“Repubblica.it” sbaglia titolo sui preti sposati e chiesa cattolica

Il sito >>> repubblica.it ha pubblicato un articolo a firma del corrispondente Enrico Franceschini sui preti sposati ma sbaglia il titolo che afferma “Pochi sacerdoti in Inghilterra e Galles, la Chiesa anglicana valuta apertura a sposati”.

Nel corpo dell’articolo si evince chiaramente l’errore perché a valutare l’apertura ai preti sposati è la Chiesa Cattolica d’Inghilterra e Galles.!!!!

la redazione

movimento sacerdoti lavoratori sposati

sacerdotisposati@alice.it

Riyadh dona 10,8 miliardi di euro per 560 moschee in Bangladesh: musulmani divisi

Bangladesh

AsiaNews

(Sumon Corraya) L’accordo è stato siglato tra la premier Sheikh Hasina e il re saudita lo scorso anno. Le moschee faranno lezione a più di 150mila bambini; avranno una capienza giornaliera di oltre 450mila uomini e 30mila donne. “Gli imam devono essere controllati”. “Queste moschee non insegneranno il vero islam. Le persone impareranno l’estremismo”.

Presidente da República sublinha «projeção» do país através de Fátima

Agência Ecclesia
O presidente da República Portuguesa defendeu num testemunho sobre o Centenário das Aparições que o país deve valorizar a “ideia de Fátima como forma de projeção de Portugal no mundo”. “Uma projeção espiritual, cultural e humana em todos os continentes, em todas as culturas, em todas as civilizações, e que ultrapassa a mera visão do turismo, para ser a visão do ser humano e do encontro, da encruzilhada dessas gentes que nos chegam de fora”, diz Marcelo Rebelo de Sousa num testemunho divulgado hoje pela Renascença e o Santuário de Fátima, inserido na iniciativa ‘Vozes do Centenár

Carenza di preti? Verso i preti sposati. Il vescovo di Ascoli celebra per loro e il Papa apre uno spiraglio

L’attuale momento di riflessione che il Papa riformatore e la realtà propongono alla Chiesa su temi come il celibato sacerdotale e l’abbattimento delle “dogane pastorali” che si rivelano ormai per quello che sono: l’arroccamento di un potere anche economico che poco ha a che vedere con il Vangelo.
Roma, (informazione.it – comunicati stampa – varie) Monsignor D’Ercole ha celebrato qualche settimana fa al raduno dei preti sposati, una prima volta in Italia, una novità che segna anche un loro cambiamento di atteggiamento perché in precedenza nei loro raduni la messa se la dicevano da soli, anche se non avrebbero potuto, almeno stando alle rigide norme canoniche (che vanno ripensate, se la Chiesa vuole essere in uscita, come domanda Francesco).

Salvatore Izzo su Agi scrive:
Un’apertura, ma le resistenze sono enormi

E’ difficile prevedere come potrà evolversi la situazione ora. Purtroppo ci sono molte resistenze, ma ce ne erano e permangono anche per l’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati che stiano facendo un serio cammino di fede e riconciliazione. I vescovi irlandesi hanno maturato una proposta (che non osano ancora formalizzare alla Santa Sede) per riammettere i preti sposati a forme ministeriali, mentre in Brasile, da decenni, si discute della possibilità di ordinare i “viri probati” per rispondere alle esigenze delle comunità prive di un prete.

E il Papa ha promesso a un vescovo locale di riflettere su tale richiesta. In territori come l’Amazzonia e il Chiapas, nei quali le comunità cristiane sono visitate dai sacerdoti solo alcune volte all’anno, si vorrebbero infatti “ordinare alcuni dei leader laici che guidano le comunità”. Secondo monsignor Antonio José de Almeida, professore presso la Pontificia Università Cattolica del Paranà e dottore in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana, sarebbe “la decisione più giusta, perché l’obiettivo è dotare una precisa comunità di un presbitero proprio, a partire da ciò che già esiste in quella comunità. Garantendo il rapporto ministro-comunità.

Non è un estraneo che viene da fuori, ma dall’interno. Non c’è bisogno di inserirlo, ‘inculturarlo’, poiché fa già parte della comunità e della sua storia, ha il suo viso, il suo modo di essere”. Monsignor José si occupa del tema dei ministeri nella Chiesa a servizio della vita e della missione delle comunità, e conosce da vicino molte esperienze di ministeri non ordinati in America Latina.

Continua intanto – come abbiamo visto nel post precedente – l’avanzata dei diaconi sposati nella Chiesa Cattolica del post concilio, alla quale diede forte impulso monsignor Samuel Ruiz sulla cui tomba ha pregato l’anno scorso Francesco. Samuel Ruiz ha portato avanti una pastorale coraggiosa, figlia del Concilio, ma figlia anche degli insegnamenti degli indigeni.

Le aperture dell’Amoris laetitia sul tema dei preti sposati sell’esempio orientale
“Nelle risposte alle consultazioni inviate a tutto il mondo, si è rilevato che ai ministri ordinati manca spesso una formazione adeguata per trattare i complessi problemi attuali delle famiglie. Può essere utile in tal senso anche l’esperienza della lunga tradizione orientale dei sacerdoti sposati”, scrive Papa Francesco nel documento “Amoris laetitia” che tira le fila del dibattito dei due Sinodi sulla famiglia aprendo alla riammissione dei divorziati risposati ai sacramenti.

Nel testo, Francesco esalta infatti una tradizione che è già presente nella Chiesa Cattolica: anche in Italia ci sono due diocesi di rito bizantino con preti sposati. Lungro in Calabria e Piana degli Albanesi in Sicilia. Ma questo clero – al quale se ne potrebbe aggiungere uno più numeroso che chiede di entrare nel nostro Paese a seguito degli immigrati cattolici ucraini e romeni – ad oggi è solo tollerato dai vescovi dei paesi occidentali. Invece, sulla falsariga di quanto concesso da Benedetto XVI agli anglo-cattolici si potrebbe immaginare un loro inserimento “parallelo” nella pastorale delle nostre diocesi.

Francesco nell’”Amoris laetitià non si esprime in modo netto su questo tema ma spiega che la chiamata di Gesù al celibato non riguarda tutti quanti debbano servire nella Chiesa ma solo alcuni. E la formulazione di San Paolo circa la perfezione della verginità “era un’opinione personale e un suo desiderio e non una richiesta di Cristo” tanto che l’Apostolo delle genti volle precisare:

“Non ho alcun comando dal Signore” e, scrive Francesco, “nello stesso tempo, riconosceva il valore delle diverse chiamate: ‘Ciascuno riceve da Dio il proprio dono, chi in un modo, chi in un altro”. “In questo senso – chiosa il Papa – San Giovanni Paolo II ha affermato che i testi biblici “non forniscono motivo per sostenere né l’inferiorità del matrimonio, nè la ‘superiorità della verginità o del celibato a motivo dell’astinenza sessuale. Più che parlare della superiorità della verginità sotto ogni profilo, sembra appropriato mostrare che i diversi stati di vita sono complementari, in modo tale che uno può essere più perfetto per qualche aspetto e l’altro può esserlo da un altro punto di vista”.

Francesco cita anche Alessandro di Hales che, per esempio, affermava che in un senso il matrimonio può considerarsi superiore agli altri sacramenti: perché simboleggia qualcosa di così grande come ‘l’unione di Cristo con la Chiesa o l’unione della natura divina con quella umana’”. Pertanto, conclude il Papa, “non si tratta di sminuire il valore del matrimonio a vantaggio della continenza” e “non vi è invece alcuna base per una supposta contrapposizione. Se, stando a una certa tradizione teologica, si parla dello stato di perfezione (status perfectionis), lo si fa non a motivo della continenza stessa, ma riguardo all’insieme della vita fondata sui consigli evangelici”. Insomma “una persona sposata può vivere la carità in altissimo grado. Dunque perviene a quella perfezione che scaturisce dalla carità, mediante la fedeltà allo spirito di quei consigli. Tale perfezione è possibile e accessibile ad ogni uomo”.

Preti sposati / Siamo al colmo. Apologetica tradizionalista cattolica fa parlare male dei preti sposati un prete sposato

La notizia è in uccronline.it, che a proposito del celibato riporta dichiarazioni schok di Richard Cipolla (prete sposato) sui preti sposati (ndr)

Perché la Chiesa continua a richiedere ai sacerdoti di praticare il celibato sacerdotale? Una risposta semplice è arrivata da padre Gary Selin, professore al St. John Vianney Theological Seminary di Denver.

Nel suo libro, “Priestly Celibacy: Theological Foundations” (CUA Press 2016), ne ha presentato i fondamenti biblici, spiegando che la scelta nasce direttamente da Gesù Cristo, il quale era «povero, casto e obbediente alla volontà del Padre. Allo stesso modo, il sacerdote cerca di imitare Gesù in questi modi, attraverso il suo ministero sacerdotale e con la sua stessa vita». La cosa più importante da far capire, tuttavia, è che «per permettere al sacerdote di compiere la sua missione, lo Spirito Santo dà a lui doni particolari, o carismi, tra i quali c’è appunto il celibato sacerdotale. Visto in questa luce, il celibato è un dono per la Chiesa che deve essere protetto e amato». Non un onere, come alcuni credono.

Lo stesso San Paolo parla di questo: «Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie. Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni» (1 Cor 7, 32-33).

Oltre all’imitazione e all’obbedienza verso la scelta di vita di Gesù, dunque, il celibato sacerdotale «permette al sacerdote di essere unito, con cuore indiviso, a Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote. Questo dono dell’intimità divina è il primo frutto del celibato. Di conseguenza, il sacerdote è maggiormente in grado di donare se stesso in una vita di servizio alla Chiesa attraverso la carità pastorale». A dirlo è anche l’esperienza concreta, lo testimonia don Andrea Giordano della diocesi di Biella: rimasto vedovo della moglie, con tre figli, ha chiesto e ottenuto il permesso di entrare in seminario diventando sacerdote dopo 12 anni. E’ contrario all’apertura della Chiesa ai preti sposati: «Non si può, la vita di un sacerdote deve essere libera da impegni che possano diventare un ostacolo al servizio quotidiano come seguire una parrocchia. Io stesso non posso farlo».

Il celibato non è comunque un dogma e Papa Francesco ha dichiarato«la Chiesa cattolica ha preti sposati, nei riti orientali. Il celibato non è un dogma di fede, è una regola di vita, che io apprezzo tanto e credo che sia un dono per la Chiesa». Prima di diventare Papa, si espresse più direttamente: «io sono a favore del mantenimento del celibato, con tutti i pro e i contro che comporta, perché sono dieci secoli di esperienze positive più che di errori».

pro del celibato sacerdotale sono confermati da Richard Cipolla, vicario della parrocchia di St Mary in Norwalk (Connetticut), un ex prete anglicano convertitosi al cattolicesimo e, per concessione di Giovanni Paolo II, rimasto sacerdote nonostante moglie e due figli. «Non riesco ad essere un padre normale»ha dichiarato«Nonostante la mia situazione, che è simile ad altri preti sposati entrati nella Chiesa cattolica a partire dagli anni ’80, io sono un forte sostenitore del celibato sacerdotale. Il cuore del sacerdozio cattolico è il sacrificio ed il celibato, imitando Cristo, rende libero il prete di offrirsi completamente alla Chiesa e al suo gregge». Il grande rischio, infatti, è quello di essere pessimi mariti, pessimi padri e pessimi preti.

Ciò che a volte manda in crisi non è affatto il celibato, piuttosto la solitudine e la mancanza di una profonda amicizia spirituale con altri sacerdoti. Una buona idea per risolvere questa situazione riteniamo sia applicare alla realtà parrocchiale delle città il modello della fiorenteFraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo che, tra le sue regole, applica la vita comune. Vivendo assieme tra sacerdoti, confrontandosi quotidianamente nell’amicizia, ha spiegato il fondatore, il vescovo Massimo Camisasca«possiamo parlare di prove, cioè di momenti difficili in cui Dio ci chiede di riscoprire le ragioni per cui siamo sulla strada in cui Lui ci ha messo, di riandare al tempo dell’innamoramento, di ricordare le cose grandi che Lui ha fatto con noi e per noi, di fidarci di Lui seguendolo e accettando anche i momenti in cui le nubi sembrano oscurare completamente il cielo, ma non sarà sempre così perché il sole ritorna a dirci che il diluvio è terminato». Perché non estendere questa regola a tutti i sacerdoti?

 

I santi del 12 Aprile 2017

San ZENO (ZENONE) DI VERONA   Vescovo
Mauritania, IV secolo – Verona, 12 aprile 372
Proveniente dall’Africa, forse dalla Mauritania, dal 362 alla morte fu vescovo di Verona, dove fondò la prima chiesa. Dovette confrontarsi con il paganesimo e l’arianesimo, che con…
www.santiebeati.it/dettaglio/49300

Santa VISSIA DI FERMO   Vergine e martire
Fermo (Ascoli Piceno), † 250 ca.
www.santiebeati.it/dettaglio/91652

San DAVID URIBE VELASCO   Martire Messicano
www.santiebeati.it/dettaglio/90134

San GIUSEPPE MOSCATI   Laico
Benevento, 25 luglio 1880 – Napoli, 12 aprile 1927
Originario di Serino di Avellino, nacque a Benevento nel 1880, ma visse quasi sempre a Napoli, la «bella Partenope», come amava ripetere da appassionato di lettere cl…
www.santiebeati.it/dettaglio/77850

San SABA IL GOTO   Martire
m. Targoviste, Romania, 12 aprile 372
San Saba il Goto nel corso della persecuzione scatenata contro i cristiani dal re goto Atanarico, il 12 aprile 372, terzo giorno dopo la Pasqua, fu precipitato nel fiume Buzau pres…
www.santiebeati.it/dettaglio/92722

San GIULIO I   Papa
+ Roma, 352
(Papa dal 06/02/337 al 12/04/352) Romano. Combatte con ogni mezzo l’arianesimo, convocando diversi concili, che riconfermarono – contro le tesi ariane di alcuni vescovi – la dottr…
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San BASILIO DI PARIO   Vescovo
www.santiebeati.it/dettaglio/49260

Sant’ ERCHEMBODONE   Vescovo di Therouanne
† 12 aprile 742
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San DAMIANO DI PAVIA   Vescovo
m. 12 aprile 710/711
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San COSTANTINO DI GAP   Vescovo
† metà del V secolo
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Sant’ ALFERIO   Abate
Salerno, 930 – 12 aprile 1050
Nato a Salerno nel 930 dalla nobile famiglia dei Pappacarbone, servì per lungo tempo Guaimaro, principe della sua città. Settantenne, nel 1002, era a capo di una legazione diretta …
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Santi FERDINANDO DA PORTALEGRE ED ELEUTERIO DE PLATEA   Martiri mercedari
† 1257
Santi Ferdinando da Portalegre, di origine portoghese, si trasferì successivamente in Spagna dove trascorse la maggior parte della sua vita nelle città di Toledo, Valladolid e Sara…
www.santiebeati.it/dettaglio/93902

Santa TERESA DI GESù DELLE ANDE (GIOVANNA FERNANDEZ SOLAR)   Monaca carmelitana
Santiago del Cile, 13 luglio 1900 – Los Andes, Cile, 12 aprile 1920
Juana Fernández Solar nacque il 13 luglio 1900 a Santiago del Cile, da genitori benestanti e piissimi cristiani. Due giorni dopo fu battezzata. L’esempio e gli insegnamenti …
www.santiebeati.it/dettaglio/62425

Beato LORENZO   Sacerdote
Sec. XIV
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Beato PEDRO RUIZ ORTEGA   Chierico e martire
Alunno al terzo anno teologia. Gioioso per la sua vocazione religiosa, stava già sognando la sua ordinazione. In viaggio per Roma con il servo di Dio Pedro Roca e tre altri …
www.santiebeati.it/dettaglio/96633

Beato PEDRO ROCA TOSCAS   Chierico e martire
Studente religioso del primo anno. Aveva un altro fratello religioso nell’Istituto. Era gioviale e allegro con tutti. Con una passione per la letteratura, soprattutto in lingua Cat…
www.santiebeati.it/dettaglio/96634

La perfezione di un cristiano non è nell’astinenza sessuale. L’apertura di Francesco ai preti sposati

“Dobbiamo abituarci a non interpretare la volontà divina secondo schemi per noi ovvii, ma a ricercarla con umiltà e pazienza, sempre disposti a essere guidati verso lidi non previsti dalla nostra navigazione umana e spirituale”. Il vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, ha sintetizzato con queste parole l’attuale momento di riflessione che il Papa riformatore e la realtà propongono alla Chiesa su temi come il celibato sacerdotale e l’abbattimento delle “dogane pastorali” che si rivelano ormai per quello che sono: l’arroccamento di un potere anche economico che poco ha a che vedere con il Vangelo.

Monsignor D’Ercole ha celebrato qualche settimana fa al raduno dei preti sposati, una prima volta in Italia, una novità che segna anche un loro cambiamento di atteggiamento perché in precedenza nei loro raduni la messa se la dicevano da soli, anche se non avrebbero potuto, almeno stando alle rigide norme canoniche (che vanno ripensate, se la Chiesa vuole essere in uscita, come domanda Francesco).

“Quante sono le aspirazioni che animano la vostra coscienza e quali desideri ardono nel vostro cuore! Non tocca certamente a me dare risposte e non sarei nemmeno in grado di farlo. Sono però certo che un cammino si sta aprendo nelle nostre comunità, anche se non so dove ci condurrà”, ha detto D’Ercole ai preti sposati. Per il vescovo di Ascoli “una cosa è certa: la storia è a conduzione divina e, per quanto avventuroso e incidentato sia il percorso della vita, sono mani e braccia invisibili a recarci alla meta”.

“Guardiamo – ha aggiunto – alla nostra esperienza di preti: a prima vista la scelta presbiterale appare un segno di ‘altezza’ e di elezione, mentre Dio sorprende  eleggendo la nostra piccolezza e fragilità”. “Mi sembra – ha concluso – che questo sia il tempo dell’attesa e della preghiera fidando nella divina Provvidenza che non abbandona nessuno dei suoi figli; è l’ora dell’ascolto fraterno senza preconcetti né forzature. E’ il momento propizio per cercare di capirci, accettarci, riconciliarci, se necessario perdonarci, per stimarci e volerci bene”.

 

La visita del Papa ai preti sposati, in casa loro

In Italia i sacerdoti sposati sono attualmente circa 8 mila, una cifra stimata e non ufficiale, ma comunque considerevole, se si compara con il numero dei preti diocesani in servizio, che sono trentaduemila e con quello dei religiosi che sono la metà.  Negli ultimi anni, il numero di coloro che chiedono la dispensa dal ministero (per sposarsi o perché non si sentono più in grado di servire la Chiesa da pastori) si aggira sulle quaranta unità.

Molti altri poi ottengono periodi sabbatici per superare difficoltà e dubbi. Oltre 60 mila invece sarebbero i preti sposati nel mondo, su 416 mila in servizio pastorale. Mentre sarebbero poco più di mille i sacerdoti che ogni anno lasciano il ministero, con una prevalenza (60 per cento contro il 40 per cento) dei diocesani sui religiosi. Un vero esercito sottratto alla pastorale.

Verso questi pastori di fatto dimezzati, in quanto pur restando sacerdoti “per sempre” gli è proibito celebrare, Papa Francesco ha compiuto in novembre un gesto di straordinaria apertura recandosi a trovarli in casa di uno di loro. C’erano quattro parroci di Roma, un sacerdote siciliano, uno spagnolo di Madrid e uno dell’America Latina Il Papa li ha incontrati in un appartamento di Ponte di Nona, sobborgo romano alla periferia nord di Roma, e “ha inteso offrire un segno di vicinanza e di affetto a questi giovani che hanno compiuto una scelta spesso non condivisa dai loro confratelli sacerdoti e familiari”.

“L’ingresso del Papa nell’appartamento – ha raccontato monsignor Rino Fisichella che lo accompagnava – è stato segnato da grande entusiasmo: i bambini si sono raccolti intorno al Pontefice per abbracciarlo, mentre i genitori non hanno trattenuto la commozione. La visita del Papa è stata fortemente apprezzata da tutti i presenti che hanno sentito non il giudizio del Papa sulla loro scelta, ma la sua vicinanza e l’affetto della sua presenza. Il tempo è passato veloce; il Pontefice ha ascoltato le loro storie e ha seguito con attenzione le considerazioni che venivano fatte circa gli sviluppi dei procedimenti giuridici dei singoli casi.

La sua parola paterna ha rassicurato tutti sulla sua amicizia e sulla certezza del suo interessamento personale. In questo modo, ancora una volta, papa Francesco ha inteso dare un segno di misericordia a chi vive una situazione di disagio spirituale e materiale, evidenziando l’esigenza che nessuno si senta privato dell’amore e della solidarietà dei Pastori”.

“Un gusto di Vangelo molto bello e puro”

“La prima sensazione è stata di qualcosa di puramente evangelico. In genere dovrebbero essere i peccatori ad andare incontro al Signore invece oggi è stato il contrario. Ho assaporato un gusto di Vangelo molto bello e puro. Il Papa ha una capacità di rapportarsi veramente coinvolgente, ha raccontato Andrea Vallini l’ex parroco che ha ricevuto Francesco a casa sua.

“Papa Francesco – ha aggiunto – non è un semplice vescovo. In alcuni casi ci sarebbe stato bisogno di risanare le ferite ma tutte le situazioni oggi presenti erano già abbastanza risanate. Questa visita non so se apre prospettive nuove. Ho capito che il Papa era particolarmente stupito che alcuni di noi, soprattutto italiani, sentissimo una certa esclusione. Nella sua esperienza, ci ha raccontato, che lui non ha mai escluso situazioni particolari. Ci ha detto che il suo presidente della caritas a Buenos Aires era un ex sacerdote che ha fatto un ottimo lavoro”.

Un’apertura, ma le resistenze sono enormi

E’ difficile prevedere come potrà evolversi la situazione ora. Purtroppo ci sono molte resistenze, ma ce ne erano e permangono anche per l’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati che stiano facendo un serio cammino di fede e riconciliazione. I vescovi irlandesi hanno maturato una proposta (che non osano ancora formalizzare alla Santa Sede) per riammettere i preti sposati a forme ministeriali, mentre in Brasile, da decenni, si discute della possibilità di ordinare i “viri probati” per rispondere alle esigenze delle comunità prive di un prete.

E il Papa ha promesso a un vescovo locale di riflettere su tale richiesta. In territori come l’Amazzonia e il Chiapas, nei quali le comunità cristiane sono visitate dai sacerdoti solo alcune volte all’anno, si vorrebbero infatti “ordinare alcuni dei leader laici che guidano le comunità”. Secondo monsignor Antonio José de Almeida, professore presso la Pontificia Università Cattolica del Paranà e dottore in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana, sarebbe “la decisione più giusta, perché l’obiettivo è dotare una precisa comunità di un presbitero proprio, a partire da ciò che già esiste in quella comunità. Garantendo il rapporto ministro-comunità.

Non è un estraneo che viene da fuori, ma dall’interno. Non c’è bisogno di inserirlo, ‘inculturarlo’, poiché fa già parte della comunità e della sua storia, ha il suo viso, il suo modo di essere”. Monsignor José si occupa del tema dei ministeri nella Chiesa a servizio della vita e della missione delle comunità, e conosce da vicino molte esperienze di ministeri non ordinati in America Latina.

Continua intanto – come abbiamo visto nel post precedente – l’avanzata dei diaconi sposati nella Chiesa Cattolica del post concilio, alla quale diede forte impulso monsignor Samuel Ruiz sulla cui tomba ha pregato l’anno scorso Francesco. Samuel Ruiz ha portato avanti una pastorale coraggiosa, figlia del Concilio, ma figlia anche degli insegnamenti degli indigeni.

Le aperture dell’Amoris laetitia sul tema dei preti sposati sell’esempio orientale

“Nelle risposte alle consultazioni inviate a tutto il mondo, si è rilevato che ai ministri ordinati manca spesso una formazione adeguata per trattare i complessi problemi attuali delle famiglie. Può  essere utile in tal senso anche l’esperienza della lunga tradizione orientale dei sacerdoti sposati”, scrive Papa Francesco nel documento “Amoris laetitia” che tira le fila del dibattito dei due Sinodi sulla famiglia aprendo alla riammissione dei divorziati risposati ai sacramenti.

Nel testo, Francesco esalta infatti una tradizione che è già presente nella Chiesa Cattolica: anche in Italia ci sono due diocesi di rito bizantino con preti sposati. Lungro in Calabria e Piana degli Albanesi in Sicilia. Ma questo clero – al quale se ne potrebbe aggiungere uno più numeroso che chiede di entrare nel nostro Paese a seguito degli immigrati cattolici ucraini e romeni – ad oggi è solo tollerato dai vescovi dei paesi occidentali. Invece, sulla falsariga di quanto concesso da Benedetto XVI agli anglo-cattolici si potrebbe immaginare un loro inserimento “parallelo” nella pastorale delle nostre diocesi.

Francesco nell’”Amoris laetitià non si esprime in modo netto su questo tema ma spiega che la chiamata di Gesù al celibato non riguarda tutti quanti debbano servire nella Chiesa ma solo alcuni. E la formulazione di San Paolo circa la perfezione della verginità “era un’opinione personale e un suo desiderio e non una richiesta di Cristo” tanto che l’Apostolo delle genti volle precisare:

“Non ho alcun comando dal Signore” e, scrive Francesco, “nello stesso tempo, riconosceva il valore delle diverse chiamate: ‘Ciascuno riceve da Dio il proprio dono, chi in un modo, chi in un altro”. “In questo senso – chiosa il Papa – San Giovanni Paolo II ha affermato chei testi biblici “non forniscono motivo per sostenere né l’inferiorità del matrimonio, nè la ‘superiorità della verginità o del celibato a motivo dell’astinenza sessuale. Più che parlare della superiorità della verginità sotto ogni profilo, sembra appropriato mostrare che i diversi stati di vita sono complementari, in modo tale che uno può essere più perfetto per qualche aspetto e l’altro può esserlo da un altro punto di vista”.

Francesco cita anche Alessandro di Hales che, per esempio, affermava che in un senso il matrimonio può considerarsi superiore agli altri sacramenti: perché simboleggia qualcosa di così grande come ‘l’unione di Cristo con la Chiesa o l’unione della natura divina con quella umana’”. Pertanto, conclude il Papa, “non si tratta di sminuire il valore del matrimonio a vantaggio della continenza” e “non vi è invece alcuna base per una supposta contrapposizione. Se, stando a una certa tradizione teologica, si parla dello stato di perfezione (status perfectionis), lo si fa non a motivo della continenza stessa, ma riguardo all’insieme della vita fondata sui consigli evangelici”. Insomma “una persona sposata può vivere la carità in altissimo grado. Dunque perviene a quella perfezione che scaturisce dalla carità, mediante la fedeltà allo spirito di quei consigli. Tale perfezione è possibile e accessibile ad ogni uomo”.

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ARRESTATI VERTICI SOCIETÀ DI GESTIONE AEROPORTO DI LAMEZIA

AI DOMICILIARI PRESIDENTE, DG E RESPONSABILE UFFICIO LEGALE Terremoto giudiziario alla Sacal, la società di gestione dell’Aeroporto internazionale di Lamezia Terme. Sono finiti agli arresti domiciliari il presidente, il direttore generale e la responsabile dell’Ufficio legale nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione dello scalo condotta dalla Procura di Lamezia Terme. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di finanza. I reati contestati a vario titolo sono corruzione, peculato, falso e abuso d’ufficio. I militari, inoltre, indagano anche su presunte forme di concussione.

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Clima: Realacci, interrogazione sulla grave siccità al nord

“Nel nord Italia si sta verificando una gravissima siccità” e per questo il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, ha depositato una interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai ministri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, chiedendo “quali iniziative intendano mettere in campo per far fronte alla grave siccità in atto, garantire equilibrio nel prelievo e consumo di acqua dolce, tutelare la produzione agricola e il valore ambientale e turistico dei bacini idrografici dei laghi alpini e subalpini”.

I mutamenti climatici in atto, prosegue Realacci in una nota, “si manifestano, anche nel nostro Paese, con fenomeni climatici estremi e forti siccità. Le temperature massime sono superiori di 2,5 gradi rispetto alla media e le precipitazioni stagionali hanno registrato un calo del 53% che ha fatto scendere il Po a un livello che lo scorso anno si era verificato ad inizio estate. Anche il fiume Adige è in una precoce e grave magra: attualmente ha una portata di 37 metri cubi al secondo anziché di 80 e così le acque del Mare Adriatico ne risalgono il corso spingendo il cuneo salino fino a 5 chilometri dalla foce, con seri danni anche all’agricoltura”.

Realacci rileva che “anche questi eventi dimostrano l’importanza di dare priorità alla sfida del clima, ma il presidente Trump sembra non accorgersene e va nella direzione opposta”.(ANSA).

Musica: mille artisti sul Mt Bianco per concerto record

(ANSA) – COURMAYEUR (AOSTA), 11 APR – Sommare il record del concerto con il maggior numero di musicisti a quello di un esibizione in alta quota ai piedi del Monte Bianco: è la sfida del doppio live dei Rockin’1000, la band di mille elementi nata nel 2015 per convincere i Foo Fighters a tenere un concerto a Cesena. Dopo due edizioni nella cittadina romagnola, l’evento, previsto il 28 e il 29 luglio prossimi, si sposta in una delle località più suggestive d’Europa. A fare da scenografia sarà infatti la Val Veny, sopra Courmayeur. L’edizione dello scorso anno al parco ippodromo di Cesena ha richiamato 15 mila spettatori.

Scuola: Its, 79,1% diplomati trova lavoro entro 12 mesi

Sono 2.374 le studentesse e gli studenti iscritti ai percorsi degli Istituti Tecnici Superiori (Its) monitorati nel corso del 2017 a due anni dal diploma. Si tratta di ragazze e ragazzi che hanno seguito i corsi che si sono conclusi entro dicembre 2015.

In 1.767 hanno conseguito il diploma. Il 79,1% delle diplomate e dei diplomati (pari a 1.398 ragazze e ragazzi) ha trovato un lavoro entro un anno dalla fine del percorso, impiego che nell’87,5% dei casi era coerente con il diploma conseguito. Sono i dati che emergono dal Monitoraggio Nazionale 2017 degli ITS effettuato dall’Indire (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa), presentato dal sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, dal Presidente di Indire Giovanni Biondi e dall’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Toscana e Coordinatrice della Commissione della Conferenza Stato-Regioni Cristina Grieco.

Osservando le tipologie di contratto emerge che 667 diplomate e diplomati hanno avuto un contratto a tempo determinato, 493 a tempo indeterminato, 228 di apprendistato.

I 97 percorsi monitorati, erogati da 57 Fondazioni, sono dedicati in larga parte alle Nuove Tecnologie per il Made in Italy (46). Seguono i percorsi in Mobilità sostenibile (19) e quelli in Efficienza energetica (13). I 46 percorsi dedicati alle Nuove Tecnologie per il Made in Italy sono così suddivisi: 18 in Sistema meccanica, 12 in Sistema agro-alimentare, 8 in Sistema moda, 5 in Servizi alle imprese, 3 in Sistema casa. “Questo terzo monitoraggio- ha sottolineato Toccafondi – ci dice che ci sono dati assolutamente positivi sul sistema Its, un sistema nel quale il Miur crede fortemente. Ma ci sono anche delle zone d’ombra su cui dobbiamo lavorare. Sui 97 percorsi monitorati abbiamo 15 percorsi che vanno male, che non hanno svolto la mission e non hanno raggiunto gli obiettivi. Gli Its funzionano se sono utili per le studentesse e gli studenti, se partono da una esigenza reale del sistema produttivo presente sul territorio. Se questo non avviene si elimina qualsiasi speranza e possibilità per le ragazze e i ragazzi, togliendo inoltre risorse che potrebbero essere dedicate a quegli Its che funzionano bene e ad altri che potrebbero nascere. Siamo dentro un percorso di crescita e potenziamento del sistema, ma proprio per questo è necessario lavorare insieme, Its, Regioni e Miur, per capire come eliminare le zone d’ombra esistenti”.

“Il monitoraggio che abbiamo presentato oggi deriva da un’analisi dei dati forniti direttamente dalle fondazioni e fa una grande opera di trasparenza perché mette a disposizione di tutto il sistema degli Its un’analisi della situazione e permette agli Istituti di capire in che posizione sono rispetto al ranking nazionale e di creare una pagella con criteri trasparenti e di renderla disponibile a tutti – ha commentato Biondi – La situazione che emerge dal Monitoraggio è positiva – ha proseguito – c’è un trend in crescita sia per gli iscritti che per i diplomati e soprattutto degli occupati. L’aspetto da sottolineare è che il sistema degli ITS è quello con il più alto indice di occupazione a dodici mesi”.

Per Cristina Grieco, “gli esiti di questo monitoraggio sono un importantissimo materiale di riflessione per le Regioni che hanno un ruolo primario nella programmazione e nella facilitazione dei rapporti tra Fondazioni, percorsi formativi e imprese. La sfida del futuro è far crescere quantitativamente gli ITS, potenziando anche l’aspetto comunicativo e di promozione di questi percorsi, mantenendo la qualità. Sicuramente il dato più importante per noi è l’ottima performance in termini di occupazione e di occupazione coerente con il titolo di studio. È anche vero – ha concluso – che il monitoraggio ci serve per individuare le criticità e lavorare quindi in un’ottica di miglioramento continuo”. (ANSA).

Fondazioni liriche: Scala più cara d’Italia, al top in Ue

Con 300 euro per un posto in platea (diritto di prevendita incluso) la Scala è il teatro d’opera più caro d’Italia e ai primi posti a livello europeo (dove comunque è battuta dal Teatro Real di Madrid dove si arrivano a pagare 382 euro). A rivelarlo è un’inchiesta del mensile Classic Voice, in edicola da domani, che, facendo i conti in tasca ai teatri ha calcolato aumenti dei prezzi in dieci anni anche del 55%.

Gli aumenti maggiori sono avvenuti al teatro Petruzzelli di Bari (+55% appunto), che resta comunque fra i più economici. Aumenti, secondo Classic Voice, del 47% alla Scala, mentre i prezzi sono scesi al Verdi di Trieste (-26%), all’Opera di Firenze (-16%) e al Carlo Felice di Genova (-12%). Per quanto riguarda il costo dei biglietti in classifica, dietro alla Scala, c’è la Fenice di Venezia (220), il Regio di Torino (170), l’Opera di Roma (160), il San Carlo di Napoli (130), il Massimo di Palermo e il Comunale di Bologna (125) seguiti dal Verdi di Salerno e dal Regio di Parma (110).

Proprio Parma è ai primi posti anche per il costo dei biglietti fra i festival (qui si svolge il festival Verdi, dove un posto per la prima di opere come Jérusalem in platea è di 260 euro). Ben più caro comunque il festival di Salisburgo dove si pagano anche 450 euro e Glydebourne che arriva a 345. (ANSA).

Natura in città, custodisce biodiversità e fa bene a salute

Salvare la biodiversità urbana, favorire la relazione tra le persone che vivono nei centri urbani e il verde e dire stop alle potature selvagge degli alberi, inutili e dannose. Sono i principi ispiratori del nuovo documento redatto dalla Lipu-BirdLife Italia dal titolo “Il verde urbano e gli alberi in città”, nell’ambito della collana “Documenti per la conservazione della natura”.

Una necessità, quella del verde urbano, “sempre più sentita dai cittadini, che cercano rifugio dall’inquinamento e dal cemento e luoghi per giocare, leggere, svagarsi – spiega la Lipu

– come prati, stagni e piccole zone umide, zone alberate, aree
verdi dove migliorare il proprio stato psicofisico e ritrovare armonia con la natura. Un’esigenza a cui però gli enti preposti (Comuni in primis) non sempre rispondono con politiche adeguate di gestione, tutela e promozione del verde pubblico o stimolando i cittadini a utilizzare al meglio i propri giardini, magari creando un birdgarden”.

Secondo i dati Istat pubblicati nel maggio 2016, ogni abitante del nostro Paese ha a disposizione in media 31 metri quadrati di verde urbano, con punte più elevate nel Nord-est (50 metri quadrati) e doppie rispetto al Centro, al Nord-ovest e alle isole, mentre la media del Sud (42 metri quadrati) è influenzata dal dato della Basilicata, che vanta città più ricche di verde della media. E’ però un dato insufficiente – rileva la Lipu – che non mette freno ai guai causati dall’inquinamento ed è aggravato dalla frequente disattenzione delle amministrazioni pubbliche per le oasi urbane, aree naturali che funzionano quali piccole riserve di biodiversità faunistica e floristica e hanno anche essenziali finalità educative”.

Sono tuttavia gli alberi le principali vittime della cattiva gestione, con potature errate (e spesso in piena nidificazione degli uccelli) o addirittura con la pratica della “capitozzatura”, che sopprime l’asse primario dell’albero senza lasciare un ramo di sostituzione.(ANSA).

Carceri: bambini continuano a restare in prigione

“È dalla condizione delle carceri che si misura lo stato di salute di una democrazia. Se non riusciamo nemmeno a garantire alle 2818 detenute assorbenti, prodotti per l’igiene intima e una adeguata assistenza ginecologica e pediatrica, quando hanno un figlio, direi che la democrazia ha davvero fallito”. Così il Senatore Francesco Campanella (Sinistra Italiana) che insieme al collega Fabrizio Bocchino ha presentato questa mattina un’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia, sollecitata dalla denuncia del programma “Radio Carcere”, condotto da Riccardo Arena su Radio Radicale.

“La cosa più grave è che le misure per migliorare la condizione della cinquantina di bambini tuttora detenuti con le loro madri, restano completamente inapplicate”, prosegue il Senatore. Secondo quanto disposto dalla legge 21 aprile 2011, n. 62, in vigore dall’1 gennaio 2014, le madri dovrebbero scontare la pena con i loro figli fino al compimento del sesto anno di vita del bambino, non più solo fino al terzo e non in carcere, facilitando l’accesso delle madri alle misure cautelari alternative e prevedendo che la pena sia scontata in istituti a custodia attenuata, “luoghi colorati, senza sbarre, a misura di bambino”, ricorda il Senatore. “Le tipologie delle case-famiglia protette avrebbero dovuto essere definite entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, d’intesa con gli enti locali e la Conferenza stato-regioni, e avrebbero dovuto essere stipulate convenzioni con gli enti locali per aprire tali strutture, ma finora a quanto pare ne esistono soltanto due, completamente insufficienti”, prosegue Campanella.

“Il ministro Orlando aveva dedicato grande attenzione ai problemi del carcere: chiediamo che intervenga con urgenza per migliorare la condizione delle donne detenute e soprattutto per far uscire dal carcere i bambini”, conclude Campanella. (ANSA).

COREA NORD ATTACCA USA, CONTROMISURE A AZIONI OFFENSIVE

ansa
PORTAVOCE MINISTERO ESTERI, PRONTI A REAGIRE A OGNI GUERRA La Corea del Nord attacca gli Usa e promette dure contromisure alle ”azioni offensive”: l’invio della portaerei Usa Carl Vinson, ha detto un portavoce del ministero degli Esteri ripreso dalla Kcna, conferma che le ”spericolate mosse americane per invadere la Corea del Nord hanno toccato una fase seria dei suoi scenari. Se gli Usa osano optare per una azione militare, come un ‘attacco preventivo’ e la ‘rimozione del quartier generale’, la Corea del Nord e’ pronta a reagire a ogni tipo di guerra desiderato dagli Usa”.

DOPO DUE GIORNI DI CACCIA NESSUNA TRACCIA DI IGOR-EZECHIELE

ansa
REPARTI SPECIALI PER ASSASSINO BUDRIO E PORTOMAGGIORE Dopo due notti e due giorni di caccia continua con i reparti speciali, non c’e’ traccia nelle paludi del Ferrarese di ”Igor il Russo-Ezechiele il Serbo”, l’uomo dalle molte identita’ responsabile degli omicidi di Budrio e Portomaggiore, commessi a una settimana di distanza. Fatti di sangue che preoccupano il territorio pianeggiante che incrocia le province di Ferrara, Bologna e Ravenna, vicino alla ‘zona rossa’ interdetta a tutti tranne che ai residenti e setacciata dagli specialisti dei Carabinieri e di altre forze di polizia. Il Comandante generale dei Carabinieri, Tullio Del Sette, ha chiarito che l’assassino e’ nato e vissuto in Serbia ed e’ ”ricercato nel suo paese per rapina con violenza sessuale’. Ora dalla stessa Serbia dovrebbe arrivare la vera identita’ dell’uomo.(ANSA).

LEGGE ELETTORALE, RENZI APRE A RINUNCIA CAPILISTA BLOCCATI

ansa

CINQUE STELLE SCETTICI, SPERIAMO NON SIA CAMBIO TEMPORANEO Nel dibattito sulla legge elettorale, per la prima volta Matteo Renzi si dice disposto a togliere dall’Italicum i capilista bloccati, che danno enorme potere alle segreterie di partito e meno ai cittadini. L’apertura e’ rivolta ai Cinque Stelle che pero’ sono scettici. ”Dopo essere passati dalla pericolosa possibilita’ dei capilista bloccati anche in Senato proposti da Martina – commentano -, prendiamo atto del cambio di posizione di Renzi. Speriamo non sia limitato a questi venti giorni di campagna congressuale”. Pier Luigi Bersani ne fa la questione piu’ importante sulla riforma elettorale. ”Sono pronto a rinunciare a tutto il resto se si tolgono i capilista bloccati” dice l’ex segretario Pd.

SALE A TRE MORTI BILANCIO OMICIDIO-SUICIDIO IN CALIFORNIA

ansa

MORTO UN BAMBINO FERITO DOPO OMICIDA E MOGLIE CUI HA SPARATO Sale a tre morti il bilancio dell”omicidio-suicidio’ avvenuto a San Bernardino, in California, con la morte di uno dei due bambini feriti nella sparatoria in una scuola elementare a North Park. E’ stato intanto identificato colui che si sospetta essere l’autore del gesto: Cedric Anderson, di 53 anni, che ha sparato contro la moglie Elaine Smith, coetanea, maestra presso l’istituto. Stando alla ricostruzione della Polizia, l’uomo era entrato a scuola affermando di dover consegnare qualcosa alla moglie, poi ha fatto irruzione nella classe e senza dire nulla ha aperto il fuoco contro la donna.

VICENDA CONSIP, INDAGATO PER FALSO CAPITANO NOE SCAFARTO

ansa
MATTEO RENZI NEGA COMPLOTTI, FIDUCIA IN MAGISTRATURA Colpo di scena nella vicenda Consip: la procura di Roma indaga per falso il capitano del Noe Giampaolo Scafarto con l’accusa di aver attribuito ad Alfredo Romeo e non a Italo Bocchino una frase su un incontro con Tiziano Renzi. Notizia che Matteo Renzi racconta di aver dato personalmente nel pomeriggio al padre. L’ex premier ribadisce fiducia nella magistratura e nega ”complotti”, si dice certo che ”la verita’ verra’ a galla” attaccando M5S di ”demagogia’ e doppio-pesismo sugli avvisi di garanzia. ”Ora aspettiamo fiduciosi l’archiviazione del procedimento” commenta il legale di Tiziano Renzi.

I santi del 11 Aprile 2017

 

Santo STANISLAO   Vescovo e martire – Memoria
Szczepanowski, Polonia, c. 1030 – Cracovia, Polonia, 11 aprile 1079
Vescovo di Cracovia, fu pastore sapiente e sollecito. Succedette al vescovo Lamberto nel 1072. Intrepido sostenitore della libertà della Chiesa e della dignità dell’u…
www.santiebeati.it/dettaglio/26700

Beata ELENA GUERRA   Vergine
Lucca, 23 giugno 1835 – Lucca, 11 aprile 1914
www.santiebeati.it/dettaglio/31750

San BARSANOFIO   Eremita
Barsanufio (o Barsanofio), di origine egiziana, fu monaco recluso nel monastero di San Seridone presso Gaza, in Palestina. Visse tra V e VI secolo. Vivendo nella più stretta solitu…
www.santiebeati.it/dettaglio/91654

Santa GEMMA GALGANI   Vergine
Lucca, 12 marzo 1878 – 11 aprile 1903
Nasce il 12 marzo 1878 a Bogonuovo di Camigliano (Lucca). La mamma Aurelia muore nel settembre del 1886. Nel 1895 Gemma riceve l’ispirazione a seguire impegno e decisione la via de…
www.santiebeati.it/dettaglio/31800

San FILIPPO DI GORTINA   Vescovo a Creta
www.santiebeati.it/dettaglio/49210

San DOMNIONE (DONNIONE) DI SALONA   Vescovo e martire
www.santiebeati.it/dettaglio/49220

Sant’ ISACCO DI MONTELUCO   Monaco
m. 550 circa
www.santiebeati.it/dettaglio/49230

Sant’ ANTIPA DI PERGAMO   Martire
m. Pergamo, Asia Minore, I secolo
Sant’Antipa da “fedele testimone”, come narra l’evangelista Giovanni nell’Apocalisse, portò a compimento il suo martirio in nome di Cristo presso Pergamo, in Asia Minore. L’iconogr…
www.santiebeati.it/dettaglio/92520

San GUTHLAC   Eremita
674 – 714
www.santiebeati.it/dettaglio/92326

Beata SANCIA DEL PORTOGALLO   Principessa, vergine
Portogallo, 1180 circa – Celas, Coimbra, Portogallo, 13 marzo 1229
La principessa Sancia fu figlia di Sancio I, secondo sovrano portoghese, quindi sorella delle beate Mafalda (2 maggio) e Teresa (17 giugno). Nata a Coimbra intorno al 1180, rinunci…
www.santiebeati.it/dettaglio/92702

Beato SINFORIANO (FELIKS) DUCKI   Religioso cappuccino, martire
Varsavia, Polonia, 10 maggio 1888 – Auschwitz, Polonia, 11 aprile 1942
Feliks Ducki, nativo di Varsavia in Polonia, al ritorno dei frati Cappuccini nella sua città chiese di essere ammesso tra le loro fila. Nel 1920 entrò quindi in noviziato e assunse…
www.santiebeati.it/dettaglio/92958

Beato GIOVANNI DI MASSACCIO   Religioso
Massaccio (ora Cupramontana), Ancona, 1210 circa – 11 aprile 1303
www.santiebeati.it/dettaglio/95025

Beato GIORGIO GERVASE   Sacerdote benedettino, martire
† Tyburn, Londra, Inghilterra, 11 aprile 1608
Geroge Gervase, sacerdote benedettino e martire inglese, fu beatificato nel 1929.
www.santiebeati.it/dettaglio/49240

Beato LANUINO   Monaco certosino
m. 1116/9
Primo successore di san Bruno alla Certosa di Serra S. Bruno (VV).
www.santiebeati.it/dettaglio/90541

Beati PAOLO E GIACOMO   Cavalieri mercedari
Soprannominati africani perché quella era la loro origine, i Beati Paolo e Giacomo, si convertirono dopo aver assistito al martirio del Beato Tommaso Vives avvenuto a Tunisi, il qu…
www.santiebeati.it/dettaglio/93897

Beato ANGELO (CARLETTI) DA CHIVASSO   Sacerdote
Chivasso, Torino, 1411 circa – Cuneo, 11 aprile 1495
Antonio Carletti (così si chiamava prima di abbracciare la vita consacrata) nacque a Chivasso nel 1411 da un’antica e nobile famiglia. Dopo aver studiato a Bologna diritto canonico…
www.santiebeati.it/dettaglio/90363

Pope visit to Egypt to go ahead despite blasts but security big concern

Vaticano

Reuters

(Philip Pullella)  Pope Francis’ trip to Egypt this month is expected to go ahead despite twin attacks on Christian churches that killed 44 people, Vatican officials said on Monday. However, diplomats and Vatican sources cautioned that the trip could be put in jeopardy or parts of it changed if the security situation worsened. The pope is due to spend about 27 hours in the Egyptian capital Cairo on April 28-29, meeting with President Abdel Fattah al-Sisi, grand imam Sheikh Ahmed al-Tayeb and the country’s Coptic Pope Tawadros.

PIRATERIA: NAVI INDIA E CINA SVENTANO SEQUESTRO IN GOLFO ADEN

AZIONE COORDINATA MILITARI-ELICOTTERO PER LIBERARE EQUIPAGGIO Un’azione coordinata delle Marine militari di India e Cina ha sventato durante il fine settimana nel Golfo di Aden un attacco di pirati ad una portacontainer battente bandiera di Tuvalu con 19 membri d’equipaggio filippini, tutti salvi. Rispondendo ad un appello dell’UK Maritime Trade Operations di Dubai (contatto fra le navi in difficoltà e le forze militari che incrociano nella zona) quattro unita’ indiane ed una cinese sono giunte in soccorso. L’intervento spiegano i media, ha spinto i pirati ad abbandonare la nave, su cui è salita una squadra dell’Esercito di liberazione del popolo cinese che, con copertura di un elicottero indiano, ha verificato il cessato pericolo.

RICERCHE IN FRIULI UOMO DISPERSO SULLE ALPI

RICERCHE IN FRIULI UOMO DISPERSO SULLE ALPI GIULIE

SUL MASSICCIO DEL MONTASIO. L’ALLERTA IERI SERA Squadre del Soccorso Alpino di Cave del Predil da ieri sera alla ricerca di un 40enne di Capriva del Friuli (Gorizia) residente a San Giovanni al Natisone (Udine) nella zona del Montasio, nelle Alpi Giulie. Le ultime tracce dell’uomo sabato sera, quando aveva telefonato precisando che si trovava al Bivacco Suringar, costruzione di emergenza collocata a nido d’aquila sul versante Ovest del massiccio. I familiari hanno dato l’allerta ieri sera, quando sono cominciate le ricerche da parte di dieci tecnici del Soccorso Alpino assieme ai finanzieri di Cave del Predil. Questa mattina, si è alzato in volo l’elicottero della Protezione Civile.

ansa

Papa Francesco silura un vescovo francese: «Comportamenti inappropriati con dei ragazzi»

Città del Vaticano – In Vaticano li hanno definiti «atteggiamenti impropri» vale a dire avances ad adolescenti, domande ambigue sulla loro vita sessuale, se per caso praticassero o meno la masturbazione o se avessero mai avuto interesse per dei siti per omosessuali. Curiosità morbose che alcuni mesi fa hanno fatto scattare l’allarme di alcuni genitori nella diocesi di Aire, in Francia fino a che, stamattina, la sala stampa vaticana ha comunicato il siluramento del vescovo, monsignor Hervè Gaschignard, 57 anni.

Secondo il quotidiano Obs, l’arcivescovo di Bordeaux, dopo un approfondimento del caso, aveva informato il nunzio apostolico e preso contatti con il Procuratore della Repubblica. Sul sito della diocesi da qualche giorno campeggia una dichiarazione che spiega di essersi allontanato per qualche tempo a seguito di stress. «Ho bisogno di riposo per qualche tempo. Mi affido alla vostra preghiera». Nonostante non ci sia alcuna denuncia depositata nei confronti di Gaschignard ma solo una segnalazione, la decisione di Papa  Francesco  è stata perentoria, ed equivale a un segnale forte nella lotta contro la pedofilia  nel clero. In una nota i vescovi francesi parlano di choc per la vicenda. Papa Francesco ha nominato, in sostituzione di  Gaschignard, amministratore apostolico sede vacante della  diocesi, con facolta’ di vescovo, monsignor Bernard Charrier,  vescovo emerito di Tulle.

Il Messaggero

Più battezzati, meno preti. Ora siano riammessi i preti sposati

Più battezzati, meno preti; declino in Europa, crescita in Africa. Si conferma la crisi delle vocazioni. Sono alcuni tratti della ‘fotografia’ della presenza dei cattolici nel mondo così come risulta dall’Annuario Pontificio 2017 e l’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2015, redatto dall’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa, e diffuso oggi in Vaticano.

Il numero di cattolici battezzati è cresciuto a livello planetario, passando da 1.272 milioni nel 2014 a 1.285 milioni nel 2015, con un incremento dell’1% e attestandosi al 17,7% della popolazione totale. Rispetto al 2010 la crescita è stata pari al 7,4%.

La dinamica di tale incremento risulta diversa da continente a continente: mentre, infatti, in Africa si registra un aumento del 19,4%, in Europa invece si registra un calo (nel 2015 i cattolici ammontano a quasi 286 milioni, 1,3 milioni in meno rispetto al 2014).

«Tale stasi – spiega il Vaticano – è da imputare alla ben nota situazione demografica». Situazioni intermedie tra le due sopra descritte sono quelle registrate in America ed in Asia, dove la crescita dei cattolici è rispettivamente del +6,7% e del +9,1%), in linea con lo sviluppo demografico di questi due continenti. Stazionarietà, su valori assoluti ovviamente inferiori, anche per quanto riguarda l’Oceania.

I dieci Paesi con il maggior numero di battezzati sono Brasile, Messico, Filippine, Usa, Italia, Francia, Colombia, Spagna, Repubblica Democratica del Congo e Argentina.

Il numero di vescovi è aumentato nell’ultimo quinquennio del 3,9%. In calo invece nel 2015, rispetto al 2014, il numero dei sacerdoti, «invertendo così il trend crescente che ha caratterizzato gli anni dal 2000 al 2014». La diminuzione tra il 2014 e il 2015 è di 136 unità ed interessa in particolare il continente europeo (-2.502 unità).

I religiosi professi non sacerdoti registrano una contrazione a livello planetario: se ne contavano 54.665 unità nel 2010 e sono diventati 54.229 nel 2015.

Le suore costituiscono ancora una popolazione di una certa consistenza ma sono in costante calo: a livello globale passano da 721.935 unità, nel 2010, a 670.320 nel 2015, con una flessione del 7,1%.

Gestiva un “club del sesso” per bambini, prete non allontanato dalla scuola

Un prete, in Inghilterra, è stato accusato di gestire un “club del sesso” settimanale con ragazzi minorenni. Nonostante le accuse della polizia e l’appello di tenerlo lontano dai bambini, è stato autorizzato a rimanere alla guida della scuola Cattolica, a North Yorks. Jeremy Sierla, 59, continua infatti a vivere all’Ampleforth College, nonostante le molteplici accuse mosse contro di lui. Stando alle dichiarazioni di un ex alunno, il prete invitava i ragazzi nel suo studio, dava loro bevande alcoliche e chiedeva che facessero atti sessuali. Nel 2004 era partita un’inchiesta penale ma non è stata fatta alcuna accusa al prete. La polizia però, era talmente preoccupata che aveva inviato una lettera al Dipartimento dell’Educazione avvisando che padre Jeremy Sierla non doveva essere autorizzato ad avvicinarsi a nessuna scuola. Ma così non fu, e il prete ebbe l’approvazione a rimanere nella scuola di Ampleforth fino al 2012. Il prete ha sempre negato qualsiasi comportamento sbagliato e ha detto di “aver cooperato con le autorità con piacere”. Dopo che l’ex alunno si era fatto avanti, la polizia aveva esaminato il computer del prete trovando varie foto e video dei ragazzi della scuola, foto apparentemente normali, non indecenti, che non avevano però motivo di trovarsi sul computer del prete. Tra queste anche una foto dell’ex alunno che aveva accusato Sierla, ritratto con una rosa in bocca. Inoltre, la polizia ha scoperto che il prete si fingeva una ragazza adolescente e contattava minorenni nelle chat su internet. Il caso venne chiuso per insufficienza di prove e il fascicolo relativo al prete venne distrutto qualche anno fa. Stando alle dichiarazioni dell’Ampleforth College, “è stato un gesto obbligato per proteggere la sicurezza e il benessere di tutti i bambini di cui si occupava il prete”.

direttanews.it

La cantautrice Amara autrice di “Che sia benedetta” per Fiorella Mannoia abusata da un prete a 9 anni

La cantautrice Amara rivela il trauma da cui è scaturito il percorso interiore che, grazie all’incontro con una suora francescana, le ha fatto recuperare la fiducia in Dio e l’ha portata a a scrivere canzoni come “Che sia benedetta” per Fiorella Mannoia

Nella stanza in sottofondo si sentono le note di un pianoforte. Amara sta parlando con passione del suo rapporto con la fede, a partire da Che sia benedetta, la canzone scritta da lei con cui Fiorella Mannoia ha sfiorato la vittoria a Sanremo, e da Pace, brano che ha cantato con Paolo Vallesi al Festival e che dà il titolo al suo nuovo, bellissimo, album.

Di improvviso si blocca e quando riprende la voce è flŽebile ma ferma. «C’è una cosa che non ho mai detto a nessuno. Sono cresciuta in una famiglia cattolica. Andavo a Messa, mi confessavo ogni domenica e mi arrabbiavo perché non potevo fare la “chierichetta”. Insomma, ci credevo davvero. Poi un giorno, avevo nove anni, il parroco mi diede un bacio sulla bocca. Ricordo che provai una sensazione bruttissima e scappai via. Da quel momento mi allontanai totalmente dalla Chiesa. Ma continuai a sentire dentro di me una forte tensione spirituale che in seguito mi ha portato ad avvicinarmi al buddhismo».

Poi, un incontro decisivo. «Una decina di anni fa, durante una vacanza, mi sono unita a un gruppo di amici diretto ad Assisi. Lì incontrai suor Michela. Era giovane come me e percepì subito che avevo qualcosa che non andava. Abbiamo trascorso quattro giorni insieme. Cosìho potuto tirar fuori tutta la rabbia che da anni tenevo dentro per essermi sentita tradita. Alla ƒne, mi regalò una fotografia bellissima di un monte con delle ombre in evidenza. E mi disse: “Dio ama anche le tue ombre”».

Il viso di Amara si illumina con un bellissimo sorriso: «Da lì si è riattivato tutto. Ho ripreso a parlare con Dio e ho capito quello che diceva san Francesco: che siamo parte di un tutto, che anche una pianta è mia sorella e che c’è un disegno superiore anche in ciò che ci appare incomprensibile o ingiusto».

Tiriamo un po’ il fiato e torniamo a parlare di Che sia benedetta. C’è un verso che ha colpito un po’ tutti: «Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta». Un’affermazione che di questi tempi può suonare provocatoria: «Sì, la vita in sé è perfetta: va protetta, scoperta, ascoltata. Cosa c’è di più perfetto di un bambino che nasce o di un fiore che attende la stagione per fruttificare? Dentro questo perfetto foglio bianco siamo noi che creiamo il nostro disegno e può venir fuori uno scarabocchio o un’opera d’arte. Per questo ogni tanto penso che non vedo l’ora di essere vecchia per vedere quello che ho combinato».

Già in passato Amara (il suo vero nome è Erika Mineo) aveva affidato sue canzoni ad altre interpreti come Emma o Elodie: «Ma quando è venuta fuori Che sia benedetta ho capito che rappresentava la fine di un percorso. Era troppo personale e allora ho detto al mio produttore: “Questa canzone la canto io. O, al massimo, Fiorella Mannoia!”». Era solo uno scherzo e invece una sera ho ricevuto una telefonata: “Ciao Amara, sono Fiorella”».

La positività di Che sia benedetta si ritrova anche nelle canzoni del nuovo album della cantautrice toscana: una sensazione che emerge tanto nei testi quanto nelle musiche. In più, un gioiello: la rivisitazione di C’è tempo di Ivano Fossati: «Lui mi ha insegnato che scrivere canzoni comporta una grande responsabilità perché spesso, come è capitato a me, agiscono come medicine sull’anima di chi le ascolta. Per questo presto particolare cura ai testi: non devi mai scrivere qualcosa in cui non credi fino in fondo».

Ad aiutarla nella composizione Amara ha da sempre un compagno molto particolare: suo cugino Salvatore Mineo: «Il destino ha voluto che da bambini le nostre famiglie si trasferissero in due case popolari vicine, alla periferia di Roma. Io avevo tre anni e lui 10, così siamo cresciuti assieme. Salvatore ha sempre scritto canzoni e collaborare è stato naturale. Anche adesso viviamo vicini».

Nel libretto che accompagna il Cd sono contenute bellissime foto che mostrano Amara insieme ad alcuni bambini africani. «Sono stata l’anno scorso in Africa con l’associazione Progetto Etiopia e sono stata conquistata da questi bimbi. Un giorno abbiamo camminato nella natura più selvaggia per due ore. A un certo punto dovevamo attraversare un fiume e i bambini hanno creato una catena umana per aiutarmi. Finché sotto una cascata, dove la natura si esprime nella sua massima potenza, sono scoppiata a piangere».

Nelle foto, lo sguardo che Amara rivolge ai bambini è quello di una madre: «Credo che ogni donna, anche se non è ancora madre, conservi dentro di sé questo istinto. Io spero di diventarlo un giorno, quando arriverà il vero amore».

famiglia cristiana

IL PRETE SEDUTO IN CHIESA SORPRESO A SBIRCIARE VIDEO HOT SUL CELLULARE

Questo video proveniente dagli Usa mostra un pastore protestante americano che sta guardando il suo smartphone, all’interno di una chiesa. Ma quando l’autore del video aziona lo zoom della telecamera si scopre l’impensabile.

Il pastore infatti non sta facendo una ricerca per la sua prossima omelia su google, ma è intento a guardare un video di twerking, il famoso ballo che come unico movimento ha lo scuotimento intenso del lato b. Di certo non si tratta della condotta ideale per un uomo di chiesa in un luogo sacro ma il pastore non ha saputo cedere alla tentazione, incurante di essere ripreso.

leggo.it

IN APPELLO “Favori sessuali da alcuni migranti”, confermati nove anni per don Librizzi

PALERMO. La corte d’appello di Palermo ha confermato la condanna anove anni di reclusione per don Sergio Librizzi, ex direttore della Caritas di Trapani imputato per violenza sessuale. Il prete, arrestato nel giugno 2014, secondo l’accusa avrebbe abusato del suo ruolo all’interno della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di asilo politico.

Secondo l’accusa, in cambio di agevolazioni nell’ottenimento della documentazione, Librizzi avrebbe chiesto, e ottenuto, favori di tipo sessuale da alcuni migranti. In primo grado Librizzi è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e interdetto in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno.

Per il suo avvocato difensore, Donatella Buscaino, i rapporti sessuali fra i migranti e il sacerdote sarebbero stati consenzienti. Il legale di Librizzi ha detto durante le arringhe che non c’è stato alcun caso di violenza sessuale e la stessa accusa di concussione va riqualificata in un reato di induzione che comporta una sostanziale riduzione della pena. Ma la Corte d’appello ha confermato la sentenza di primo grado.

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