Sono 57 gli ex pastori anglicani accolti dalla Chiesa cattolica. Perché no ai preti sposati?

«Crescete e moltiplicatevi». C’è qualcuno, in Inghilterra, che ha preso maledettamente sul serio l’antica esortazione biblica. Si chiama Ian Hellyer e con sua moglie Margaretnove figli. Del resto Hellyer è uno che di Sacre Scritture se ne intende: Ian, infatti, è un prete di Santa Romana Chiesa. Proprio così: genitore e sacerdote, ma senza scomuniche vaticane in vista. La storia è apparsa qualche giorno fa sul quotidiano inglese The Guardian. Attenzione, però, nella vicenda di padre Ian non c’è nessun corto-circuito teologico. Già, perché il papà 45enne fino all’anno scorso era un pastore anglicano. Poi, dopo un itinerario spirituale e un percorso di studi, si è convertito al cattolicesimo. condivide la nobile impresa di tirar su la bellezza di
Padre Ian appartiene all’Ordinariato di Nostra Signora di Walsingham in Inghilterra e Galles. Due anni fa, infatti, la Santa Sede ha istituito appunto gli Ordinariati: in pratica  nuove organizzazioni,  strutture canoniche che consentono agli anglicani “transfughi” verso la chiesa di Roma di mantenere alcune tradizioni liturgiche. Ma, soprattutto, l’Ordinariato prevede per gli ex pastori sposati uno speciale “permesso” che li autorizza a mantenere il vincolo coniugale. Ad oggi, secondo i dati raccolti da Vatican Insider dall’Ordinariato e dalla conferenza episcopale inglese, sono 57 gli ex pastori anglicani accolti dalla Chiesa cattolica. Quarantadue, fra di loro, sono sposati. Hellyer è uno di questi.
Padre Hellyer aveva ricevuto l’ordinazione come pastore nel 1995, ma ha sempre avuto la sensazione di trovarsi nella chiesa “sbagliata”. «Mi sentivo come un pesce fuor d’acqua», ha dichiarato. Una moglie cattolica, conosciuta ai tempi dell’università, l’ha sostenuto nel suo passaggio. Nella grande casa del vicariato vittoriano, nel Devon, dove la famiglia viveva sino all’anno scorso, i figli crescevano ricevendo una doppia educazione: «Alla domenica – ricorda Margaret – doppia celebrazione per tutti: prima quella tenuta da padre Ian e poi il rito romano». La svolta arriva con il viaggio di papa Benedetto XVI in Inghilterra. «Ho ascoltato la sua omelia a Birmingham – ricorda Hellyer – è lì ho avuto la conferma di appartenere alla comunità cattolica».
Lui, adesso, rifiuta il ruolo di porta-bandiera del celibato di preti. «Ritengo che non sia una questione fondamentale per la fede, come lo sono invece la resurrezione dei corpi o la verginità di Maria, temi sui quali gli anglicani sono stati sempre poco chiari». 
Il passaggio, in ogni caso, non è stato facile. I sacerdoti cattolici, si sa, non hanno grandi stipendi. Soprattutto considerata la numerosità della famigliola. Molti amici, preoccupati, li avevano sconsigliati dal compiere un passo del genere. E poi i bambini, la scuola, i compagni di tanti anni. Senza contare che Margaret era incinta «Ma noi – racconta la coppia – abbiamo sempre pensato fosse la cosa giusta da fare e ci siamo affidati alla Providenza». La scorsa primavera nasce Rose. «Ho avvisato il seminario di Londra dove  studiavo che quel giorno sarei stato assente: mia moglie stava per partorire la nostra figlia numero nove. Credo – ride Ian – che quell’istituto non abbia mai ricevuto una telefonata del genere da un  proprio studente…». 
Poche settimane dopo l’uomo viene ordinato prete cattolico e ottiene un lavoro: cappellano all’università di Plymouth. Il vescovo gli dà un’altra buona notizia: per loro, nel centro di Plymouth, c’è una casa con cinque camere da letto. Una casa proprio accanto alla chiesa. È meno grande rispetto a quella precedente, ma ha un grosso vantaggio: c’è una porta che conduce direttamente dal soggiorno all’altare della chiesa adiacente. Spesso da quella porta transita tutta la pattuglia: dalla 18enne Clare fino all’ultima arrivata Rose (7 mesi) passando per Angela (15 anni), Marta (11), John (9), Luke (7) Simeon (4) e Gregory (2). Tutti a prender messa da padre Ian. Nessuno, d’altronde, è più padre di lui. 
 di Mauro Pianta – vaticaninsider

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