Dietro la scomunica c'è sempre un conflitto che vede in campo due visioni teologiche diametralmente opposte

Dietro la scomunica (o "sospensione" nel caso di Don Sante Sguotti), ha affermato don Giuseppe Serrone dell’Associazione Sacerdoti Lavoratori Sposati, c’è sempre un conflitto che vede in campo due visioni teologiche diametralmente opposte. Per gli uni l’espressione teologica passa necessariamente per il canale del magistero, ovvero della gerarchia ecclesiastica. Per gli altri costituisce una riflessione all’interno di un contesto in continuo rinnovamento: quello della storia umana, che si trasforma in vero e proprio soggetto teologico.

Don Serrone fondatore dell’associazione da anni impegnata in difesa dei diritti civili e religiosi dei sacerdoti sposati ha suggerito di guardare ad "un’altra concezione dell’autorità nella Chiesa. Per la Congregazione romana il magistero è il detentore esclusivo della verità. Per una nuova generazione di teologi, è piuttosto un catalizzatore.
Secondo questi ultimi è più importante porsi in ascolto delle diverse espressioni della fede in un mondo in cui l’Occidente ha perduto la sua egemonia culturale. Si tratta di favorire la comunicazione tra cristiani, di aiutarli a sostenersi a vicenda e a trovare insieme il senso dell’espressione e della pratica della fede ispirata dal Vangelo.

La sospensione a divinis dalla locuzione latina a divinis, tradotta letteralmente, significa "dai ministeri divini".
La sospensione a divinis è una sanzione disciplinare che può essere comminata dalla Chiesa cattolica ai sacerdoti. Al sacerdote sospeso è vietato amministrare i sacramenti, il che include tra l’altro la celebrazione della messa e la confessione; tuttavia può derogare al divieto in caso di urgenza e necessità, ad esempio per confessare una persona in punto di morte.

La sospensione a divinis può essere impartita come punizione ai sacerdoti colpevoli di gravi mancanze disciplinari; inoltre viene normalmente disposta per i sacerdoti che contraggono matrimonio (con o senza la dispensa dell’autorità ecclesiastica) in quanto si ritiene inopportuno che essi continuino ad esercitare il ministero sacerdotale. Ma  don Serrone afferma che è una contraddizione lealista della Chiesa considerare i sacerdoti sposati validamente ordinati "sacerdoti per sempre" e poi sospenderli dall’attività pastorale.
La credibilità della chiesa,  che aveva raggiunto un altissimo livello al tempo di Giovanni XXIII e del Concilio Vaticano II, conclude don Giuseppe Serrone,  è scesa al minimo, a causa della politica romana. In molti Paesi europei, molto presto, la metà delle parrocchie sarà priva di sacerdoti ordinati e di regolari servizi eucaristici. E non potranno servire a nasconderlo l’ importazione di preti dalla Polonia, dall’ Africa o dall’ India, o il fatale accorpamento delle parrocchie in “unità per la cura delle anime”. Curatori di anime per i giovani non ce sono più da tempo. Questi non vengono più socializzati nelle comunità. Mentre molte donne si sono allontanate dalla Chiesa, a causa delle posizioni del Papa sulla contraccezione e del divieto, a torto creduto di origine divina, all’ ordinazione delle donne».

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2 commenti su “Dietro la scomunica c'è sempre un conflitto che vede in campo due visioni teologiche diametralmente opposte

  1. anonimo il said:

    Ho l’impressione che ci sia un partito preso da parte di chi velatamente difende il celibato.

    Forse che la scelta personale può essere accusata di incoerenza o si crede che l’uomo sacerdote conosca il futuro? Di fatto esistono i sacerdoti in una condizione di vita familiare. Rimangono sacerdoti anche dopo le dimissioni o dopo la dispensa e hanno i diritto civile di potert esprimere la loro fede anche celebrando i riti.

    D.N.

  2. mstatus il said:

    Quando viene ordinato, oltre alla verifica dei requisiti del canone 1029 compresa la valutazione del diretto superiore, il prete fa alcuni voti, ometto quali siano dato che dovreste saperli a memoria…

    Di fatto se tali voti non vengono rispettati, equivale ad una omissione di un obbligo contrattuale assunto…

    Nessuno critica don Sante per il suo innamoramento, ecc. ma per la sua incoerenza, in quanto avrebbe dovuto buttare la tonaca, sbattezzarsi, e passare o ad altra parrocchia che consenta di aver moglie, oppure a parrocchia alcuna…Non è obbligatorio aderire ad una associazione di tipo religioso…

    Come dice F. NIETZSCHE “La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante la nozione di “impurità” è vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita”, ma questo il prete lo sa già da prima di essere ordinato…

    E’ libero di non aderire, o di aderire ad altro credo, che non sia così anacronistico ed obsoleto…se decide di farlo sa quali sono le conseguenza e pertanto dimostri coerenza! Si spreti, si sbattezzi e faccia altro, ma eviti piagnistei vari…

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