Ebola, Oms: “Oltre 700 vittime in Africa in 6 mesi”. Il ministero: “Rischio remoto in Italia”

L’epidemia del virus Ebola in Africa continua a far paura. Secondo l’ultimo bilancio dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sono oltre 1.300 i contagi (1.323) e 729 le vittime accertate al 27 luglio, 57 delle quali concentrate nel periodo tra il 23 e il 27 luglio. Nello stesso periodo “sono stati complessivamente 122 i nuovi casi (confermati, probabili e sospetti) e 57 i decessi notificati in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone“.

E proprio la Sierra Leone, uno degli Stati più colpiti, ha dichiarato l’emergenza sanitaria pubblica, si legge sulla Bbc news online. E procederà a mettere in quarantena gli epicentri della malattia.

Il rischio Ebola in Italia è “remoto” , ribadisce il ministero della Salute in una nota, ricordando che l’Oms non raccomanda restrizioni di viaggi e movimenti di persone, mezzi di trasporto e merci. E che “l’Italia già da tempo ha rafforzato in via cautelativa le misure di sorveglianza nei punti di ingresso internazionali“. Si sottolinea inoltre che “il nostro Paese è attrezzato per valutare e individuare ogni eventuale rischio di importazione della malattia e contenerne la diffusione”.

“Per ciò che concerne gli aeromobili è stata richiamata la necessità della immediata segnalazione di casi sospetti a bordo per consentire il dirottamento dell’aereo su uno degli aeroporti sanitari italiani designati ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale 2005”, precisa il ministero. “Pur in presenza di un rischio remoto di importazione dell’infezione, va in proposito ricordato che l’Italia, a differenza di altri Paesi Europei, non ha collegamenti aerei diretti con i Paesi affetti e che altri Paesi europei stanno implementando misure di sorveglianza negli aeroporti”.

In ogni caso, ricorda il ministero, “il rischio di infezione per i turisti, i viaggiatori in genere e i residenti nelle zone colpite” dal virus Ebola “è considerato molto basso se si seguono alcune precauzioni elementari quali, ad esempio, evitare il contatto con malati o i loro fluidi corporei ed evitare il contatto con i corpi o fluidi corporei di pazienti deceduti“. E sempre in caso di viaggi in Africa Sub-sahariana, bisogna “evitare contatti stretti con animali selvatici vivi o morti, evitare di consumare carne di animali selvatici, lavare e sbucciare frutta e verdura prima del consumo, lavarsi frequentemente le mani”, ricorda sempre il ministero guidato da Beatrice Lorenzin.

Riguardo poi alle condizioni degli immigrati irregolari provenienti dalle coste africane via mare, “la durata di questi viaggi – scrive il ministero della Salute – fa sì che persone che si fossero eventualmente imbarcate mentre la malattia era in incubazione, manifesterebbero i sintomi durante la navigazione e sarebbero, a prescindere dalla provenienza, valutate per lo stato sanitario prima dello sbarco, come sta avvenendo attraverso l’operazione Mare Nostrum”.

adnkronos

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