GLI EX RELIGIOSI «Una scelta difficile, che va rispettata». Don Giuseppe Serrone della Fondazione "Liberi e solidali": «Siamo pronti ad accoglierli»

 «Un religioso che rinuncia alla vita ecclesiastica per amore va rispettato e non va messo alla berlina. Don Andrea ha avuto molto coraggio a confessare pubblicamente i suoi sentimenti e il suo dramma vocazionale. Nel mese sabbatico che si è preso dovrà trovare la giusta serenità per pensare al suo futuro con o senza l’ abito talare». Giuseppe Serrone, presidente di «Liberi e Solidali», una costola della «Christian home international foundation» (Chif), apre le porte a don Andrea, il curato di Belgioioso che ha confessato di non poter più celebrare la Messa perché innamorato di una donna. La fondazione che Serrone presiede, attiva tra Torino e l’ alto Oltrepo pavese, è nata nelle scorse settimane a Santa Margherita Staffora per dare assistenza ai religiosi, preti e suore, che hanno scelto di abbandonare l’ abito o che sono stati allontanati dalla Chiesa. «Lo scopo principale dell’ iniziativa…  è quello di fornire un aiuto concreto a tutti coloro che nella Chiesa cattolica, per scelte legittime e personali, sono colpiti da provvedimenti della gerarchia ecclesiastica che li emarginano o espellono, rendendoli bisognosi di sostegno e di una sistemazione per un nuovo inserimento nella società civile». La L’Italia è la prima regione europea a ospitare un’ organizzazione di questo genere. Continua Giuseppe Serrone: «Il curato pavese non è il primo né sarà l’ ultimo religioso a dover scegliere tra i propri sentimenti e i voti. Questi due aspetti della vita sono conciliabili, anche se la chiesa cattolica si basa su una tradizione che li rende incompatibili». Il curato pavese questa mattina partirà per un ritiro spirituale. Ha programmato un periodo di preghiera e di riflessione. «Solo dopo il ritiro spirituale – conclude il presidente di “Liberi e Solidali” – don Andrea sarà in grado di decidere cosa fare in futuro. La prima vittoria l’ ha già ottenuta trovando la forza di parlare serenamente del suo amore davanti ai collaboratori dell’ oratorio e ai ragazzi che ha visto crescere. qualcuno pronto ad accoglierlo».
tratto da un articolo di Giuseppe Spatola

Pagina 47
(7 agosto 2004) – Corriere della Sera

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