È molto pesante il bilancio delle vittime del nuovo terremoto che ha colpito ieri le province di Modena, Bologna e Ferrara, a distanza di 8 giorni dalla terribile scossa del 20 maggio scorso

Quindici persone hanno perso la vita nel crollo degli edifici nei quali si trovavano al momento del sisma. Diverse persone sono ancora disperse. Circa 8.000 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni, aggiungendosi ai 7.500 sfollati della settimana scorsa.

Ieri pomeriggio il premier Mario Monti ha annunciato che questa mattina il Consiglio dei Ministri delibererà i provvedimenti necessari, valutando l’impegno economico e finanziario per la ricostruzione.

La sequenza sismica
Alle 9.07 di ieri mattina c’è stata la prima scossa di magnitudo 5.8 con epicentro nel modenese, avvertita in tutto il Nord Italia; alle 10.40, 11.30 e alle 13.00 nuove violente scosse di magnitudo compresa tra 5.1 e 5.3 hanno colpito i territori tra Modena, Reggio Emilia e Mantova.

I crolli
I danni maggiori si sono avuti a Cavezzo dove è andata distrutta la maggior parte degli edifici del paese, a San Felice sul Panaro con il crollo della torre già danneggiata dal sisma del 20 maggio e a Mirandola dove sono crollati il duomo e la chiesa di San Francesco. Gravemente danneggiata la Rocca Estense di Finale Emilia.

Ed è polemica sulle numerose fabbriche ancora in funzione nonostante le lesioni alle strutture causate da sisma della scorsa settimana. Proprio nei crolli dei capannoni industriali sono morte 7 persone. Già dopo le scosse del 20 maggio la Procura di Modena ha aperto un’inchiesta per capire i motivi per i quali decine di capannoni di recente costruzione sono crollati.

“D’ora in poi non permetteremo più a nessuno di entrare nei capannoni che hanno lesioni” ha annunciato il comandante provinciale dei Carabinieri di Modena, Salvatore Iannizzotto.

Le vittime del sisma che ha colpito l’Emilia sono lavoratori e “questo mi fa pensare che non si è provveduto alla messa in sicurezza degli stabilimenti prima di far tornare le persone al lavoro” ha detto Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL.

“Non è vero che sono crollati capannoni di carta velina – ha replicato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi – quelli nel settore della ceramica erano signori capannoni, costruiti con tutti i crismi. Quindi mi sembra che i crolli siano da attribuire alla fatalità”.

edilportale.com

30 Maggio 2012 ore 06:28

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