di Luca Fazio – MILANO
LOMBARDIA

Sono ridicoli? O solo strumentali? Lo diranno i poster. Di sicuro sono quelli brutti che indossano la felpa con scritto Lombardia a caratteri cubitali, si abbracciano per la foto ricordo dopo aver ottenuto una grande vittoria politica al consiglio regionale (la foto ve la risparmiamo). La storica seduta di ieri è servita per approvare la legge e sostenere le iniziative per i 150 anni dell’Unità d’Italia (1,3 milioni di euro per qualche nota di Mameli strombazzata qua e là), un risultato che fa tirare un sospiro di sollievo ai 9 milioni di cittadini lombardi che si aspettavano una festa sola (il 17 marzo) e invece se ne ritrovano due (una anche il 29 maggio). Il merito è dei consiglieri leghisti che hanno favorito il patriottico via libera ritirando una valanga di emendamenti, ma solo a patto che venisse istituita anche la festa della Lombardia, con relativa nuova bandiera della regione da sfregiare con una croce di San Giorgio, in ricordo della battaglia di Legnano (1176), evento storico che al pari dei giochi senza frontiere ha segnato il cuore dei leghisti.
L’ordine del giorno risolutivo che ha posto fine all’ostruzionismo del Carroccio (una festa a noi, una festa a voi, e amici come prima) è stato votato quasi all’unanimità – solo Sel non ha ceduto. Fra le novità che lasceranno un segno, va registrato anche un emendamento dell’Idv che impone di far suonare l’inno di Mameli prima di ogni seduta dell’assemblea nel corso del 2011. Tié! – e anche queste sono soddisfazioni… Adesso, siccome anche a Paperopoli le ricostruzioni storiche sono cose serie, la Regione Lombardia si doterà di un «comitato apposito» con nove membri incaricati di ragionare sulla festa autoctona e ritagliarsi la bandiera, 3 nominati dalla giunta e 6 dal consiglio (così la democrazia è salva). Il più degno rappresentate della «nostra» regione, il governatore Roberto Formigoni, senza dannarsi più di tanto mostra di aver poco da eccepire. «Mi sembra significativo che, nel momento in cui andiamo a celebrare l’unità d’Italia in un paese che vuole diventare federalista, ci sia una valorizzazione dei simboli nazionali e dei simboli regionali».
A questo punto, per togliere il sonno alla Marcegaglia e ai talebani del Pil, ci si interrogherà sulla provocatoria proposta dei leghisti che pretendono addirittura l’astensione dal lavoro anche per la festa del 29 maggio. Il buon Formigoni ha già liquidato la boutade con un mah vedremo, sapendo che il problema si porrà più avanti nel tempo, quando nemmeno nel ricordo resterà traccia dell’ennesima pagliacciata padana: il 29 maggio infatti cadrà di domenica, a tre giorni dal 2 giugno, l’unico ponte di questo celebratissimo 2011.
Forse rimarranno in cinque a sventolare la nuova bandierina della Regione Lombardia.


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