Chiesa cattolica, aumentano i sacerdoti regolarmente sposati

Via libera di papa Francesco all’ordinazione di uomini con moglie e figli nelle comunità ortodosse sparse nel mondo; centinaia di sacerdoti sposati anglicani, inoltre, sarebbero pronti a convertirsi e a riconoscere l’autorità del pontefice senza abbandonare le proprie famiglie.

 

Nei prossimi mesi aumenterà il numero di uomini contemporaneamente sposati ed ordinati ministri di culto dalla Chiesa cattolica. Sarà l’effetto diretto di due decisioni arrivate a pochi giorni l’una dall’altra, una presa da papa Francesco ed una del Sinodo dei vescovi anglicani. La prima prevede che sarà possibile, in futuro, ordinare sacerdoti uomini sposati che appartengano a chiese di rito ortodosso che riconoscono l’autorità del pontefice e che siano attive al di fuori dell’Europa Orientale; la seconda prevede che dall’anno prossimo la Chiesa anglicana ordinerà in tutto il mondo donne vescovo e questo creerà, probabilmente, un nuovo scisma con il passaggio di preti e fedeli nella Chiesa cattolica. In ogni caso, sarà possibile ordinare uomini sposati ma non far sposare sacerdoti già ordinati.

 

Riguardo gli ortodossi, la disposizione riguarda le chiese orientali in comunione con i cattolici. Si tratta di chiese che riconoscono l’autorità del Papa e, al contempo, ammettono sacerdoti sposati. Il Vaticano ammette questa prassi, ma solo per le comunità cattolico-ortodosse dell’Europa Orientale. Negli scorsi decenni, però, migliaia di fedeli di queste comunità sono emigrati negli Usa, in Canada o in Australia ed il Vaticano ha sempre negato alle nuove comunità la possibilità di ordinare preti sposati. Come conseguenza, in numerosi casi queste comunità smettevano di riconoscere l’autorità del Papa ed entravano in comunione con la Chiesa ortodossa della propria nazionalità. Si calcola che, proprio per questo motivo, nell’ultimo secolo centinaia di migliaia di fedeli abbiano abbandonato il cattolicesimo. Le nuove disposizioni prevedono, comunque, che debba essere la Santa Sede a dare, volta per volta, il via libera a nuove ordinazioni di uomini sposati. In realtà, è già successo numerose volte negli ultimi decenni che vescovi cattolici di rito ortodosso abbiano ordinato uomini sposati senza chiedere alcun permesso al Vaticano e se la notizia arrivava alla Sante Sede, subito scattavano i decreti di sospensione. La decisione potrebbe, in futuro, creare problemi in quelle comunità in cui convivono sia cattolici di rito ortodosso che di rito latino, cioè quello celebrato nell’Europa occidentale, ai cui uomini resta interdetta la possibilità di diventare sacerdoti se sono sposati.

 

Diversa, ma non troppo, la situazione dei cattolici di rito anglicano. Dal 2009, per decisione di Benedetto XVI, sono già ammessi a pieno titolo nella Chiesa cattolica quanti volessero mantenere le proprie liturgie. Nel giro di pochi anni sono, quindi, nati ben tre ordinariati anglo-cattolici che oggi accolgono circa tremila sacerdoti, molti dei quali sposati e con figli, in una novantina di comunità sparse tra Regno Unito, Usa, Australia e Canada. Anche cinque ex vescovi anglicani sono, oggi, cattolici in comunione con il Papa, pur non potendo più fregiarsi del titolo: a chi assurge alla dignità episcopale il matrimonio resta in ogni caso vietato. Insieme ai sacerdoti, nella grande parte dei casi, si sono convertite al cattolicesimo intere comunità di fedeli, soprattutto dopo la decisione del sinodo dei vescovi di ordinare sacerdoti anche delle donne. Dall’anno prossimo, però, le donne potranno anche diventare vescovi e questo ha già scatenato la protesta di migliaia di anglicani, che nei prossimi mesi potrebbero convertirsi al cattolicesimo.

 

La Chiesa cattolica fa risalire la tradizione del celibato sacerdotale direttamente a Gesù Cristo, che non si sposò mai. San Paolo, nelle sue lettere, invitava gli uomini che avessero deciso di dedicare tutta la vita a Dio a non prendere moglie. Fin da subito, dunque, la Chiesa chiese ai suoi sacerdoti o di non sposarsi o di vivere il matrimonio nella castità. Il divieto assoluto di matrimonio arrivò, però, solo nel Cinquecento, con il Concilio di Trento, ed è stato confermati da tutti i Papi fino ad oggi.


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