Messa in suffragio di Mussolini con saluto fascista, indagini

La Digos della Questura di Catania ha acquisito un video, postato sul sito Meridionews, in cui è ripresa la messa celebrata ieri nella chiesa di Santa Caterina in suffragio per la morte di Benito Mussolini, come avviene ogni anno. La polizia di Stato presenterà una relazione alla Procura su eventuali ipotesi di reato.

Nel filmato si vedono diverse decine di persone alla conclusione della funzione scattare sugli attenti e rispondere tre volte “presente” ad incitazioni scandite ad alta voce da un uomo che indossa camicia e giacca nere: “Per il duce d’Italia Benito Mussolini”, “Per i caduti della Repubblica sociale”, “Per tutti i martiri fascisti”.

Lo scorso anno la messa è stata celebrata nella chiesa Santa Maria della Guardia e la facciata è stata imbrattata la notte precedente con simboli del comunismo, come falce e martello, disegnati con della vernice rossa. Ieri la funzione è stata celebrata da padre Salvatore Lo Cascio, ex cappello del carcere di Bicocca, che durante i tre saluti fascisti si vede sorride dietro a un laico che indossa una tunica bianca e che invece alza la mano. “Ridevo – spiega – per l’imbarazzo, a me queste cose non interessano”. “Non ho dato loro la parola – aggiunge – se la sono presa. Quando ho capito cosa stavano facendo me ne stavo andando, ma poi mi hanno invitato a restare. Ormai che potevo fare? Buttarli fuori? Ho pensato a papa Francesco quando dice che non siamo nessuno per giudicare”.

Dall’arcivescovado invitano alla prudenza: “Non ci si può approfittare di un luogo sacro per una manifestazione politica – osserva il vicario generale Salvatore Genchi – tanto più se è vietata dalla Costituzione. Stiamo pensando come essere più prudenti il prossimo anno, per capire se è il caso di accettare queste celebrazioni o rifiutarle”.

ansa

Vaticano, scandalo case: un buco di 700mila euro

CITTÀ DEL VATICANO Un patrimonio immobiliare vastissimo, composto da quasi trecento fabbricati di valore, appartamenti, palazzine, negozi, garage. Un patrimonio di qualità, accumulatosi lentamente nei secoli, grazie ai lasciti di generosi benefattori, convinti di aiutare i poveri e la Chiesa. Peccato che invece – all’insaputa di Papa Francesco – la gestione di questa considerevole eredità risulti trasandata, approssimativa e pasticciata al punto da risultare in passivo di 700 mila euro. C’è di più. Su quasi trecento appartamenti, tantissimi dei quali in vie centralissime, una ottantina sono di fatto non utilizzati da anima viva, quasi abbandonati, non a reddito. In pratica sfitti. Degli appartamenti occupati, invece, una buona percentuale è costituita da inquilini morosi che non pagano un centesimo da anni. In pratica, tolte tutte le tasse del caso, dall’Imu all’Ires (per un totale di oltre 800 mila euro) il tesoretto immobiliare della Basilica di San Pietro non solo non frutta nulla al Vaticano, ma non viene nemmeno messo a disposizione di chi ne ha bisogno. Così, mentre Papa Bergoglio incoraggia energicamente le parrocchie e gli ordini religiosi a fare di più per dare una mano ai profughi e ai senza tetto, mettendo a disposizione qualche appartamento vuoto, esiste una fetta del patrimonio d’Oltretevere che continua a sfuggire ad ogni tipo di controllo.

da IL Messaggero

Sardegna, prete lascia la tonaca per amore della catechista È successo a un giovane vice parroco sardo di 29 anni

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“È bello come un dio greco”. Dicevano le devote della parrocchia di Sant’Ambrogio di Monserrato, un paesino della Sardegna, dove sta destando scandalo la scelta di don Davide Curreli di abbandonare la tonaca per amore.

Il prete di 29 anni, vice parroco della chiesa, si è innamorato della catechista che lo aiutava nella gestione dell’oratorio. La città assolve i due giovani mentre le famiglie dei due innamorati preferiscono non parlare così come il parroco don Marcello Lanero.

Angela Argiolas, assistente geriatrica che conosce bene il giovane vice parroco, all’Unione Sarda dice: “Sarebbe bene che la gente si facesse gli affari propri e lasciasse in pace don Davide che vuole semplicemente coronare il suo sogno d’amore. Me lo ricordo ancora con quanta grazia andava a portare l’ostia alle vecchiette e tutte lo guardavamo incantate non credendo che un uomo così bello potesse fare il prete invece che l’attore o fotomodello”.

Il Giornale

Riapre fabbrica ex Fiat Termini Imerese Tornano al lavoro 20 operai, Blutec trasforma sogno in realtà

(ANSA) – PALERMO, 28 APR – L’ultimo giorno in catena di montaggio, gli operai ex Fiat lo ricordano ancora: è stato il 24 novembre del 2011. Dopo cinque anni di cassa integrazione e proteste, lunedì riapre la fabbrica a Termini Imerese. Non c’è più Fiat, adesso in viale primo Maggio campeggia l’Insegna di Blutec, la società del gruppo Metec Stola, che conta di tornare a produrre auto ibride in Sicilia. E proprio, il 2 maggio, all’indomani della festa dei lavoratori, a Termini Imerese i primi 20 lavoratori ex Fiat – su un bacino di 700 – torneranno al lavoro. Si occuperanno di progettazione, un’attività propedeutica all’avvio del piano di Blutec per la produzione di componenti per auto, che ha avuto il via libera da Invitalia e vale 95 milioni di euro. Entro maggio altri 20 operai torneranno in fabbrica. E ancora altri 40 a giugno. Dopo anni di proteste, mobilitazioni e trattative, a Termini Imerese è tornata la speranza con il marchio “Blutec”.