L’apparizione di manifesti antipapali in Roma non mi meraviglia

«Il Papa, i manifesti e il coraggio che divide: con Wojtyla un caso simile» Parla Allen, direttore di «Crux»

John Allen, per 16 anni corrispondente da Roma, ora dirige Crux, il maggior portale statunitense di informazione cattolica. «Ci sono cattolici scandalizzati dalle novità portate da Francesco»«Il Papa, i manifesti e il coraggio che divide: con Wojtyla un caso simile» Parla Allen, direttore di «Crux»

John Allen, per 16 anni corrispondente da Roma, ora dirige Crux, il maggior portale statunitense di informazione cattolica. «Ci sono cattolici scandalizzati dalle novità portate da Francesco»
«L’apparizione di manifesti antipapali in Roma non mi meraviglia: siamo in un mondo polarizzato e in una società della comunicazione che permette di esprimere per intero la polarizzazione e anche la stimola. Potrebbe capitare che domani appaiano altri manifesti contro questo Papa o contro il prossimo»: è l’opinione di John Allen che è stato per sedici anni corrispondente da Roma e ora dirige Crux, il maggior portale statunitense di informazione cattolica.
Però il fatto dei manifesti è senza precedenti…
«Non del tutto. Quando Papa Wojtyla fece la prima Giornata interreligiosa di Assisi, nel 1986, furono distribuiti per Roma volantini che l’accusavano di eresia e prima dell’ultimo Conclave vedemmo anche, intorno al Vaticano, manifesti murali che dicevano “Vota Turkson” (cardinale del Ghana, ndr). Dobbiamo abituarci all’irrompere delle novità multimediali anche in ambito ecclesiastico».
Che dice dell’opposizione montante al Pontefice?
«Ci sono cattolici scandalizzati dalle novità portate da Francesco ma il fenomeno non va né minimizzato né esagerato. Vedo che il favore dell’opinione pubblica sia cattolica sia generale verso questo Papa è molto alto: in America è dell’80%, simile a quello di cui godeva Giovanni Paolo II e leggermente superiore a quello che aveva Benedetto XVI».
Oggi negli Stati Uniti gli scontenti di papa Francesco sono di più che in Italia?
«Quelli che sono scontenti per ragioni di Chiesa sono forse pari, ma da noi sono più numerosi che da voi gli scontenti per l’atteggiamento anticapitalista di Bergoglio e per il suo favore alla cultura ecologica».
Se gli oppositori del Papa oggi non sono più numerosi che in passato, però sono più attivi…
«Le differenze sono due. La prima è che i Papi generalmente erano contestati da sinistra mentre questo lo è da destra e ciò rende la contestazione più interessante per i media. La seconda è che oggi ogni contestazione, di un Papa o di un politico, ha più canali per esprimersi, e così capita che sia più visibile anche quando non è maggiore».
È azzardabile un paragone tra la contestazione a Bergoglio e quella a Trump?
«Paragone istruttivo. Sono ambedue leader forti, ambedue hanno un sostegno quasi fanatico in alcuni settori dell’opinione pubblica e un’opposizione altrettanto accesa in altri. Ambedue sono polarizzanti così che non ci sono verso di loro molte opinioni fredde: o sono amati, o sono odiati».
Forse ambedue cavalcano la polarizzazione?
«Ovviamente seguono regole diverse, l’uno è un pastore e l’altro un politico, ma al fondo sono due populisti: non si rivolgono alle élites ma al popolo. E non si impressionano se non raccolgono il consenso delle élites».

Fonte: Corriere della Sera

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