Castrignano, lite tra parroco e fedeli e arrivano i carabinieri

Tensione alle stelle e serio rischio di annullare la partenza della tradizionale processione della Madonna dell’Arcona, a Castrignano dei Greci. Nel piccolo centro della Grecìa salentina, infatti, è montata la vibrata protesta dei fedeli dopo la decisione del parroco, don Salvatore Farì, di trasferire la statua della Vergine, dalla cappella in cui è conservata, alla Chiesa Matrice la mattina alle ore 8 del giorno di Pasquetta, anziché, come da tradizione, il mercoledì precedente alla festa.
La tradizione insomma sarebbe stata “tradita” e in vista dell’appuntamento della festa della Vergine, molto sentito dai castrignanesi, questo ha fatto saltare i nervi a molti.
La decisione è stata interpretata dai più come una vera e propria sfida alla tradizione locale.
A queste premesse si è aggiunta l’ultima decisione del prete di far percorrere alla statua in processione le vie del paese, a bordo di un pick up: un semi cabinato, in sostanza. Si è scatenato il finimondo. È stato il sindaco del paese, Antonio Zacheo, a mediare le varie posizioni che con l’approssimarsi dell’avvio della processione erano ormai ai ferri corti. Tanto che, temendo che la situazione potesse degenerare, il primo cittadino aveva allertato i carabinieri della stazione di Martano che si sono presentati alla processione per placare gli animi.
In serata, poi, il parroco ha deciso di stravolgere ancora la tradizione, portando direttamente la statua della Madonna nella cappella dove normalmente è conservata, anziché, come è avvenuto in ogni analoga circostanza precedente, esporla nella parrocchiale per la tradizionale visita dei devoti.
Otra sulla qustione potrebbe tenersi un’assemblea pubblica e qualcuno comincia a pensare di raccogliere le firme per chiedere alla curia il trasferimento del sacerdote ad altra parrocchia.

quotidianodipuglia.it

Molestie sessuali, questo sarebbe il reato contestato a Gerardo Antonazzo, vescovo della diocesi Sora Cassino Pontecorvo

L’indagine svolta dalla procura della Repubblica di Cassino nata da una denuncia inizialmente anonima, sarebbe stata chiusa alcuni giorni fa con la notifica dell’avviso di garanzia. Nel corso delle indagini, svolte con estrema discrezione, sarebbero emersi altre presunte vittime, tutti giovani seminaristi. Della vicenda sarebbe stata informata anche la Santa Sede attraverso la congregazione dei Vescovi. Al vescovato a Sora il telefono squilla ma nessuno risponde. Una vicenda giudiziaria con relativo scandalo che piove sulla comunità religiosa cassinate appena qualche mese dopo quella che ha visto protagonista l’ex abate di Montecassino.(omniroma.it)

‘Molesta seminaristi’, bufera sul vescovo Antonazzo

(ANSA) – ROMA, 2 APR – La procura di Cassino ha aperto un’inchiesta dopo la denuncia di molestie sessuali che sarebbero state subite da 8 seminaristi da parte del vescovo della città, monsignor Gerardo Antonazzo, che sarebbe indagato. “Sento il dovere di dichiarare la totale infondatezza delle accuse che mi vengono attribuite”, dice il prelato in una nota, definendosi “sorpreso e sconcertato”. Dal Vaticano forti dubbi sulla veridicità delle accuse: chi nella Santa Sede è a conoscenza del dossier della procura di Cassino, trasmesso per conoscenza, sottolinea che contro il vescovo sono state mosse contestazioni costruite ad arte da persone respinte dal seminario perché considerate non adatte. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. In una nota il procuratore di Cassino, Luciano D’Emmanuele, si è limitato a rendere noto che “non è stato emesso alcun avviso di chiusura indagini”. L’inchiesta è partita dalla lettera in procura di un seminarista che raccontava delle presunte molestie a lui e ad altri sette giovani, tutti maggiorenni.