Paraguay, vietate le ordinazioni al vescovo nella bufera per abusi nel clero

Lo comunica Lombardi. Su Urrutigoity, uno dei vicari del pastore Livieres, la stampa della Capitale ha pubblicato la presunta implicazione in casi di pedofilia negli Usa

redazione (vatican insider)

«Circa la situazione nella diocesi di Ciudad del Este (Paraguay) posso affermare che nel corso della visita canonica, il cardinale Santos Abril y Castello ha comunicato, in via cautelativa, al vescovo monsignor Livieres, di non procedere a ulteriori ordinazioni sacerdotali. Non sono stati comunicati altri provvedimenti. Santos Abril y Castello riferirà al Papa i risultati della sua visita». È quanto ha dichiarato il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, sulla diocesi paraguayana, e sul suo vescovo monsignor Rogelio Livieres, cui è stato vietato di ordinare nuovi sacerdoti come prima misura in seguito all’indagine disposta dal Vaticano, e da poco conclusasi, conseguente a una vicenda di denunce su abusi sessuali nel clero.

Livieres, già al centro dell’attenzione pubblica per alcuni suoi atteggiamenti e dichiarazioni, ha destato scandalo quando all’inizio di giugno ha accusato l’arcivescovo di Asuncion, monsignor Eustaquio Pastor Cuquejo, di omosessualità e di essere stato sul punto di essere rimosso dalla carica per questo motivo. Le dichiarazioni di Livieres durante una manifestazione nella sua diocesi e alla stampa erano state fatte dopo che l’arcivescovo di Asuncion aveva detto che doveva riaprirsi un’indagine contro il sacerdote argentino Carlos Urrutigoity, uno dei vicari dello stesso Livieres, sul quale la stampa della capitale aveva pubblicato la sua presunta implicazione in casi di pedofilia negli Stati Uniti.

«Quanto a monsignor Carlos Urrutigoity – ha dichiarato ancora Lombardi – era stato sollevato dall’incarico di vicario generale il 14 luglio, alcuni giorni prima della visita canonica, dal vescovo Livieres, con la motivazione dell’espletamento di altri incarichi da parte sua».

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