Nel ritorno da Fatima. Papa Francesco su Medjugorje: Maria non fa la postina

Su Medjugorie la commissione Ruini ha fatto «un lavoro molto molto buono». E se sulle prime apparizioni, o presunte tali, «si deve continuare ad investigare», sulle ultime Papa Francesco – «a livello personale», come precisa egli stesso – ritiene che ci siano molti dubbi. «Credo alla Madonna nostra Madre buona, non a quella capo di un ufficio telegrafico» che detta al telegrafo ogni giorno a certa ora i suoi messaggi. Ma visto che nel santuario bosniaco ci sono molte conversioni, aggiunge, bisogna provvedere pastoralmente ai fedeli. Francesco ha risposto così a una delle domande postegli dai giornalisti a bordo dell’aereo che da Fatima lo ha riportato a Roma. Mezz’ora di conferenza stampa in cui, se ha sostanzialmente “chiuso” sulle “apparizioni” mariane più recenti in Bosnia, ha invece lasciato aperto più di uno spiraglio al presidente Donald Trump che verrà in Vaticano il 24 maggio prossimo. «Mai giudico una persona prima di ascoltarle e sentirla».

Quanto poi al «vescovo vestito di bianco», immagine che figurava nella preghiera letta venerdì davanti alla Vergine e che sembrava riferire anche a se stesso la visione del terzo Segreto (oltre che a Giovanni Paolo II), con sincerità rivela: «Quella preghiera non l’ho scritta io, ma il Santuario. Credo che abbiano cercato di esprimere con il bianco l’innocenza, il non fare male, il non fare la guerra».
Lotta alla pedofilia, rapporto con i luterani e passi avanti con i lefebvriani, alcuni degli altri temi trattati. Mentre sulle accuse alle Ong Francesco, riconoscendo di non avere tutti gli elementi per dire la sua, ha auspicato che le indagini stabiliscano la verità.

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