Papa: no ad abolizione celibato, preti sposati ancora discriminati

Benedetto XVI ribadisce il no al sacerdozio femminile e all’abolizione del celibato già dato da Giovanni Paolo II. Lo fa durante la messa crismale, riferendosi alla “fronda” di circa quattrocento sacerdoti austriaci che chiedono riforme nella Chiesa, che oggi vive una “situazione spesso drammatica”, attraversata da spinte divergenti che si traducono in aperti ”appelli alla disobbedienza” e che “nulla hanno a che fare con il rinnovamento”.

IL NO ALLA “FRONDA AUSTRIACA”.  Il Papa non fa nomi, ma il riferimento è il gruppo di sacerdoti austriaci che ha steso un manifesto, chiedendo riforme. ”Di recente – spiega Benedetto XVI – un gruppo di sacerdoti in un Paese europeo ha pubblicato un appello alla disobbedienza – ha detto il Papa – chiedendo di ignorare decisioni definitive del Magistero”, come ”l’Ordinazione delle donne”. Un punto sul quale, continua il Pontefice, anche ”Giovanni Paolo II ha dichiarato in maniera irrevocabile che la Chiesa non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore”.

LA RICHIESTA DEGLI AUSTRIACI. Benedetto XVI si rifà alla richiesta di circa circa 400 sacerdoti – per lo più austriaci su un totale di duemila nel Paese – riuniti attorno alla ”Pfarrer Initiative”, l’Iniziativa dei Parroci. Un gruppo che, il 19 giugno 2011, ha firmato un appello per chiedere una serie di riforme: ordinazione delle donne, di uomini sposati, comunione per i divorziati, possibilità anche per i praticanti che non abbiano ricevuto i voti di pronunciare prediche e dirigere parrocchie.

RIFORME NELLA CHIESA. Il Papa ammette di ”voler credere” agli autori dell’appello, arrivato da una parte del clero austriaco, ”quando affermano di essere mossi dalla sollecitudine per la Chiesa; di essere convinti che si debba affrontare la lentezza delle Istituzioni con mezzi drastici per aprire vie nuove – per riportare la Chiesa all’altezza dell’oggi. Ma la disobbedienza è veramente una via?”. Benedetto XVI è convinto del contrario. E ”chi guarda alla storia dell’epoca post-conciliare può riconoscere la dinamica del vero rinnovamento, che ha spesso assunto forme inattese in movimenti pieni di vita”, che coniugano ”la radicalità dell’obbedienza, la dinamica della speranza e la forza dell’amore”.

“INCORAGGIAMENTO PER LA CHIESA AUSTRIACA“. Le parole di Benedetto XVI, ha commentato l’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schoenborn, sono ”un incoraggiamento per la Chiesa austriaca” e il Papa ha rivolto all’Iniziativa dei parroci delle domande
”molto serie”.

tg1.rai.it

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