coordinato da Jakob Zscheischler e Sonia Seneviratne, tutti i precedenti studi sul clima hanno sottostimato il rischio che questi due eventi climatici estremi avvengano contemporaneamente, aumentando la minaccia per agricoltura, economia e società.

Secondo le statistiche le estati molto calde e secche, come quelle che hanno colpito l’Europa nel 2003 e nel 2015, dovrebbero avvenire solo ogni 100 anni circa, ma con il riscaldamento globale che fa innalzare le temperature medie la loro frequenza è destinata ad aumentare. Finora i ricercatori hanno sempre studiato ondate di calore e siccità separatamente, ma quando questi eventi coincidono il loro impatto è decisamente maggiore: disidratazione e problemi di salute per le fasce di popolazione più giovani e più anziane, raccolti rovinati, costi di irrigazione dei campi troppo elevati e incendi più frequenti, come quello violentissimo che ha colpito recentemente i boschi del Portogallo.

La ricerca del Politecnico di Zurigo ha ora analizzato la combinazione degli eventi climatici estremi, scoprendo che ondate di calore e siccità hanno una probabilità di giungere insieme, in media, da due a quattro volte più elevata di quanto si pensasse, con picchi di cinque volte in alcune aree. “Se gli estremi climatici vengono studiati solo separatamente – ha aggiunto Seneviratne – rischiamo di sottostimare i potenziali rischi e nel mondo altamente interconnesso di oggi è più importante che mai valutarli nel modo più accurato possibile”.

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VASCO ROSSI PROVA IL PALCO, “UNA FESTA CONTRO LA PAURA”

BLASCO AL SOUNDCHECK, “NON CAMBIEREMO NOSTRE ABITUDINI” “Questa è una festa contro la paura, non cambieremo le nostre abitudini. Il nemico è la paura e noi non abbiamo paura”. Parole di Vasco Rossi, pronunciate ieri sera al soundcheck del ‘Modena Park’, un evento per fedelissimi del Blasco e residenti della zona del concerto dei record di domani, dove sono attese 220mila persone. Il soundcheck di Vasco è stato un concerto vero e proprio, cominciato intorno alle 21 e finito dopo la mezzanotte. (ANSA).

TRAGHETTO URTA BANCHINA A OLBIA, SPAVENTO PER 800 PASSEGGERI

INCIDENTE IN ATTRACCO. LA NAVE POI E’ RIPARTITA PER LIVORNO Un traghetto proveniente da Livorno ha urtato la banchina del molo 4 del porto di Olbia ieri sera durante l’attracco all’Isola Bianca. A bordo 800 passeggeri, pronti per lo sbarco, che hanno avuto un momento di paura per il forte sussulto percepito mentre attendevano, in piedi, l’apertura del portellone. Tutto, però, si è risolto senza alcun inconveniente. Dall’incidente solo lievi danni sulla poppa della nave, ripartita per Livorno alle 23, con alcune ore di ritardo, dopo i controllo della Capitaneria di Porto di Olbia e degli ispettori del Rina.

ansa

A BRESCIA IL PROCESSO D’APPELLO PER LA MORTE DI YARA GAMBIRASIO

BOSSETTI IN AULA, IN PRIMO GRADO HA AVUTO L’ERGASTOLO Nel palazzo di giustizia di Brescia il processo d’appello a Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, 13enne trovata morta il 26 febbraio 2011 in un campo di Chignolo d’Isola (Bergamo) a 3 mesi dalla scomparsa. L’imputato è presente in aula, seduto accanto ai suoi difensori: i suoi legali hanno depositato una fotografia satellitare che, secondo la difesa, potrebbe dimostrare che il cadavere non è rimasto in quel campo per tre mesi prima del ritrovamento.

ansa

LA GERMANIA APPROVA MATRIMONIO GAY, MA LA MERKEL VOTA CONTRO

OK DA BUNDESTAG. CANCELLIERA: ‘PER ME È L’UNIONE UOMO-DONNA’ Il Bundestag tedesco ha approvato a maggioranza il matrimonio per tutti a maggioranza. Un voto storico, che rende possibile la piena parificazione delle unioni gay con i matrimoni eterosessuali. Incalzata dagli alleati socialdemocratici e dall’opposizione, nei giorni scorsi Angela Merkel ha aperto a sorpresa al voto di coscienza. La cancelliera ha tuttavia votato contro: “Per me il matrimonio è fondamentalmente un’unione fra uomo e donna, e per questo ho votato contro”, ha spiegato.

ansa

REDDITI E CONSUMI IN RIALZO, +2,4% E +2,6% AL TOP DAL 2011

ISTAT: POTERE ACQUISTO 1.TRIM. +0,8%,PRESSIONE FISCO AL 38,9% Nel 1.trimestre 2017 il reddito disponibile delle famiglie aumenta dell’1,5% rispetto al periodo precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,3%. Lo rileva l’Istat, segnando per il reddito un rialzo annuo del 2,4% e per la spesa un aumento del 2,6%. Gli incrementi tendenziali più alti dal terzo trimestre 2011. Nello stesso periodo, il potere d’acquisto delle famiglie sale dello 0,8% sul periodo precedente (+1,2% su base annua), mentre la pressione fiscale va al 38,9%. Il deficit è al 4,3%, il valore più basso da 17 anni. Ancora in calo gli investimenti della Pa, -3,8%.

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Parigi: auto contro la folla davanti a una moschea, nessun ferito

Un uomo ha tentato di investire con il suo fuoristrada un gruppo di persone davanti una moschea di Creteil, nella banlieue parigina. Lo riferisce la Prefettura di polizia di Parigi sottolineando che non ci sono feriti, e che l’uomo era riuscito a fuggire.

Secondo il quotidiano Le Parisien, l’uomo, di origine armena ha dichiarato di voler “vendicare il Bataclan e gli Champs Elysées”.

L’individuo è stato fermato dalla polizia a casa sua senza opporre resistenza, ha precisato la prefettura.

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Meno inquinamento, più vivibilità, ecco 9 posti senza automobili

Vivere senza l’incubo del traffico, ridurre la quantità di veicoli in circolazione è certamente un sogno per tutti, specie per le grandi città che ridurrebbero tasso di inquinamento ambientale e acustico e ne guadagnerebbero in bellezza, capacità di attrazione e soprattutto vivibilità.

Moltre pratiche si stanno sperimentando in questo senso, tanto che per l’architettura si parla di un vero e proprio trend anti-smog. Leggi qui l’approfondimento. E si avviano progetti nuovi ed ‘estremi’ come la Città Foresta che lo studio di architetti italiano Stefano Boeri ha appena cominciato a costruire in Cina, pronta per il 2020, un insediamento urbano per 30 mila abitanti tutto all’insegna del green.

E anche le nuove costruzioni tengono in primissimo conto le problematiche ambientali come il progetto italiano LeapHome, una casa pensata per essere edificata a contatto con la natura, completamente realizzata attraverso un processo industriale, semplice e innovativo, ideata per ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Consapevoli di questo, alcune città hanno preso ormai da tempo delle misure mirate proprio a ridurre la quantità di veicoli a motore e, quindi, l’inquinamento, impegnandosi per liberarsi del traffico urbano, specialmente nel centro storico. Grandi metropoli come Parigi, Madrid, Londra o Seul stanno prendendo misure per diminuire la quantità di veicoli che circolano per le strade.

Secondo un monitoraggio del Global Burden of Desease, progetto dell’Istituto per la Misurazione e Valutazione della Salute, ogni anno più di 5,5 milioni di persone muoiono prematuramente per cause legate all’inquinamento ambientale. E ad incidere non sono solo le industrie, il riscaldamento domestico e la massiva urbanizzazione. Le macchine e tutti i veicoli a motore hanno di certo il loro peso.
Mentre alcune città hanno iniziato da poco a porre i dovuti rimedi, altre sono già molto avanti.

Esistono realtà in Europa in cui non circolano macchine, per la presenza di viuzze praticabili solo a piedi o perché, per esempio, sono attraversate da canali. . Ecco nove città sparse per il mondo che hanno proprio la caratteristica di essere delle “oasi” preservate dall’invadenza delle macchine, passate in rassegna da Hundredrooms, alcuni bellissimi luoghi car-free.
Il centro di Copenhagen, Danimarca
Pur essendo la città più popolosa della Danimarca, il centro della capitale danese vanta una delle zone pedonali più estese e antiche del mondo. Quest’area, conosciuta come Strøget, si creò nel 1962 per cercare di risolvere i problemi di circolazione che già allora cominciavano a interessare il centro di Copenaghen. Inoltre, nella città è presente un’ampia rete di piste ciclabili, che nel complesso superano i 400 km di lunghezza.

Quartiere gotico di Gand, Belgio
Da più di due decenni non circolano macchine nell’affascinante quartiere gotico di Gand, per via di una misura adottata dalla città nel 1996, con il fine di migliorare la qualità dell’aria. Le sue strade sono piene di biciclette e di piccole imbarcazioni con turisti a bordo, che attraversano i numerosi canali della città. Il quartiere conta anche con un tram che attraversa le zone più affollate del centro.

Il centro storico di Venezia, Italia
La città dei canali e delle lagune senza dubbio è una delle destinazioni senza auto più famosa al mondo. Una volta arrivati nel centro storico della Serenissima, le opzioni per muoversi sono: andare a piedi, prendere i traghetti, i taxi ad acqua o la classica e turistica gondola e contemplare gli oltre 400 ponti che contribuiscono a rendere meravigliosa questa città.

Giethoorn, Paesi Bassi
Questo piccolo paese, le cui origini risalgono al XVIII secolo, è pieno di aziende agricole e canali connessi attraverso ponti di legno, per cui muoversi in macchina è impossibile. Al posto delle automobili, gli abitanti di Giethoorn si servono di piccole barche per spostarsi da un punto all’altro

Quartiere di Higashiyama a Kyoto, Giappone
La parte orientale di Kyoto si chiama Higashiyama, la “Montagna dell’Est”, ed è uno dei luoghi migliori in cui sperimentare la più autentica cultura nipponica. Questo piccolo quartiere formato da strade pedonali, in cui le geishe camminano tra gli stranieri e la caratteristica calma giapponese, si conserva stupendamente, in gran parte proprio per la sua assenza di veicoli a motore.

La Medina di Fez, Marocco
La più antica città imperiale del Marocco vanta una delle fortificazioni medievali e meglio conservate al mondo, all’interno della quale si districano 9.400 stradine così strette da non permettere il passaggio di macchine. La zona è piena di negozi, concerie e moschee in cui assaporare la cultura marocchina. La maggior parte della gente si muove a piedi, anche se è molto comune vedere biciclette e asini circolare per le strade.

Centro storico di Dubrovnik, Croazia
Questa preziosa località è uno dei punti più turistici del Mare Adriatico, tanto che è conosciuta, appunto, anche come “la perla dell’Adriatico”. Il centro storico, essendo privo di traffico, è un luogo ideale. Fatto di strade pavimentate in marmo, è circondato da una fortificazione che impedisce il passaggio agli autobus.

 

 Idra, Grecia

Tra le strade dell’Isola di Idra non si possono incontrare più veicoli a motore che il camion della spazzatura. Abitanti e turisti arrivano nell’Isola in barca e, una volta a terra, il modo migliore per muoversi è l’asino o il taxi acquatico. Il fatto che non ci sia traffico permette ai visitatori di perdersi tranquillamente tra le numerose case bianche che la caratterizzano.

Halibut Cove, Alaska
Con meno di 50 abitanti, Halibut Cove è una piccola località dell’Alaska, situata nella baia di Kachemak. Qui le auto non esistono, tanto che le strade non sono nemmeno asfaltate. Per arrivarci, si prende un battello da Homer o un idrovolante.

Il centro di Copenhagen, Danimarca
Pur essendo la città più popolosa della Danimarca, il centro della capitale danese vanta una delle zone pedonali più estese e antiche del mondo. Quest’area, conosciuta come Strøget, si creò nel 1962 per cercare di risolvere i problemi di circolazione che già allora cominciavano a interessare il centro di Copenaghen. Inoltre, nella città è presente un’ampia rete di piste ciclabili, che nel complesso superano i 400 km di lunghezza.

Idra, Grecia
Tra le strade dell’Isola di Idra non si possono incontrare più veicoli a motore che il camion della spazzatura. Abitanti e turisti arrivano nell’Isola in barca e, una volta a terra, il modo migliore per muoversi è l’asino o il taxi acquatico. Il fatto che non ci sia traffico permette ai visitatori di perdersi tranquillamente tra le numerose case bianche che la caratterizzano.

Halibut Cove, Alaska
Con meno di 50 abitanti, Halibut Cove è una piccola località dell’Alaska, situata nella baia di Kachemak. Qui le auto non esistono, tanto che le strade non sono nemmeno asfaltate. Per arrivarci, si prende un battello da Homer o un idrovolante.

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Si dà fuoco,marocchino salva disoccupata

“Quando uno perde il lavoro arriva a compiere gesti disperati, la capisco…”. Anas Sabi, marocchino di trent’anni, parla così della donna che ieri si è data fuoco negli uffici torinesi dell’Inps. Originario di Casablanca, l’uomo era in coda allo sportello, dietro alla donna, le cui condizioni restano critiche. “L’ho vista prendere fuoco, è stato terribile – racconta – ringrazio il Signore per avermi dato la forza di reagire e per avermi fatto rimanere calmo e lucido”. Anas ha corso verso l’estintore, lo ha afferrato e l’ha attivato. E ora “prego per lei – dice – perché tutto si risolva per il meglio”. In Italia da quando è ragazzino, il marocchino era all’Inps perché anche lui disoccupato. “Mi occupavo di impianti elettrici, e grazie a questo lavoro riuscivo a mantenere tutta la famiglia. Siamo in cinque. Ora non riesco più. Non sono sposato. Come faccio senza un soldo?”. Per ringraziarlo del coraggio e dell’altruismo, Anas è stato ricevuto questa mattina negli uffici dell’Inps.

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Incriminato il cardinale Pell per pedofilia. Papa Francesco: ‘Periodo congedo a Pell per difendersi da accuse’

Preceduta da indiscrezioni di stampa, è stata confermata dalla polizia australiana dello Stato di Victoria l’incriminazione del cardinale George Pell, attualmente prefetto degli Affari economici del Vaticano. I fatti contestati risalirebbero agli anni ’70, quasi 50 anni fa, quando Pell era un semplice sacerdote a Ballarat, sua città natale. Le notifiche di reato sono state consegnate questa mattina dalla polizia ai rappresentanti legali di Pell a Melbourne e presentate al tribunale davanti al quale il prelato è chiamato a comparire il 18 luglio. Pell ha sempre respinto le accuse e non si è mai sottratto agli interrogatori. La sua volontà di collaborare sarà nuovamente messa alla prova in questa occasione, visto che l’Australia ha accordi di estradizione con l’ Italia ma non con il Vaticano.

Il cardinale George Pell ha dichiarato di “rifiutare in tutto le accuse” che gli vengono rivolte di abusi sessuali, di voler tornare in Australia per difendersi e di avere più volte nei mesi scorsi e anche recentissimamente, messo il corrente il Papa di questa situazione. Lo ha dichiarato ai giornalisti in sala stampa vaticana.

Il Papa è stato “messo al corrente del provvedimento” a cui il cardinale Pell è sottoposto in Australia, “nel pieno rispetto delle leggi civili e riconoscendo l’importanza che il processo possa svolgersi in modo giusto”, visto che il cardinale “è deciso fare ritorno nel suo paese per affrontar le accuse”, gli ha “concesso un periodo di congedo per potersi difendere”. La segreteria per l’economia continua i propri compiti istituzionali, restano in carica i segretari per affari ordinari”.

Il cardinale George Pell, il più alto prelato cattolico australiano, e dal 2014 nel terzo grado della gerarchia vaticana in quanto prefetto degli Affari economici, è stato incriminato per reati sessuali riferiti a diversi episodi avvenuti molti anni fa. E’ il più alto rappresentante vaticano mai coinvolto in una inchiesta di pedofilia. Le notifiche di reato – riferisce la radio nazionale Abc – sono state notificate dalla polizia dello stato australiano di Victoria questa mattina ai rappresentanti legali di Pell a Melbourne e presentate al tribunale detto Magistrates Court, davanti a cui il prelato è chiamato a comparire il 18 luglio. Nel dare l’annuncio il vice commissario di polizia Shane Patton ha precisato che le accuse riguardano più querelanti e che le indagini hanno riguardato reati che sarebbero stati commessi negli anni 1970 a Ballarat, città nativa di Pell dove allora era sacerdote.

Patton ha sottolineato che” il processo e le procedure seguite sono state le stesse di quelle applicate in una vasta gamma di reati sessuali storici, tutte le volte che li investighiamo”. Pell ha ripetutamente respinto ogni asserzione contro di lui. Quando in una recente intervista da Roma a una TV australiana gli è stata menzionata la possibilità di essere incriminato, ha detto: “Vorrei solo riaffermare la mia innocenza. Confermo tutto quanto ho detto davanti alla commissione australiana d’inchiesta (sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali su minori, ndr) e in altre sedi. Dobbiamo rispettare i dovuti procedimenti, aspettiamo la conclusione e ovviamente continuerò a cooperare pienamente”, ha aggiunto. Alla domanda se fosse disposto ad andare in Australia ha ripetuto: “continuerò a cooperare pienamente”. Lo scorso ottobre tre detective della task force della polizia del Victoria, istituita per indagare su fatti emersi durante i lavori della Commissione d’inchiesta sugli abusi sessuali su minori, si erano recati a Roma per interrogare Pell, il quale non si è sottratto alle domande. La sua collaborazione sarà necessaria anche adesso per far andare avanti il procedimento, dato che l’Australia ha un trattato di estradizione con l’Italia ma non con il Vaticano.

ansa

Card. Pell: “In Australia appena possibile per dimostrare innocenza” nel processo su reati sessuali

“Il cardinale George Pell è stato informato della decisione e dell’iniziativa della Polizia di Vittoria. Egli ha di nuovo fermamente negato tutte le accuse”. Così si legge in una “dichiarazione iniziale del card. George Pell dopo l’annuncio delle accuse” che è stata diffusa dall’arcidiocesi di Sidney con la data del 29 giugno 2017. “Il cardinale Pell tornerà in Australia appena possibile per dimostrare la sua innocenza, avendo sentito il parere e ottenuto l’approvazione da parte dei suoi medici” riguardo al viaggio, si legge ancora nella dichiarazione, che ribadisce: “Ha affermato che non vede l’ora di comparire di fronte alla Corte e che si difenderà vigorosamente dalle accuse”. La dichiarazione rende noto che il Card. Pell rilascerà un’ulteriore dichiarazione presso la Sala Stampa della Santa Sede alle 8.30.

sir

Sydney: accusato di pedofilia il cardinale Pell, oggi tesoriere in Vaticano

Il cardinale australiano George Pell, già arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney e ora prefetto degli Affari economici del Vaticano, è stato accusato di gravi reati sessuali su minori. I crimini su cui indaga la polizia risalirebbero a fatti accaduti negli anni ’70. La notizia conferma le indiscrezioni del Sydney Morning Herald online che aveva anticipato l’incriminazione del cardinale australiano. Pell ha sempre respinto ogni accusa.

I fatti contesti risalirebbero in parte agli anni tra il 1976 e il 2001, quando Pell era un semplice sacerdote a Ballarat, sua città natale: sarebbero relative a quel periodo due accuse secondo cui avrebbe toccato i genitali ai minori. Ci sarebbe poi un terzo accusatore che dice di averlo visto nudo in mezzo ad alcuni ragazzi. Altri abusi risalirebbero invece agli anni in cui Pell fu arcivescovo a Melbourne, tra il 1996 e il 2001.

Le notifiche di reato sono state consegnate dagli investigatori ai rappresentanti legali di Pell a Melbourne e presentate al tribunale davanti al quale il prelato è chiamato a comparire il 18 luglio.

Pell ha sempre respinto le accuse e non si è mai sottratto agli interrogatori. Era già stato interrogato in ottobre dalla polizia australiana a Roma sui reati degli anni 70. Si recherà ora in Australia per difendersi di nuovo, dopo aver ricevuto l’approvazione dei medici per il viaggio.

tgcom24

Bufera in Vaticano: incriminato per pedofilia il cardinale George Pell

Il cardinale George Pell, il più alto prelato cattolico australiano, e dal 2014 nel terzo grado della gerarchia vaticana in quanto prefetto degli Affari economici, è stato incriminato per reati sessuali riferiti a diversi episodi avvenuti molti anni fa.

E’ il più alto rappresentante vaticano mai coinvolto in una inchiesta di pedofilia. Le notifiche di reato – riferisce la radio nazionale Abc – sono state notificate dalla polizia dello stato australiano di Victoria questa mattina ai rappresentanti legali di Pell a Melbourne e presentate al tribunale detto Magistrates Court, davanti a cui il prelato è chiamato a comparire il 18 luglio. Nel dare l’annuncio il vice commissario di polizia Shane Patton ha precisato che le accuse riguardano più querelanti e che le indagini hanno riguardato reati che sarebbero stati commessi negli anni 1970 a Ballarat, città nativa di Pelldove allora era sacerdote. Patton ha sottolineato che” il processo e le procedure seguite sono state le stesse di quelle applicate in una vasta gamma di reati sessuali storici, tutte le volte che li investighiamo”. Pell ha ripetutamente respinto ogni asserzione contro di lui. Quando in una recente intervista da Roma a una TV australiana gli è stata menzionata la possibilità di essere incriminato, ha detto: “Vorrei solo riaffermare la mia innocenza. Confermo tutto quanto ho detto davanti alla commissione australiana d’inchiesta (sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali su minori, ndr) e in altre sedi. Dobbiamo rispettare i dovuti procedimenti, aspettiamo la conclusione e ovviamente continuerò a cooperare pienamente”, ha aggiunto. Alla domanda se fosse disposto ad andare in Australia ha ripetuto: “continuerò a cooperare pienamente”. Lo scorso ottobre tre detective della task force della polizia del Victoria, istituita per indagare su fatti emersi durante i lavori della Commissione d’inchiesta sugli abusi sessuali su minori, si erano recati a Roma per interrogare Pell, il quale non si è sottratto alle domande. La sua collaborazione sarà necessaria anche adesso per far andare avanti il procedimento, dato che l’Australia ha un trattato di estradizione con l’Italia ma non con il Vaticano.

Cardinale Pell incriminato per reati sessuali, è superministro Economia del Vaticano

Sydney, 29 giu. (AdnKronos/Dpa) – La polizia australiana ha incriminato il cardinale George Pell per reati sessuali. Il Cardinale è stato “incriminato con atto di citazione ed è chiamato a comparire davanti alla Pretura di Melbourne il 18 luglio”, ha reso noto il vicecommissario di Victoria, Shane Patton parlando con i giornalisti.

Le notifiche di imputazione sono state consegnate ai rappresentanti legali di Pell a Melbourne ieri, ha aggiunto la stessa fonte, precisando che ci sono “diversi capi di imputazione e ….diversi querelanti”. Pell, a capo del dipartimento finanze del Vaticano, ha ripetutamente respinto le accuse, relative al periodo in cui esercitava il sacerdozio nella sua città natale di Ballarat, negli anni Settanta.

Dal canto suo Pell ha “respinto strenuamente ogni accusa”. “Il Cardinale Pell rientrerà in Australia, prima possibile, per riabilitare il suo nome seguendo i consigli e l’approvazione dei suoi medici che daranno inoltre consigli sui suoi spostamenti”, si legge in una dichiarazione dell’arcidiocesi di Sydney rilasciata a nome di Pell. “Il cardinale ha precisato che attende il giorno in cui dovrà comparire davanti alla corte per respingere le accuse con forza”.

Il Cardinale Pell incriminato per pedofilia

euronews il 28 giugno 2017 Il Cardinale George Pell, il più alto prelato cattolico australiano, dal 2014 Prefetto agli Affari economici della Chiesa, è stato incriminato per reati sessuali risalenti a decenni fa. Pell è il più alto rappresentante vaticano mai coinvolto in casi di pedofilia. Gli avvisi di reato sono stati notificati oggi dalla polizia dello stato australiano di Victoria e il Cardinale dovrà comparire preso la Magistrates Court (il competente tribunale), il prossimo 18 luglio.

Preti: Anzitutto c’è la questione sessualità, con l’idea che, a causa del celibato, il prete non conosca le gioie della vita di coppia. Spazio ai preti sposati

Un’immagine plurale, sorprendentemente stabile e positiva: è quella del prete in Francia. Un’inchiesta promossa dal quotidiano cattolico La Croix (3-5 giugno) su un campione di 2.000 persone fra aprile e maggio sembra raccontare una storia diversa non solo rispetto alle sfide e difficoltà dei diretti interessati e delle comunità ecclesiali, ma soprattutto alla scialba e marginale fotografia che i media consegnano. Come se, al di là di ciò che i media raccontano e che le comunità cristiane e i preti avvertono, vi sia un giudizio complessivo di maggiore continuità e poco permeabile alle variazioni immediate.

Il sacerdote è un uomo disponibile (76%), affidabile (68%), aperto (65%), moralizzatore (65%), di riferimento (51%). È autoritario solo per il 32%. I preti sono utili per la trasmissione dei valori (62%), per la ricerca di senso (59%), per la coesione sociale (88%). Lontani dalla realtà li ritiene il 56% degli intervistati. In forte contrazione numerica – fra il 2005 e il 2015 sono scesi da 16.075 a 11.908, e di questi ultimi solo 5.800 sono in età attiva – fortemente provati dalle denuncie di abusi e da condanne clamorose negli ultimi tre anni, travolti da un processo secolarizzante che ne ha svuotato il ruolo pubblico, i preti godono di un giudizio che conosce differenze contenute nell’arco degli ultimi 25 anni.

Francia: sorpresa e incertezza

Sono considerati uomini di ascolto (83%), allo stesso livello dell’inizio degli anni ’90, figure prossime al vissuto degli altri (in crescita dal 67% al 71%), testimoni di Dio (dal 53% al 52%), persone felici e realizzate (dal 39% al 50%). In calo significativo la qualifica di «uomo necessario alla società» (dal 71% al 56%). Sobri e non casualmente critici i commenti di alcuni preti. «Quando leggo che il 50% dei francesi giudicano il prete un uomo felice e realizzato, trovo che sia davvero poco… Significa che una persona su due che mi incrocia lungo la strada mi giudica un frustrato». «Se i francesi ci trovano disponibili all’ascolto, tanto meglio, ma personalmente credo che noi preti manchiamo spesso di prossimità con la gente. Sarebbe necessario avere più tempo e territori meno estesi, in particolare nelle campagne».

Gli stessi indicatori hanno risultati diversi e talora divergenti quando applicati ai frequentanti e ai non frequentanti (ma che si considerano cattolici). I preti sono considerati disponibili rispettivamente per il 91 e l’81%, affidabili (98 e 79%), aperti (89 e 76%), moralizzanti (53 e 65%), di riferimento (90 e 60%). Sono autoritari? Sì per il 22% dei frequentanti e 30 per i non frequentanti. Utili per la trasmissione dei valori (98 e 75%), per la ricerca di senso (94 e 69%), per la coesione sociale (90 e 66%). Lontani dalla realtà li considera il 29 e 50%.

I frequentanti sono molto più ottimisti e positivi nei loro giudizi e meno severi nelle indicazioni critiche (moralizzatori e lontani dalla realtà). I non frequentanti hanno un livello di valutazione più alto rispetto ai francesi comuni, ma non significativamente distanti all’opinione più diffusa, in particolare sulle note più critiche.

Italia: il pericolo accidia

La dolorosa vicenda delle denunce e delle condanne per gli abusi sessuali da parte di alcuni preti ne minaccia l’immagine per il 65% dei francesi, per il 42% dei praticanti e per il 79% dei non praticanti. Un anziano sacerdote commenta così i risultati sulla domanda relativa alla lontananza dalla realtà: «Da quali realtà? Anzitutto c’è la questione sessualità, con l’idea che, a causa del celibato, il prete non conosca le gioie della vita di coppia, ma anche le difficoltà relative alla gestione familiare. Per la nostra vita noi siamo a margine di alcune esperienze comuni nella nostra società come la disoccupazione, il rischio di perdere la casa o l’incertezza sulla cura della propria vecchiaia.

Altro elemento, l’uso del tempo: molti francesi hanno l’impressione che i preti non fanno gran che perché riducono la loro attività alla celebrazione della messa e dei sacramenti».

Per alcuni commentatori l’immagine complessiva è sfuocata, perché soffre di una sostanziale rimozione dal dibattito pubblico. «I preti sono poco visibili nel lavoro di trasformazione sociale. Non “serviamo” più a niente» (J. Rouet). Appartiene al passato e i suoi effetti si prolungano senza un reale riscontro vitale. Infatti, se il 76% dei francesi hanno avuto uno o più contatti con un prete, i giovani scendono al 51%. «Ma il fatto che il 51 % dei giovani fra 18 e 24 anni abbiano avuto un contatto con un preti non è cosa da poco – commenta suor N. Becquard. Soprattutto quando si sa che solo un terzo di questa fascia di età si dice cattolica. Ciò significa che la Chiesa, attraverso i suoi preti, ha ancora un contatto con la metà di una generazione».

Il prete ha ancora uno spazio significativo di attesa anche da parte dei giovani, anche se la percezione diffusa è assai meno attrezzata a capire i suoi problemi, la difficile gestione delle parrocchie e i nuovi ambiti di impegno (come l’insegnamento o la cura degli scout o l’evangelizzazione di strada).

Difficile operare una semplice trasposizione con la situazione italiana dove la dimensione popolare della Chiesa è ancora vitale e le figure ministeriali assai più visibili che nel paese d’Oltralpe. Ma è significativo che un vescovo come F.G. Brambilla (Novara) indichi nell’accidia il pericolo più grave per i preti e i pastori. «Il pericolo incombente è quello dell’accidia pastorale. Essa fa capolino nel vissuto di tanti pastori, vescovi e preti, ma anche di molti collaboratori laici, uomini e donne. È una sorta di torpore, di rassegnazione che attraversa stancamente le parole e i gesti, che si trascina senza smalto osservando la perdita di incidenza delle comunità cristiane nel tessuto umano. La marginalità del cristianesimo sembra narcotizzare la coscienza, prima che l’annuncio e la cura delle persone» (Liber pastoralis, Queriniana, Brescia 2017, pp. 8-9).

settimananews.it

Nessun esponente di Curia e nessun italiano tra i nuovi porporati scelti dal Papa ma uno stretto collaboratore di Romero e un simbolo della Chiesa perseguitata in Laos. Saranno cardinali il 28 giugno

Il Papa ha annunciato un nuovo Concistoro (Lapresse)

Il Papa ha annunciato un nuovo Concistoro (Lapresse)

Dopo l’udienza generale in piazza San Pietro, mercoledì alle 16 papa Francesco presiederà nella basilica vaticana un Concistoro ordinario pubblico per la creazione di cinque nuovi cardinali, con l’imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del titolo o diaconia. Giovedì 29, solennità di san Pietro e Paolo, il Papa alle 9.30 celebrerà la Messa nella basilica vaticana e benedirà i sacri Palli destinati ai nuovi arcivescovi metropoliti. La diretta su www.avvenire.it

È una Chiesa che guarda alle periferie quella disegnata da papa Francesco. È un Collegio cardinalizio sempre più ispirato al criterio dell’universalità, della «cattolicità» per usare le sue stesse parole, quello chiamato a collaborare con il Pontefice. La conferma arriva dalla scelta dei cinque nuovi porporati che saranno creati del Concistoro del 28 giugno vigilia della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Nessun esponente di Curia tra di loro, nessuna tradizionale sede cardinalizia tra quelle considerate.

Cardinali di una Chiesa in uscita

I prossimi cardinali provengono invece da aree periferiche nel segno di una Chiesa davvero in uscita, per usare un’espressione simbolo di questo pontificato. Sono, come annunciato dal Papa al Regina Coeli di domenica 21 maggio: Jean Zerbo, arcivescovo di Bamako in Malí; Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma. Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, vescovo titolare di Acque nuove di Proconsolare e vicario apostolico di Paksé in Laos, Gregorio Rosa Chávez, vescovo titolare di Mulli, ausiliare di San Salvador, in El Salvador. Con le nuove entrate, il numero dei cardinali elettori, cioè con meno di ottant’anni età limite per poter votare il nuovo Papa, sale a 121, uno in più rispetto alla soglia massima di 120 stabillita da Paolo VI. Il primo a compiere ottant’annio sarà Antonio Maria Vegliò che li festeggerà il prossimo 3 febbraio.

Arborelius, primo svedese dai tempi di Lutero

Monsignor Anders Arborelius (Ansa)

Monsignor Anders Arborelius (Ansa)

Tra i nuovi cardinali gli europei sono due: Omella e monsignor Anders Arborelius. Quest’ultimo, vescovo di Stoccolma è nato in realtà in Svizzera, a Sorengo il 24 settembre 1949. Di famiglia luterana, ha scelto il cattolicesimo a 20 anni. Nel 1971 è entrato a far parte dell’Ordine dei Padri Carmelitani Scalzi in Norraby e ha emesso i voti perpetui a Bruges, in Belgio nel 1977.Ordinato sacerdote l’8 settembre 1979 a Malmö,ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 29 dicembre 1998 nella Cattedrale di Stoccolma diventando così il primo vescovo cattolico di Svezia, con origini svedesi, dal tempo della Riforma luterana nel 1500. Ha accolto il Pontefice nel viaggio del 31 ottobre e 1° novembre scorso a Lund e Malmö per il 500° anniversario della Riforma di Lutero.


Omella, l’arcivescovo missionario

Monsignor Juan José Omella

Monsignor Juan José Omella

Monsignor Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, è nato a Cretas il 21 aprile 1946. Ha completato i suoi studi di filosofia e di teologia presso il Seminario di Saragozza e presso il Centro di formazione personale dei Padri Bianchi a Lovanio e a Gerusalemme. La sua ordinazione sacerdotale è avvenuta il 20 settembre 1970. Già vice parroco e parroco vanta un’esperianza missionaria in Zaire, l’attuale Repubblica Democratica del Congo. Il 15 luglio 1996 è stato nominato vescovo ausiliare di Saragozza, ricevendo l’ordinazione episcopale il 22 settembre successivo. Il 27 ottobre 1999 è stato nominato vescovo di Barbastro-Monzón., dal 24 agosto 2001 al 19 dicembre 2003 è stato amministratore apostolico di Huesca e dal 19 ottobre 2001 al 19 dicembre 2003, anche di Jaca. Il 8 aprile 2004 è stato nominato vescovo di Calahorra e La Calzada-Logrorio. Dal 26 dicembre 2015 è arcivescovo di Barcellona.

Zerbo, il pastore artigiano di pace

Monsignor Jean Zerbo

Monsignor Jean Zerbo


Dall’Europa all’Africa che avrà un nuovo cardinale nella persona di Jean Zerbo, arcivescovo di Bamako, in Mali. Nato a Segou il 27 dicembre 1943, sacerdote dal 10 luglio 1971, Zerbo ha studiato in Francia e a Roma. Tornato in Mali, dopo un’esperienza di parroco, il 21 giugno 1988 è stato nominato vescovo ausiliare di Bamako il 21 giugno 1988, ricevendo l’ordinazione il 20 novembre. Il 19 dicembre 1994 è stato trasferito come vescovo titolare a Mopti. Il 27 giugno 1998 è stato nominato arcivescovo di Bamako. Molto attivo nell’impegno di riiconciliazione e nei negoziati di pace nel suo Paese, si oppose con forza ai bombardamenti francesi del 2013. Promuove da sempre per la lotta contro l’esclusione sociale.

Ling Mangkhanekhoun e la Chiesa perseguitata

Monsignor Ling Mangkhanekhoun

Monsignor Ling Mangkhanekhoun


Monsignor Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun è vicario apostolico di Paksé, in Laos, Paese dove i cattolici rappresentano meno del 2% della popolazione totale. È nato l’8 aprile 1944 a Laos. Sacerdote dal 5 novembre 1972 ha promosso iniziative pastorali e di inclusione sociale come la scuola di catechisti e le visite ai villaggi delle montagne. Coraggioso difensore della fede ha pagato anche con il carcere l’amore e la fedeltà al Vangelo. Nel 1975 è stato nominato parroco e pro-vicario di Vientiane. Il 30 ottobre 2000 è stato nominato vicario apostolico di Pakse venendo consacrato vescovo il 22 aprile 2001. Il 2 febbraio 2017, è stato nominato amministratore apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” di Vientiane.

Gregorio Rosa Chavez, il collaboratore di Romero

Monsignor Gregorio Rosa Chavez

Monsignor Gregorio Rosa Chavez

Tra i nuovi cinque cardinali, forse il più noto è monsignor Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador,El Salvador. La sua storia personale e di pastore è infatti legata a quella di monsignor Romero, l’arcivescovo martire ucciso il 24 marzo 1980 e di cui fu stretto collaboratore. Nato il 3 settembre 1942 a Sociedad, Gregorio Rosa Chávez, ha studiato presso l’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, dopo aver ottenuto la licenza in comunicazione sociale. È stato ordinato sacerdote il 24 gennaio 1970. Parroco della Chiesa del Rosario, nella città di San Miguel, dal 1970-1973 e direttore dei social media nella diocesi di San Miguel: Radio Paz e Semanario Chaparrastique dal 1971-1973, assistente spirituale di diverse associazioni e movimenti dell’apostolato dei laici, rettore del Seminario Centrale di Montaria di San Giuseppe, di San Salvador (1977-1982); è stato nominato vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di San Salvador, il 17 febbraio 1982 venendo consacrato il 3 luglio. Attualmente è parroco a San Salvador e presidente della Caritas per l’America Latina, per i Caraibi e di quella nazionale. Particolare curioso e significativo, sarà il primo ausiliare creato cardinale mentre il titolare, monsignor José Luis Escobar y Alas, resterà vescovo.

da Avvenire

Africa. Migranti abbandonati nel deserto in Niger: almeno 52 le vittime

Ancora un dramma della migrazione, nel mare di sabbia del Sahara. Decine di migranti provenienti dall’Africa occidentale sono morti nel deserto nel Nord del Niger, dove 24 loro compagni sono stati tratti in salvo, secondo quanto riferito dalle autorità locali. Una radio locale ha riferito di 52 corpi senza vita scoperti domenica scorsa dalle autorità.

Il prefetto della regione settentrionale di Bilma, Fatoumi Boudou, ha detto che i 24 migranti soccorsi domenica scorsa e portati a Seguidine (dove uno di loro è morto per gli stenti) facevano infatti parte di un gruppo “di circa 70 persone partite a bordo di tre veicoli da Agadez per la Libia” e che i trafficanti “le hanno abbandonate in pieno deserto senza acqua e senza cibo”. Il viaggio di 750 chilometri da Agadez al confine libico dura dai due ai tre giorni. Da lì i migranti puntano ad arrivare sulla costa libica per imbarcarsi alla volta dell’Europa.

Avvenire

Papa a delegazione Patriarcato ecumenico: comunione non è uniformità omologata

Sono trascorsi 50 anni dalla visita di Paolo VI al Fanar, ad Istanbul, nel luglio del 1967, e della visita del Patriarca Athenagoras, a Roma, nell’ottobre dello stesso anno. Lo ha ricordato stamane il Papa ricevendo in udienza una delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, in occasione del tradizionale scambio di visite per le rispettive feste dei Santi Patroni, Pietro e Paolo il 29 giugno a Roma ed Andrea il 30 novembre ad Istanbul.

da Radio Vaticana

Faac, una nuova sorpresa dall’eredità e i 60 milioni di euro liquidati dalla diocesi Bologna del Vescovo Zuppi

Volendo essere ironici verrebbe da dire che i fondi della Faac, o per meglio dire dell’Arcidiocesi di Bologna, hanno aiutato il boom della «city of food» ad arricchirsi di un altro locale dove poter mangiare. Ma sarebbe sbagliato per una serie di motivi. Innanzitutto perché l’Antico circolo petroniano di via dell’Orso, traversa di via Indipendenza, esiste da molto prima che Mariangela Manini e il compagno Ugo Nazzarro decidessero di lanciarsi in questa avventura enogastronomica, investendo nel ristorante una parte della maxi liquidazione con la quale la Curia decise di chiudere la battaglia legale sull’eredità di Michelangelo Manini, il proprietario della multinazionale dei cancelli morto nel marzo 2012 lasciando tutto il suo patrimonio alla chiesa bolognese.

LA QUERELLE DELL’EREDITA’ — La vicenda è arcinota: Mariangela, cugina dell’imprenditore, fu la prima a impugnare il lascito sostenendo che i testamenti della Curia non fossero autentici e venne seguita nella querelle giudiziaria anche dagli altri parenti di Manini. Tra vari colpi di scena l’intricata questione (compresa la rivelazione di Mariangela di essere in realtà la sorella di Michelangelo, ma mai confermata dall’analisi del dna) venne chiusa nel 2014 grazie a un accordo da 60 milioni di euro con cui l’Arcidiocesi liquidò sette parenti. «Non ci nascondiamo dietro un dito, sappiamo delle nuove possibilità che abbiamo adesso — spiega Nazzarro, che parla anche a nome della compagna — pensiamo che un po’ di Faac sia anche qui perché Giuseppe Manini, padre di Michelangelo, era una buona forchetta, gli piaceva molto mangiare bene e avrebbe apprezzato un posto così. Ma ci teniamo a sottolineare che questo non è solo un ristorante, ma un’associazione culturale, che speriamo diventi punto di riferimento per tutte quelle realtà che promuovono la cucina bolognese nel mondo». La coppia frequentava in passato il locale e quando c’è stata l’occasione ha deciso di comprare lo spazio, gestito già da tempo dallo chef Saverio Quadrelli, da tutti conosciuto come «il Cuocone».

LA CONTINUITA’ IN CUCINA — «Una volta che siamo diventati proprietari ci siamo confrontati con lui — commenta Nazzarro — e abbiamo deciso di far continuare l’attività con la sua cucina e lo staff formato da altre quattro persone. Insomma non siamo sprovveduti, non essendoci mai occupati di questo settore ci siamo affidati alla sua esperienza. Sappiamo anche che non si diventa miliardari, anzi, ma questa novità ci entusiasma e se possibile proveremo anche a fare qualcosa per la città». Si tratta di 40 coperti che saranno animati non solo dai piatti di Quadrelli, molto incentrati sulla tradizione delle Due Torri, ma anche da appuntamenti per giustificare il nomignolo di «Club della buona cucina». Si pensa a percorsi di degustazione e corsi per sommelier, ma soprattutto dibattiti attorno a tagliatelle, lasagne, tortellini e tutto quello che il cibo possa permettere. «Vorremmo organizzare da noi la firma dell’accordo con il quale si stabilisce che lo spaghetto alla bolognese (sì proprio lui, ndr) deve essere fatto con il ragù bolognese preparato seguendo la ricetta depositata alla Camera di commercio — aggiunge Nazzarro — abbiamo notato che tante associazioni culinarie cittadine non hanno un luogo d’incontro e vorremmo diventarlo».

corriere.it

Sassari, Vladimir Luxuria presenta libro in piazza Santa Caterina. Ira del parroco e Forza Italia

SASSARI – “Il coraggio di essere una farfalla”, questo il titolo del libro, interamente dedicato alle “questioni transgeniche”, scritto da Vladimir Luxuria, “nota” per la continua attività incentrata sulla difesa delle minoranze sessuali. La presentazione – con la possibilità di acquistare il libro e di farselo firmare da Luxuria presente in carne e ossa -,sabato 24 giugno, prevista in piazza Santa Caterina, davanti alla chiesa, manda su tutte le furie il parroco e Forza Italia.

tratto da sardegnaoggi.it

Oriali, Italia pronta per la Spagna

Under 21 e Nazionale di Ventura si faranno “trovare pronte” agli appuntamenti con la Spagna. Lo ha detto Gabriele Oriali, team manager azzurro e in questi giorni capospedizione agli Europei Under 21 in Polonia.
“Sì, sta tornando l’amore per gli azzurri – ha detto Oriali intervenendo a Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1 – Mi ricorda quel che accadde l’anno scorso agli Europei: partiti con scetticismo, match dopo match stiamo riconquistando i tifosi e questo ci fa un gran piacere”.
Domani in semifinale la Nazionale di Di Biagio incontra la Spagna, la stessa maglia che incrocerà la strada degli azzurri di Ventura il 2 settembre a Madrid nella partita decisiva per la qualificazione al Mondiale 2018. “Domani – osserva Oriali – incontreremo la favorita del torneo, che avrà anche un giorno in più di riposo: sulla formula del torneo, infatti, ci sarebbe qualcosa da dire. Alla sfida del 2 settembre a Madrid arriveremo a stagione appena cominciata: speriamo di sfatare la cosa, ma ci faremo trovare pronti”.

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Elezioni comunali 2017, i ballottaggi al centrodestra: a Genova c’è Bucci. Flop Pd, che vince però a Padova

Netto, clamoroso, in alcuni casi “storico”: il trionfo del centrodestra segna i ballottaggi delle amministrative 2017 che vedono la gran parte dei 22 capoluoghi di Provincia in gioco passare all’asse FI-Lega Nord-Fdi. E’ per il Pd e tutto il centrosinistra, lo schiaffo è sonorissimo: cadono roccaforti “rosse” come Genova e Pistoia, dove il centrodestra non aveva mai vinto e cadono sei Comuni su sei – Piacenza inclusa – in Emilia-Romagna. Da oggi a Matteo Renzi, toccherà riannodare i fili di una sconfitta che rischia di minare anche la sua leadership: “il Pd isolato politicamente perde. Cambiare linea e ricostruire il centrosinistra subito”, è il fendente lanciato dal leader della minoranza Andrea Orlando. E gli stessi Dem ammettono, per voce del capogruppo alla Camera Ettore Rosato: ‘Abbiamo perso, ha vinto la destra’.

Mentre Renzi dà la sua lettura: “Sono risultati a macchia di leopardo”. “Non è un test politico”.

“Serve il centrosinistra, dicono. Avessimo vinto tutti i ballottaggi, avrebbero detto che serve il centrosinistra. Avendone persi alcuni, è sempre la dimostrazione che serve il centrosinistra. Amici e compagni, ve lo dico con affetto, non funziona così. Serve il modello Pisapia sennò si perde, dicono. Peccato che la sconfitta peggiore l’abbiamo subita a Genova”, scrive su Facebook il presidente del Pd Matteo Orfini

ansa

Giovane annega ma il rave sul Ticino non si ferma

La morte di un ragazzo, un 21enne di Mapello (Bergamo), annegato nel Ticino, non ha fermato il rave party in corso da ieri mattina in riva al fiume alla frazione Sforzesca di Vigevano.
La disgrazia è avvenuta ieri sera intorno alle 19,30. Non è ancora chiaro se il giovane sia caduto accidentalmente in acqua o se si sia immerso volontariamente. In pochi istanti la corrente l’ha sopraffatto e non è più riuscito ad uscire. Il corpo è stato recuperato circa un’ora dopo dai sommozzatori dei vigili del fuoco, intervenuti con un elicottero.
Subito si era sparsa la voce che il raduno era stato annullato in segno di lutto e in serata diverse centinaia di ragazzi hanno iniziato il deflusso. Ma nel corso della notte ne sono arrivati altrettanti, molti dei quali ignari di quel che era successo, e così al momento in zona ci sono ancora un migliaio di ragazzi provenienti dal nord Italia e anche dall’estero, in particolare dalla Spagna.
Il rave continuerà almeno per tutta la giornata di oggi.

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ATTORE INVESTE E UCCIDE UNA DONNA, POSITIVO A TEST DROGA

DIELE ARRESTATO PER OMICIDIO STRADALE, ERA SENZA PATENTE Domenico Diele, 32 anni, attore emergente del cinema e della fiction, ha investito e ucciso una 48 enne che era su uno scooter vicino all’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano. L’attore, senese di origini, ma trapiantato da tempo a Roma, era in zona per le riprese del film ‘Una vita spericolata’ del regista Marco Ponti. Diele sarebbe risultato positivo al test sulla droga e aveva la patente sospesa. E’ stato tra i protagonisti in diversi film, tra cui ‘Acab’, e in numerose serie tv di successo, come ‘Don Matteo’ e ‘1992’.

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PAKISTAN: AUTOBOTTE CON CARBURANTE IN FIAMME, 123 MORTI

INCIDENTE AD AHMEDPUR SHARQUIA, DECINE DI PERSONE USTIONATE Un’autobotte per il trasporto di carburante si e’ incendiata in Pakistan nella provincia di Punjab, con un bilancio provvisorio di almeno 123 morti e decine di persone gravemente ustionate. Lo ha annunciato Geo Tv. L’incidente, ha riferito l’emittente sulla base di informazioni ricevute dai soccorritori, e’ avvenuto su una statale all’altezza dell’area di Ahmedpur Sharqia, vicino a Bahawalpur, esplodendo e provocando un incendio che si e’ immediatamente propagato ai veicoli e alle persone che si trovavano nei paraggi.

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L’ITALIA SOTTO LA CANICOLA, A FERRARA IL RECORD DI 49 GRADI

PREVISTA TREGUA DA OGGI AL NORD, VIOLENTO TEMPORALE SU MILANO L’Italia nella morsa del caldo: il record a Ferrara dove la temperatura percepita è stata ieri di 49 gradi. Ma almeno al Nord arriva la tregua: previsti forti temporali, già questa mattina violento acquazzone su Milano. Nessuna pioggia è invece in vista al Centro-Sud, dove non si escludono picchi di caldo sui 40 gradi. E’ emergenza siccità ovunque, a partire dalla secca del Po. Il binomio mare-sole e l’offerta dei borghi italiani trainano intanto il turismo: +6,5% di presenze rispetto al 2016, secondo la Cna.

ansa