I legali del sacerdote: «Anche don Mauro soffre perché accusato ingiustamente»

Polemiche dopo l’intervento della madre della presunta vittima dell’ex parroco di Laglio
La storia processuale di don Mauro Stefanoni non cessa di far discutere in modo acceso. Dopo l’intervento della madre del ragazzo rimasto coinvolto nella vicenda (parole rivolte ai genitori della giovane vittima di don Marco Mangiacasale), ieri è arrivata la veemente replica dei legali dell’ex parroco di Laglio che sottolineano in modo netto come i due casi non siano accomunabili, perché mentre nel secondo (don Marco) «stando a quanto si legge sui giornali, c’è stata una ampia confessione», don Mauro «ha sempre negato in modo perentorio ogni addebito», cosa peraltro ricordata nell’articolo.
«Ci tenevamo a dire – commentano gli avvocati Guido Bomparola e Massimo Martinelli – che abbiamo vissuto da legali la sofferenza sia della vittima e di chi gli sta vicino, sia quella di chi a nostro giudizio è stato accusato ingiustamente per questo genere di reato. E possiamo dire con estrema decisione di vedere in don Mauro proprio questo tipo di sofferenza, quella di chi è stato accusato ingiustamente». Anche se, al momento, due Collegi (di primo e di secondo grado) hanno invece pronunciato, nel merito, una sentenza di condanna a otto anni per violenze su un ragazzo minorenne.
«Abbiamo avuto due gradi del processo sfavorevoli – aggiungono i legali – ma riteniamo che i fatti diano ragione a don Mauro. Don Mauro non può non essere considerato persona disonesta e poco corretta solo perché non ha ammesso le colpe che tra l’altro anche la presunta vittima non è stata in grado, in aula, di ricostruire. Don Mauro ha il diritto e il dovere di difendersi da accuse ingiuste. Ogni avvicinamento della sua questione ai fatti che in questi giorni turbano la Diocesi non ha motivo di esistere. E chiedetevi anche perché i due vescovi hanno agito in modo diverso».
Eppure, il dramma che stanno vivendo le famiglie, oggi come allora, non appare tanto diverso. «Non siamo d’accordo – concludono gli avvocati di don Mauro – Da una parte lo si vive come un fatto certo, anche dopo le ammissioni di don Marco. Nel nostro caso, invece, quella che per noi è la realtà dei fatti in questo momento non coincide con la verità processuale. Contestiamo ai giudici che si sono pronunciati fino a oggi la mancanza di serenità del giudizio. Soprattutto in Appello la sentenza non è stata fatta tanto o solo contro don Mauro Stefanoni, ma contro la Chiesa».
La parte civile
E nella giornata non è mancato neppure un appunto dell’avvocato della madre della presunta vittima, Nuccia Quattrone. «Nell’articolo si faceva presente che don Mauro, fino al pronunciamento della Cassazione, rimane un presunto colpevole. So bene che è così, ci mancherebbe, ma voglio anche precisare che la Corte d’Appello ha aggiunto un tassello importante al primo grado accertando che la presunta patologia del prete era inesistente. Che poi don Mauro voglia continuare a dire che è innocente mi va bene. Aspettiamo la Cassazione e poi vedremo».

Mauro Peverelli – corrieredicomo.it

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