Rai/ Caso Minzolini oggi in Cda, pressing opposizione per cambio

Roma, 22 set. (TMNews) – Calo di ascolti del Tg1, posizione processuale di Augusto Minzolini che nel giro di poche settimane potrebbe essere rinviato a giudizio con l'accusa di peculato (per il caso spese con la carta di credito aziendale). Caso che ritornerà in Cda oggi, sollevato dall'opposizione che chiede al Dg Lorenza Lei di portare a breve un provvedimento in Consiglio per un cambio alla guida del Tg1.

Invece sono a rischio rinvio le nomine all'ordine del giorno. Le proposte che il Dg Lorenza Lei porterebbe in Consiglio riguardano la direzione di Raitre (indicato Antonio Di Bella, che tornerebbe dopo aver lasciato per il reintegro di Paolo Ruffini), Tg2 (si confermerebbe Marcello Masi, ora direttore ad interim), Rai Parlamento (Gianni Scipione Rossi), Gr Parlamento (Giovanni Miele) e Rai Gold (Roberto Nepote). Ma la maggioranza potrebbe opporsi dopo che all'odg non sono state inserite – perché fuori dai termini delle 48 ore vista l'assenza di deroga – le nomine di due condirettori per Rai Parlamento, Giorgio Giovannetti e Simonetta Faverio.

In primo piano al Cda c'è comunque il calo di ascolti, da tempo nel mirino dell'opposizione: si parla di circa 10 punti di share persi questa estate rispetto al 2008 (dal 31 al 22 per cento a giugno, dal 29 al 22 a settembre, diceva ieri sera Paolo Gentiloni, Pd, durante l'audizione di Lei in Vigilanza). Un problema di fronte al quale, ha detto oggi Garimberti, non bisogna "nascondersi dietro un dito" e che la stessa Lei ieri ha ammesso parlando di "flessione". Un problema anche di sostanza, ha chiarito il presidente Rai Garimberti, che ha criticato Minzolini per aver definito il Presidente della Vigilanza "di parte", "dovrebbe imparare a tacere".

Più questioni, ha ammesso Lei, che verranno esaminate e sulle quali, attese "le prossime settimane", si faranno le valutazioni del caso. Forse anche in attesa di cosa deciderà il Gip di Roma dopo che ad agosto il Procuratore aggiunto Alberto Caperna ha deciso di non archiviare l'inchiesta sul caso spese con la carta di credito aziendale (86 mila euro spesi con la carta aziendale tra luglio 2009 e ottobre 2010): Minzolini potrebbe quindi andare a processo, con l'accusa di peculato.

L'opposizione insisterà perché Lei porti un provvedimento in Consiglio. Difficile però che il Dg si esponga senza avere prima il consenso di tutta la maggioranza e dunque l'unanimità del Consiglio, argomento su cui Rizzo Nervo ribatte: serve "la maggioranza dei voti dei presenti e non un 'coro' unanime, come hanno dimostrato del resto anche recenti delibere".

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