Prete cristiano sequestrato in Darfur

È stato rapito giovedì, nella regione sudanese del Darfur, il monaco cristiano Gabriel El Anthony.

Il pastore copto ortodosso, di cittadinanza sudanese, è stato vittima del sequestro nella città di Bielel a sud di Nyala.

Secondo le ricostruzioni, fatte grazie alla testimonianza di un uomo che ha assistito all’azione, un gruppo di miliziani armati è penetrato nella parrocchia dove il religioso viveva. I banditi hanno picchiato e legato due persone e poi, sotto la minaccia delle armi, hanno prelevato padre Gabriel, dandosi poi alla fuga a bordo di un pick up.

Il Darfur è da decenni lo scenario di una guerra civile ed è anche la roccaforte di diverse fazioni armate: dai ribelli che si oppongono al regime di Omar al Bashir a gruppi legati all’estremismo islamico e poi non mancano i janjaweed, i demoni a cavallo, i miliziani assoldati dal dittatore sudanese noti per la ferocia e la brutalità dimostrate durante l’apice del conflitto a inizio anni 2000.

Il commissario della regione di Nyala, Ismail Yahya, ha confermato l’accaduto, aggiungendo che le forze di sicurezza si stanno impegnando per ritrovare il sacerdote e che per ora le motivazioni del rapimento sono sconosciute. Un’ipotesi però che l’autorità regionale si è permessa di scartare è quella del sequestro da parte di gruppi legati all’estremismo islamico. E una delle piste maggiormente prese in considerazione è invece quella di un rapimento da parte di criminali comuni.

Certo però è che la piccola comunità ortodossa sudanese da sempre vive discriminata ed è oggetto di persecuzioni da parte del regime islamista di Khartoum.

Il Giornale

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