Alessandra Ferraro presenta a Courmayeur il suo libro su Papa Francesco

Courmayeur – Domani, venerdì 1° agosto al Jardin de l’Ange a Courmayeur alle ore 21.15 si presenta il libro “Non guardate la vita dal balcone, Francesco, testimone di speranza”. La serata alla presenza dell’autrice è moderata dalla giornalista Sandra Bovo.

“Non guardate la vita dal balcone, Francesco, testimone di speranza” è il nuovo libro di Alessandra Ferraro, giornalista della Rai da sempre attenta al Vaticano e al mondo della chiesa.

Edito dalla Editrice Elledici, presentato in anteprima al salone internazionale di Torino lo scorso mese di maggio, il libro sarà al centro di una incontro domani, venerdì 1° agosto al Jardin de l’Ange a Courmayeur alle ore 21.15. Alla serata, moderata dalla giornalista Sandra Bovo, parteciperanno l’autrice e il parroco di Courmayeur, Don Mario Tringali.

“C’è una rivoluzione silenziosa, che come un’onda sta investendo tutta la società, non solo quella cattolica, ma anche i laici, sempre più affascinati dalla figura di un uomo, un prete che ha portato la parola di Dio nelle villa miserias argentine e che, divenuto Papa, continua la sua opera apostolica con la testimonianza della sua persona con semplicità, schiettezza, gentilezza e anche allegria”. Così Alessandra Ferraro sintetizza il contenuto della sua opera.

Il volume ripercorre la strada compiuta da Papa Francesco in questo primo anno, o poco più, di pontificato. Alessandra Ferraro ha rivissuto, nella pagina e nelle parole stesse con cui ha presentato il suo lavoro, le emozioni, gli interrogativi, la commozione che hanno connotato in particolare quel mese di marzo 2013, segnato dalla rinuncia di Benedetto XVI e dall’assoluta incertezza sul nome che sarebbe emerso dal Conclave.

Alessandra Ferraro ha voluto non solo raccontare curiosità, aneddoti, linguaggi che rivelano lo spirito di Papa Francesco, ma raccogliere preziose significative testimo-nianze di figure prestigiose: Bruno Vespa, Pascual Chavez, Enzo Romeo del Tg2, Antonio Staglianò vescovo di Noto e Dario Viganò direttore del Centro Televisivo Vaticano. Riflessioni che accompagnano il lettore a scoprire sfumature inedite di un Papa che tutti sentono molto vicino.
di Nathalie Grange

aostasera.it

Cina: ‘curano’ i gay con elettroshock e cavi elettrici, a processo

(AGI) – Pechino, 31 lug. – Processo storico in Cina dove, in un tribunale di Pechino, si e’ tenuta oggi la prima causa legale contro il “trattamento correttivo gay”. La sentenza, che arrivera’ entro un mese, rappresentera’ una pietra miliare nel campo giuridico cinese e nella lotta alle discriminazioni che ogni giorno combattono gli oltre 50 milioni di omosessuali cinesi. Dentro le stanze della corte di Haidian, Yang Teng, 30 anni, ha parlato della terapia cui la clinica Xinyu Piaoxiang di Chongqing, da lui denunciata, lo ha sottoposto: un trattamento a base di elettroshock e ipnosi per ‘curarlo’ dall’attrazione verso le persone del proprio sesso che gli ha lasciato disturbi mentali e psichici. Il ragazzo si era sottoposto volontariamente lo scorso febbraio al trattamento, spinto dalle pressioni dei genitori impazienti di vederlo sposato e con un figlio. “La mia citta’ e’ un piccolo centro e le persone tengono molto in considerazione il parere dei propri familiari” si e’ difeso Yang che ora assicura di aver accettato la sua omosessualita’. E di voler giustizia. Oltre alla clinica, il ragazzo ha infatti denunciato anche il motore di ricerca Baidu per lo spazio pubblicitario concesso a questo tipo di trattamenti. Fuori dal tribunale un gruppo di attivisti si e’ radunato per manifestare contro chi vede nell’omosessualita’ una malattia nonostante in Cina sia stata cancellata dall’elenco dei disordini mentali nel 1997 e depenalizzata nel 2001. “Tribunale di Haidian, opponiti alla terapia di conversione”, “L’omosessualita’ non necessita di cure” si leggeva su alcuni striscioni sventolati dai manifestanti. Yang Teng non e’ il solo ad aver fatto ricorso alla terapia. A gennaio scorso, Zhang, 25 anni, aveva raccontato all’agenzia AFP che tre anni fa “per non deludere la famiglia o causare problemi” si sottopose a una delle terapie per la correzione della sessualita’ dei dottori dello Haiming Psychological Consulting Centre di Pechino. La seduta durava all’incirca 30 minuti durante i quali Zhang, con dei cavi collegati ai genitali, guardava film porno a tema omosessuale: “ogni volta che avevo una reazione ricevevo una scossa elettrica”. “Non era scioccante, ma dolorosa” raccontava il ragazzo all’agenzia France Presse. Poi la situazione precipito’: “Avevo sempre mal di testa, mi sono licenziato, facevo debiti per pagare le cure. Ero depresso. Volevo morire”.
La “terapia di conversione” come viene definita e’ conosciuta da oltre un secolo in tutto il mondo – viene ancora praticata anche in Gran Bretagna, Usa e Singapore – ma e’ abbandonata da tempo negli ambienti di medicina. La Pan American Health Organization, ufficio americano dell’OMS, nel 2012 ha precisato che le terapie correttive “mancano di prove scientifiche e mediche e sono eticamente inaccettabili”.

31 Luglio 2014 ore 21,24

 

 

Processione Palermo: Sorprendono le dichiarazioni rese da padre Pietro Leta, priore dei Carmelitani di Palermo

“Sorprendono le dichiarazioni rese da padre Pietro Leta, priore dei Carmelitani di Palermo, che intervenendo sul caso della processione di Ballaro’, tira in ballo i cronisti palermitani nei quali, a suo dire, ‘fa breccia il diavolo che si allunga anche dentro i giornalisti che sono disposti a fare scoop a qualsiasi costo'”. Lo afferma Roberto Ginex, segretario provinciale Assostampa Palermo.

“Riteniamo queste parole semplicemente sconcertanti -prosegue Ginex- soprattutto quando ad affermarle e’ un sacerdote che non si puo’ permettere di accostare i giornalisti che operano con correttezza, scrupolo e spirito di sacrificio ai mafiosi, e men che mai al diavolo. Certo -aggiunge Ginex- comprendiamo il grande imbarazzo della comunita’ religiosa palermitana, chiamata in causa per presunti rapporti equivoci con gli ambienti mafiosi e auspichiamo un dialogo sereno e costruttivo tra le forze sociali ed ecclesiali della citta’ affinche’ possa essere raggiunto l’obiettivo che dovrebbe accomunare tutti, cioe’ la liberazione di Palermo dalla mafia e dalla mentalita’ mafiosa”.

I giornalisti palermitani, infine, nel rivendicare l’impegno professionale quotidiano nella lotta alla mafia, ricordano che proprio solo dopo la denuncia fatta dai mezzi di informazione sulla confraternita della Zisa, diretta da un boss arrestato, la Curia di Palermo ha deciso di scioglierla a tempo indeterminato.

agi

Compra metà pagina e le chiede “Sposami”

Ha comprato metà pagina del quotidiano locale, incorniciato da 212 cuoricini, per annunciare la propria resa incondizionata e dichiarare alla sua donna un amore senza limiti: è l’insolita proposta di matrimonio apparsa oggi fra le pagine della cronaca cittadina del giornale sassarese. L’anonimo innamorato ha chiesto alla sua compagna di sancire, finalmente e pubblicamente, quell’unione che ormai è la sua sola ragione di vita, lasciando all’amata anche la scelta del tipo di cerimonia.
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31 Luglio 2014 ore 21,15

Muore Lorenzo, bimbo simbolo dramma Ilva. Il bambino di Taranto e’ morto di tumore. Papa’ lo annuncia su Fb

E’ morto Lorenzo Zaratta, di cinque anni, il bimbo di Taranto a cui fu diagnosticato a soli tre mesi dalla nascita un tumore al cervello.

Suo padre, Mauro, il 17 agosto del 2012 partecipò a una manifestazione contro l’inquinamento nel capoluogo ionico mostrando la foto del figlio intubato.

L’uomo salì sul palco e raccontò il dramma che stava vivendo. Disse: ”Certo, nessuno è in grado di dimostrare il nesso di causalità tra il tumore di Lorenzo e i fumi dell’Ilva, ma la mia famiglia lavorava lì e i miei nonni, mia mamma sono morti di tumore. Mio suocero anche era all’ Ilva e mia moglie, durante la gravidanza, lavorava nel quartiere Tamburi.

E tutti sappiamo che da quei camini non esce acqua di colonia, ma gas in grado di modificare il dna e provocare errori genetici come quello di mio figlio”. Ieri sera, su Facebook, Mauro Zaratta ha annunciato la morte del figlio con queste parole ”Cari amici volevo avvisarvi che Lorenzino ci ha fatto uno scherzetto… ha voluto diventare un angioletto…”.

Il popolo della Rete ha manifestato vicinanza e solidarietà alla famiglia Zaratta schierandosi anche contro il Siderurgico e la grande industria ritenuta responsabile dell’emergenza sanitaria e ambientale a Taranto. I funerali di Lorenzo si svolgeranno questo pomeriggio, alle 16.30, nella chiesa Regina Pacis, a Lama di Taranto.

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Voto segreto, Governo ko Renzi: Non è remake dei 101

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi oggi a Largo del Nazareno alla direzione Pd. L’emendamento alle riforme passato col voto segreto “non è il remake dei 101 ma nel merito lascia l’amaro in bocca: ci possono essere dissensi, ma viene scritta pagina non positiva” quando ci si nasconde dietro il voto segreto, ha detto. La riforma del Senato è “straordinariamente importante e storica”, ha spiegato il premier.

Poi ancora: il lavoro “al Senato richiede una gratitudine e un plauso vero ai senatori. Ringrazio uno per tutti, Sergio Zavoli”, la sua presenza è “dimostrazione di serietà e di impegno”.

“Stiamo mettendo fine a anni di bicameralismo perfetto che persino nella costituente fu visto come un limite”., ha spiegato il premier alla direzione Pd.

“Non vogliamo il male delle regioni ma il massimo del bene”, ha detto ancora Renzi sottolineando che la riforma costituzionale non va contro le Regioni.

“Noi abbiamo e avremo uno stile sulle riforme, che non è evitare il canguro, ma la lumaca: le riforme non devono diventare l’ennesima discussione su cui stare anni e anni, noi abbiamo voglia di cambiare” la Carta “assieme ai cittadini”.

La bocciatura dell’emendamento sulle riforme “non è vicenda tutta interna al Pd anzi oggi scommetterei che sono stati altri” a votare contro il governo nel voto segreto: così Matteo Renzi.

“Chiederò un mandato alla direzione – ha proseguito Renzi -, sulla necessità di apportare all’accordo sulla legge elettorale alcune modifiche”.

“Non ho mai visto degli autoritari proporre un referendum alla fine” del percorso delle riforme. Non si sono mai viste le polemiche come quelle di queste ore”. Così il premier Matteo Renzi alla direzione Pd.

“Il Patto nazareno è un atto parlamentare, può piacere o no, si può cambiare o no”, ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi alla direzione Pd soffermandosi sulle accuse da parte di chi sostiene che l’accordo con Silvio Berlusconi sia segreto.

“I dati economici sono altalenanti”, ha detto poi Renzi, la disoccupazione va meglio ma la “crescita è decisamente più bassa di quello che ci aspettavamo” e “non siamo in condizioni di avere un percorso virtuoso che avevamo immaginato”.

E ancora, raccontando di averne parlato stamane con Francesco Boccia: “Abbiamo da migliorare, per primo il governo, l’attività di coordinamento”, come dimostrano le “reazioni diversificate tra Mef e tesoreria e la potenziale tensione oggettiva” che si è creata su quota 96.

“Siamo più forti delle paure degli editorialisti, più grandi delle debolezze che talvolta la classe politica ha mostrato” e l’Italia “è in condizione di tornare a creare ricchezza”, ha detto il premier.

“Siamo impegnati come Pd a fare tutte” le riforme che saranno incluse nel programma dei mille giorni “e su questo non molliamo di mezzo centimetro”. “Nell’operazione mille giorni le mettiamo tutte in fila”, assicura.

“I correttivi” all’Italicum si possono fare ma “lavorando insieme ai contraenti del Patto”, ha detto il presidente del Consiglio alla direzione Pd.

Poi su Cottarelli: “Rispetto e stimo Cottarelli: farà quello che crede. Ma non è Cottarelli il punto fondamentale: la spending review la facciamo anche se va via, dicendo con chiarezza che i numeri sono quelli”.

“Sono convinto, certo e sicuro che l’Italia è nelle condizioni di guidare la ripresa dell’Europa. Ma” questo processo “o lo fa il Pd non lo fa nessuno”, ha detto Renzi alla direzione Pd.

“Saluto con grande attenzione ciò che ha detto Juncker” sugli investimenti annunciati: “Lo aspettiamo alla prova dei fatti. E’ un risultato del Pse aver portato Juncker a dire le cose che ha detto. Ora bisogna vedere se lo fa”, ha spiegato il premier.

“La situazione economica nella quale siamo non è quella che avremmo voluto vedere. Si immaginava ripresa a livello europeo che non sta arrivando o sta arrivando in modo meno forte”: lo ribadisce Renzi.

“A me settembre non fa paura, non perché sono uno scriteriato ma perché vedo i dati”, ha poi spiegato soffermandosi sulla crisi economica nella replica finale.

L’Italia va “non per chiedere tempo” ma per “fare una battaglia per cambiare verso” e a dire che “le cose vanno fatte sennò salta l’Eurozona”.

E sugli 80 euro: “Ricordo a tutti che gli 80 euro a 10 milioni di famiglie non sono un tentativo di bacchetta magica per rimettere in moto la competitività del Paese, sono prima di tutto un fatto di giustizia sociale, dopo anni in cui si sono aumentati gli stipendi megamilionari ai manager” abbandonando le famiglie.

“Io rivendico l’accordo con FI sulle riforme – ha detto Renzi -, dopo anni in cui le riforme sono state fatte a colpi di maggioranza e abbiamo fatto bene a vedere le carte anche del M5S” anche se con i Cinque Stelle “abbiamo un problema, bisogna vedere in quali giorni vederli se pari o dispari…”.

“Una maggioranza politica con uno che mi accusa di aver stuprato la Costituzione, di essere l’emblema della deriva autoritaria” al “limite del prefascismo, un’alleanza con questi non ce la farei. Se pensano di noi questo lo facciano per fatti loro”.

“Ogni settimana in più di ostruzionismo è un punto in più per noi. Ma noi abbiamo il compito non di guardare ai sondaggi ma di portare a casa il risultato”. Così il premier Matteo Renzi alla direzione Pd: gli ostruzionisti, afferma, “li stiamo difendendo a loro insaputa”.

“Se la politica è in grado di riformare se stessa allora potremo andare dai tecnici a dire che non si può cedere al ricatto della tecnocrazia e burocrazia”: così  il premier Matteo Renzi alla direzione Pd.

Grasso, io imparziale, scontenterò tutti
Rispetto formale e sostanziale di Costituzione e Regolamento
“Ho rispettato nella forma e nella sostanza le regole della Costituzione e il nostro Regolamento e senza che venissero piegati a interessi di parte”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, in apertura di seduta, dopo le polemiche sui voti segreti in Aula. “Continuerò così anche a costo di scontentare le parti”.

M5s-Lega-Sel chiedono annullamento voto emendamento – M5s, Lega e Sel hanno chiesto al presidente del Senato Pietro Grasso di annullare la votazione sull’emendamento del leghista Candiani, respinto stamani dall’Aula, sul quale non era stato concesso il voto segreto. Grasso ha replicato che “non ci sono i presupposti per annullare il voto”.

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha sospeso la seduta del Senato ed ha convocato la conferenza dei Capigruppo. La decisione è stata presa dopo che il capogruppo della lega Gian Marco Centinaio ha chiesto di annullare il voto su un emendamento sul quale Grasso non aveva concesso il voto segreto.

Stamani governo ko al Senato durante il voto, a scrutinio segreto, su un emendamento della Lega che conferisce anche al nuovo Senato la competenza legislativa su materie ‘eticamente sensibili‘ come diritti civili, famiglia e matrimonio. L’esecutivo di Matteo Renzi va sotto di sette voti (154 a favore dell’emendamento, 147 contrari e due astenuti) e non manca chi, tra gli stessi Dem, cita “la carica dei 101” del Pd che lo scorso anno contravvennero alle indicazioni ufficiali del partito e affossarono l’elezione di Romano Prodi alla presidenza della Repubblica. Nessun commento da parte del ministro Maria Elena Boschi che è rimasta in Aula dopo la votazione. Nella maggioranza è già caccia ai “franchi tiratori”: si cerca chi ha tradito nel segreto dell’urna. Una ricerca difficile. Nel Pd, intanto, gli occhi sono puntati su quei senatori che hanno pubblicamente espresso le proprie perplessità sulla riforma. Felice Casson in Aula ha annunciato il proprio sostegno all’emendamento, aggiungendo la propria firma al testo, ma è l’unico che ci ha messo la faccia. Ma la tensione è forte anche nei confronti del presidente del Senato Pietro Grasso.

Il capogruppo dem Luigi Zanda lo ha attaccato duramente per la decisione di aver concesso il voto segreto sull’emendamento proposto dal senatore della Lega Stefano Candiani e per la gestione dell’Aula: “le norme sul voto segreto non sono state previste per dare scorciatoie politiche e per la tutela del franco tiratore politico e non morale”, ha detto Zanda. Parole alle quali, però, la seconda carica dello Stato non ha voluto replicare. Nel centrodestra, in questo caso nuovamente unito nel sostenere le riforme, si registra uno scontro tra Ncd e Forza Italia. Il sottosegretario Simona Vicari, subito dopo il voto che ha mandato ko la maggioranza, si è alzata dal banco del governo ed ha indicato i senatori forzisti come colpevoli del ‘tradimento’. Accusa respinta con fermezza da Franco Carraro che ha chiesto un intervento di censura nei confronti dell’ex senatrice Ncd da parte del presidente Pietro Grasso. Festeggia, invece, l’opposizione. Su tutti la Lega Nord. Il protagonista della giornata è il senatore del Carroccio Stefano Candiani, l’autore dell’emendamento-sgambetto al governo. “Renzi deve capire che la Costituzione non è un decreto legge.

 

Oggi abbiamo vinto una piccola ma fondamentale battaglia”, ha detto subito dopo il voto. Ed è suo anche un secondo emendamento, che puntava a ridurre a 500 il numero dei deputati, sul quale si è registrato un nuovo scontro tra opposizione e maggioranza che chiedeva di non consentire lo scrutinio segreto. Decisione, stavolta, accolta dal presidente Grasso. Il governo si riscatta parzialmente ottenendo la maggioranza proprio sull’emendamento Candiani-bis. Soddisfatta Sel che invita Renzi “a riaprire il dialogo”; mentre il M5S sostiene che il via libera all’emendamento implichi necessariamente l’eleggibilità dei futuri senatori.

Scalfarotto: riforma non intaccata ma creato danno
“La norma votata dal Senato non intacca la riforma, ma crea danno alle battaglie per i diritti civili, costrette al pantano bicameralista”. Lo scrive su Twitter il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto, commentando l’approvazione dell’emendamento Candiani che estende le competenze del Senato sui temi etici.

Picierno (Pd): ‘A volte ritornano, “ricarica” dei 101’
“A volte ritornano. La ricarica dei 101”. Lo scrive su Twitter l’eurodeputata del Pd Pina Picierno, paragonando i senatori della maggioranza che hanno votato con l’opposizione nel voto segreto al Senato, ai 101 del Pd che lo scorso anno hanno affossato l’elezione di Romano Prodi al Quirinale.

Faraone, è legislatura dei 101 ma noi più determinati – “Si conferma la legislatura dei 101. Ma noi siamo più determinati. Serenamente andiamo avanti”. Lo scrive su Twitter Davide Faraone, deputato e membro della segreteria del Pd, dopo che il governo è stato battuto al Senato con il voto segreto.

Mineo, paragone con i 101 di Prodi non ha senso – Paragonare ai ‘franchi tiratori’ sulle riforme ai 101 dell’elezione del presidente della Repubblica “vuol dire che hanno votato nel segreto contro Renzi gli stessi che bocciarono Prodi per scaricare Bersani? Non ha senso”. Lo scrive su Twitter il senatore dissidente del Pd Corradino Mineo.

Boldrini, ci sia apertura per migliorarle – “Si tratta di una riforma tormentata come è normale e giusto che sia, ci sono passaggi delicati. Auspico che ci sia un’apertura per poter recepire il meglio per avere un prodotto migliore rispetto a quello attuale”.Così Laura Boldrini a chi gli chiede un commento alla notizia del governo battuto in Senato su un emendamento della riforma.

Candiani, vinta battaglia, Renzi deve capire – “Renzi deve capire che la Costituzione non è un decreto legge. Ci sono cose che cambieranno in modo radicale i diritti dei cittadini e su questi ci stiamo battendo. Oggi abbiamo vinto una piccola ma fondamentale battaglia”. Lo afferma il senatore della Lega Stefano Candiani, autore dell’emendamento al ddl riforme che ha visto la sconfitta del governo nel voto segreto al Senato. “Questo voto dice che su temi come l’etica, la famiglia e i diritti fondamentali dei cittadini non ci può essere compressione della volontà – aggiunge – Grasso si sta comportando onestamente, nonostante le pressioni fortissime che sta subendo”. “Boschi? Diceva no a tutto, per partito preso”.

ansa

Giovani a ‘caccia’ di ‘terrevive’, ecco le regioni con più terreni agricoli

E’ la Toscana la regione che, al momento, offrirà più terreni pubblici agricoli, che da settembre saranno messi in vendita e locazione. E che per molti giovani rappresentano un’opportunità. Dei 5.500 ettari che saranno assegnati con prelazione agli ‘under 40’, grazie al decreto ‘terrevive’, firmato dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, infatti, 17.698 mq sono concentrati in Toscana.

Tra le regioni con gli appezzamenti più vasti, ci sono poi l’Emilia Romagna (5.898), la Campania (5.554), la Puglia (5.096) e la Lombardia (4.462). Seguono Basilicata (2.983), Veneto (2.769), Friuli Venezia Giulia (1.797), Piemonte (1.714), Sicilia (1.679), Lazio (1.349), Umbria (1.102), Calabria (956), Abruzzo (591), Marche (568) e Liguria (389).

L’obiettivo è il ricambio generazionale e c’è grande soddisfazione, e anche grande attesa, fra i giovani agricoltori. “E’ un provvedimento che aspettavamo da due anni e ora chiediamo una rapida attuazione. Sicuramente, è un grandissimo passo avanti: 5.500 ettari non sono molti in realtà, ma si possono incrementare”, afferma a Labitalia la presidente dell’Agia-Cia, l’associazione dei giovani aderente alla Cia, Maria Pirrone. “Fin dal 2010 – ricorda – abbiamo ufficializzato la nostra proposta di una ‘banca della terra’, quale strumento che intende stimolare e dare un’opportunità a chi non ha il terreno. Uno dei problemi principali, infatti, è proprio quello dell’accesso alla terra, che non tutti hanno. Subito dopo, però, c’è il problema dell’accesso al credito per chi voglia avviare un’attività agricola e non ha garanzie da offrire”.

Rendere disponibili le terre demaniali è una vecchia battaglia anche per i giovani di Confagricoltura rappresentati dall’Anga, che non nascondono la loro soddisfazione: “Il decreto ‘terrevive’ ha imboccato la strada giusta, che per essere efficace andrebbe proseguita con la ‘liberazione’ di risorse delle altre amministrazioni pubbliche, gli enti locali in particolare”.

“Noi giovani di Confagricoltura avevamo sollecitato più volte – precisa il presidente dell’Associazione, Raffaele Maiorano – l’attuazione di una norma rimasta inspiegabilmente congelata. Occorre andare avanti perché con ‘terrevive’, a fronte di oltre 300.000 ettari di terreni agricoli demaniali, se ne svincolano poche migliaia: l’equivalente dello 0,04% della Sau italiana e lo 0,26% di quella delle aziende condotte da ‘under 40’, secondo i dati del censimento 2010”.

A parere dell’Anga, quindi, si è decisamente sulla via giusta per favorire il ricambio generazionale e la modernizzazione dell’agricoltura italiana. “Sarà necessario – conclude il presidente dei Giovani di Confagricoltura – garantire nel bando facilità, parità di accesso a tutti i giovani agricoltori o aspiranti tali e trasparenza nelle procedure. Ci auguriamo che si avvii finalmente una costruttiva concertazione, anche con l’obiettivo di abbattere l’altra grande barriera all’ingresso dei giovani nel settore, l’accesso al credito”.

I terreni coinvolti appartengono al Demanio (per 2.480 ettari), al Corpo forestale dello Stato (2.148), al Cra – Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (882) e l’elenco dettagliato sarà pubblicato a breve in Gazzetta ufficiale.

Le terre, equivalenti a circa 7 mila campi da calcio, saranno concesse in affitto o cedute da settembre, con prelazione per i giovani e con procedure trasparenti, come ha precisato il Mipaaf. Per la vendita di terreni che hanno un valore superiore ai 100 mila euro si procederà tramite asta pubblica. Al di sotto dei 100.000 euro, si farà ricorso a procedure negoziate, con pubblicazione dell’elenco dei terreni sulla stampa e sul sito dell’Agenzia del Demanio e aggiudicazione alla migliore offerta rispetto alla base di partenza.

Alla locazione è destinata una quota minima del 20% del totale delle aree individuate più i lotti che rimarranno eventualmente invenduti, con una prelazione sempre per i giovani. Sia in caso di locazione che in caso di vendita è riconosciuta una prelazione per gli eventuali conduttori dei terreni.

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Fallimento dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata, deserta l’asta per la vendita del gruppo

Non ci sono conferme ufficiali ma, a quanto apprende l’Adnkronos Salute, il bando di gara per la vendita dei complessi aziendali del Gruppo Idi è andato deserto. Erano state avanzate manifestazioni d’interesse che però, a quanto pare, non sono approdate a nessuna proposta di acquisto.

La Congregazione – A questo punto, l’unica alternativa per evitare il fallimento dell’Idi resta l’intenzione espressa dalla Congregazione, nella sua nuova gestione, di formulare una proposta concordataria di acquisto.

Posti di lavoro – Intenzione che ambienti della congregazione confermano, specificando l’obiettivo prioritario di salvaguardare i posti di lavoro e il patrimonio di eccellenze professionali e scientifiche.

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Ebola, Oms: “Oltre 700 vittime in Africa in 6 mesi”. Il ministero: “Rischio remoto in Italia”

L’epidemia del virus Ebola in Africa continua a far paura. Secondo l’ultimo bilancio dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sono oltre 1.300 i contagi (1.323) e 729 le vittime accertate al 27 luglio, 57 delle quali concentrate nel periodo tra il 23 e il 27 luglio. Nello stesso periodo “sono stati complessivamente 122 i nuovi casi (confermati, probabili e sospetti) e 57 i decessi notificati in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone“.

E proprio la Sierra Leone, uno degli Stati più colpiti, ha dichiarato l’emergenza sanitaria pubblica, si legge sulla Bbc news online. E procederà a mettere in quarantena gli epicentri della malattia.

Il rischio Ebola in Italia è “remoto” , ribadisce il ministero della Salute in una nota, ricordando che l’Oms non raccomanda restrizioni di viaggi e movimenti di persone, mezzi di trasporto e merci. E che “l’Italia già da tempo ha rafforzato in via cautelativa le misure di sorveglianza nei punti di ingresso internazionali“. Si sottolinea inoltre che “il nostro Paese è attrezzato per valutare e individuare ogni eventuale rischio di importazione della malattia e contenerne la diffusione”.

“Per ciò che concerne gli aeromobili è stata richiamata la necessità della immediata segnalazione di casi sospetti a bordo per consentire il dirottamento dell’aereo su uno degli aeroporti sanitari italiani designati ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale 2005”, precisa il ministero. “Pur in presenza di un rischio remoto di importazione dell’infezione, va in proposito ricordato che l’Italia, a differenza di altri Paesi Europei, non ha collegamenti aerei diretti con i Paesi affetti e che altri Paesi europei stanno implementando misure di sorveglianza negli aeroporti”.

In ogni caso, ricorda il ministero, “il rischio di infezione per i turisti, i viaggiatori in genere e i residenti nelle zone colpite” dal virus Ebola “è considerato molto basso se si seguono alcune precauzioni elementari quali, ad esempio, evitare il contatto con malati o i loro fluidi corporei ed evitare il contatto con i corpi o fluidi corporei di pazienti deceduti“. E sempre in caso di viaggi in Africa Sub-sahariana, bisogna “evitare contatti stretti con animali selvatici vivi o morti, evitare di consumare carne di animali selvatici, lavare e sbucciare frutta e verdura prima del consumo, lavarsi frequentemente le mani”, ricorda sempre il ministero guidato da Beatrice Lorenzin.

Riguardo poi alle condizioni degli immigrati irregolari provenienti dalle coste africane via mare, “la durata di questi viaggi – scrive il ministero della Salute – fa sì che persone che si fossero eventualmente imbarcate mentre la malattia era in incubazione, manifesterebbero i sintomi durante la navigazione e sarebbero, a prescindere dalla provenienza, valutate per lo stato sanitario prima dello sbarco, come sta avvenendo attraverso l’operazione Mare Nostrum”.

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