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Lamberto Sposini è riapparso in pubblico, un anno dopo il malore che lo colpì poco prima di una diretta tv

 

Lamberto Sposini è tornato a farsi vedere in pubblico. Qui è con Miriam Leone (milestone)

Lamberto Sposini è finalmente riapparso in pubblico. Non lo si vedeva da quel maledetto 29 aprile dell’anno scorso, quando fu colpito da un’emorragia cerebrale. Poi, il coma farmacologico, la degenza in ospedale e la lunga riabilitazione. Ma ora sta meglio. E ha potuto anche partecipare a una serata benefica.

GLI APPLAUSI DEL PUBBLICO – Lamberto Sposini ha assistito a uno spettacolo benefico al Teatro Argentina di Roma. Il giornalista e conduttore è stato avvistato tra il pubblico. E appena è stato notato, i presenti in sala gli hanno tutti tributato un lungo e affettuoso applauso. Lamberto, infatti, non appariva in pubblico fin da quel maledetto pomeriggio del 29 aprile 2011, quando fu colpito da improvviso malore, pochi minuti prima dell’inizio di una puntata del suo programma, “La vita in diretta”.

IL RICOVERO E LA RIABILITAZIONE – Fu emorragia celebrale. Il ricovero d’urgenza, la paura. Qualcuno diceva che non si sarebbe ripreso più. E, invece, dopo 70 giorni di ricovero, Lamberto Sposini è stato dichiarato fuori pericolo e ha iniziato un percorso riabilitativo in una clinica svizzera. Ora, finalmente, Lamberto è tornato. Sempre protetto dai suoi cari. In attesa di poterlo rivedere di nuovo in Tv.

oggi.it

31 Maggio 2012 21:21

Lamberto Sposini riappare in pubblico

Una bella notizia, Lamberto Sposini è finalmente riapparso nel corso di un evendo pubblico.

Una cosa che gli è stata preclusa dal terribile malore che lo colpì il 29 aprile del 2011, un’emorragia celebrale molto grave che gli procurò un esteso ematoma nella zona celebrale. Fu necessario un lungo e complicato intervento chirurgico e poi quasi un mese di coma farmacologico, cui fece seguito un lungo ed intricato periodo di riabilitazione. Ora però sembra che stia definitivamente meglio, al punto tale che gli è stato possibile partecipare ad una serata benefica.

Il giornalista e conduttore ha assistito ad uno spettacolo messo in scena al Teatro Argentina di Roma. La sua presenza non è stata in alcun modo pubblicizzata ma più di qualcuno l’ha visto in mezzo al pubblico, tributandogli poco dopo un lungo quanto affettuoso applauso. Qualcosa di spontaneo, motivato probabilmente dal fatto che almeno recentemente non si sapeva più molto di come procedesse la sua riabilitazione. E sempre con l’incognita se sarebbe stato possibile tornare a vederlo in un evento pubblico dopo più di un anno di malattia.

Lamberto Sposini si sentì male poco prima di andare in onda, in compagnia di Mara Venier in quella che sarebbe stata una puntata speciale dedicata alle Royal Wedding britanniche. Ricoverato d’urgenza le ore successive al malore furono segnate da una forte paura. Così come i due mesi successivi all’intervento, quando secondo alcune voci (sempre smentite) non gli sarebbe stato mai più possibile riprendersi a pieno. Dopo 70 giorni di ricovero Sposini fu dichiarato del tutto fuori pericolo ed iniziò un lungo percorso riabilitativo in una clinica Svizzera. L’evento di Roma è stata una prima prova del fatto che il suo percorso è quasi concluso. Non sappiamo se sarà possibile tornare a vederlo in tv entro breve tempo. Ma sicuramente gli lo auguriamo.

Lamberto Sposini riappare in pubblico

donna10.it

31 Maggio 2012 21:17

Vaticano: perché la faida non c’entra col Conclave

C’è chi ipotizza che dietro al Vatileaks, la fuga di documenti riservati dalle stanze del pontefice che sta facendo tremare più di un «corvo» e più di un porporato, ci sarebbe addirittura la lotta per la successione a Benedetto XVI che vede da un lato i fedelissimi di Bertone (il «nuovo che avanza») e dall’altro i rappresentanti della Pontificia accademia ecclesiastica (la «vecchia guardia» rappresentata da Sodano e i suoi).
RISIKO PER IL POTERE. Eppure c’è chi non crede a questa lettura. La faida secondo alcuni sarebbe infatti più volta a conquistare posizioni di potere all’interno della gerarchia ecclesiastica, eliminando gli «avversari». Perché è improbabile che in questo risiko le fazioni riescano a raggiungere una massa critica tale da incidere all’interno del Conclave.
«MOSSE CHE FANNO SORRIDERE». «C’è tempo, c’è tempo», conferma a Lettera43.it un ecclesiastico che ben conosce le faccende d’Oltretevere. «Queste mosse in vista del prossimo Conclave fanno sorridere. E allungano la vita al pontefice».
«È un uomo di 85 anni, questo sì. Ma è in buona salute e non vi sono sintomi di un decadimento», fa notare la fonte. «Certo, cammina un po’ a fatica ma viaggia e lavora ma come tutte le persone della sua età».
I MALUMORI DOPO IL CONCISTORO. La faida interna però è evidente. Un’avvisaglia si era già avuta nel Concistoro di inizio anno che generò molti dubbi. Tanti, per qualcuno troppi, neo cardinali non solo erano italiani ma vicini al cardinale Tarcisio Bertone. Il malumore era serpeggiato anche all’estero.
L’IMPEGNO PER RIEQUILIBRARE LE FORZE. Qualcuno non a caso sostiene che papa Benedetto XVI stia studiando un nuovo Concistoro che possa riequilibrare la situazione che si è venuta a creare puntando alla chiamata di figure internazionali.
«Il vero problema è che i cardinali non si conoscono tra loro. E spesso la maggior parte di loro non ha ben presente quali siano le nuove figure emergenti in altri continenti, in particolare in America Latina», ricorda l’ecclesiastico.

La successione a Benedetto XVI: la seconda possibilità di Schonborn

I vescovi di fronte a Papa Benedetto XVI.I vescovi di fronte a Papa Benedetto XVI.

Ed è proprio dall’estero che potrebbe arrivare il nuovo pontefice. Ma tra le attuali eminenze chi potrebbe aspirare alla guida della chiesa?
Alcuni nomi stanno già circolando. Con il beneficio del dubbio, visto che come recita il detto, in Conclave chi entra papa esce cardinale.
L’ARCIVESCOVO BATTUTO DA RATZINGER. Il primo è Cristoph Schonborn. Arcivescovo di Vienna e primate della Chiesa d’Austria, già nel 2005 era stato indicato come favoritissimo. Poi però venne eletto Benedetto XVI. Secondo molti Schonborn fu scartato perché troppo giovane.
I PAPI DELL’INTERREGNO. Questa volta però il limite potrebbe trasformarsi in punto di forza. Solitamente dopo un papa eletto giovane – come per esempio Giovanni Paolo II – i cardinali optano un pontefice anziano, da «interregno», come Joseph Ratzinger.
Al di là del criterio legato all’età, altri nomi da tenere d’occhio sono André Armand Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, Angelo Scola e Timothy Michael Dolan, arcivescovo di New York di soli 62 anni.

Poche chance per chi è legato ai movimenti ecclesiali

Gianfranco Ravasi.Gianfranco Ravasi.

Fuori gioco, invece, appaiono al momento tutti i cardinali particolarmente legati a un movimento ecclesiale – come Cl, Opus Dei o focolarini – per evitare l’elezione di una figura dall’appartenenza troppo definita. E questo potrebbe rappresentare un ostacolo per Angelo Scola per quanto continui a ribadire che da 20 anni non intrattiene più alcun legame con i ciellini.
STRADA BARRATA A TEOLOGI E BIBLISTI. Una cosa è certa. Il futuro papa dovrà imprimere una sterzata radicale alla chiesa e sapersi confrontare con i reali problemi dei fedeli. Per questo un’altra personalità stimata come Gianfranco Ravasi – finissimo teologo e biblista – sembra avere poche chance.
Siamo lontani dai veti, o meglio dallo ius exclusivae, che gli imperatori esercitavano per evitare l’elezione di pontefici poco in linea con le loro aspirazioni.
IL VETO DI FRANCESCO GIUSEPPE. L’ultima volta avvenne nel 1903 quando Francesco Giuseppe d’Austria attraverso il cardinale Puzyna, arcivescovo di Cracovia, bloccò l’elezione del cardinale Mariano Rampolla, allora segretario di Stato di Leone XIII. Salì così al soglio pontificio Giuseppe Sarto, patriarca di Venezia che prese il nome di Pio X.

Giovedì, 31 Maggio 2012

lettera43 – di Alcide Gonella