Rinuncia del Patriarca Laham sosteneva i preti sposati

Retroscena – tra luci e ombre – della rinuncia del Patriarca Laham. Una vicenda emblematica del malessere «interno» che attraversa tante comunità cristiane mediorientali. I possibili candidati alla successione, e le emergenze – spirituali e pastorali – che dovranno affrontare

Patriarca Laham, in diversi casi, ha fornito anche sostegno a sacerdoti che emigravano. Soprattutto – con ragioni condivisibili – se si trattava di preti sposati, che espatriavano per sottrarre alle violenze la propria famiglia ed evitare ai propri figli l’arruolamento obbligatorio nell’esercito.

Papa Francesco ha fatto diffondere sabato 6 maggio dalla Sala Stampa Vaticana la lettera in cui avverte Gregorio III di accettare la rinuncia all’incarico patriarcale, sottopostagli dal Patriarca in occasione di una recente udienza, e presenta la sua decisione come opportuna e necessaria «per il bene della Chiesa greco-melchita». Nella lettera papale si rimarca intenzionalmente che la rinuncia del Patriarca 85enne è avvenuta «volontariamente», e non mancano i ringraziamenti di rito a Gregoire, «zelante servitore del Popolo di Dio», anche per «aver attirato l’attenzione della comunità internazionale sul dramma vissuto dalla Siria».

In realtà, le dimissioni del Patriarca sono l’esito dello scontro sviluppatosi negli ultimi anni tra il Patriarca e una maggioranza sempre più larga dei vescovi melchiti.

tratto da La Stampa

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