Sacerdote indiano rifiuta un premio dai fondi Onu: sono soldi sporchi

di Nirmala Carvalho
Il p. Thomas Kocherry – sacerdote redentorista e noto attivista per i diritti umani – ha rifiutato un premio della Fondazione delle Nazioni Unite, che voleva sovvenzionare la sua opera a favore dei pescatori indiani. Quei soldi, spiega ad AsiaNews, provengono dalle multinazionali che dominano l’Onu e che non hanno interesse per i disagiati del mondo: non produrrebbero mai frutto.

New Delhi (AsiaNews) – L’Onu “è governato dalle multinazionali, che invece di pensare al bene del mondo cercano di comprarsi le persone e le loro idee, per bloccare ogni forma di giustizia sociale che non sia la loro. Per questo, ho rifiutato il premio e la donazione che volevano assegnarmi per continuare la mia opera: è denaro sporco”. Il sacerdote ha rinunciato così a un premio di 646 mila euro, da dividere con altri vincitori.
 
Con queste parole, p. Thomas Kocherry – sacerdote redentorista e noto attivista per i diritti umani – spiega ad AsiaNews perché ha deciso di rifiutare la donazione della Fondazione delle Nazioni Unite, che aveva scelto di sovvenzionare la sua opera a favore dei pescatori indiani. La Fondazione, nata nel 1998 grazie alla donazione record di un miliardo di dollari effettuata dal magnate americano Ted Turner, seleziona i progetti più meritevoli e li sovvenziona, dopo il voto di un pannello di dirigenti delle Nazioni Unite.
 
Il sacerdote sottolinea però che “non si possono accettare quei soldi, perchè provengono da un consesso di persone che non ha realmente a cuore la situazione dei disagiati mondiali. Ora sono i gruppi finanziari a comandare: sono bravi a comprarsi le persone con premi e finanziamenti come quello che volevano dare a me, ma nel frattempo hanno allontanato dai quadri dirigenziali tutti coloro che facevano realmente qualcosa per i meno fortunati, per usare l’Onu a loro piacimento”.
 
Secondo p. Kocherry, “è arrivato il momento di rivelare quale sia la vera, diabolica natura delle Nazioni Unite e dei suoi attuali collaboratori. Continuerò a fare quello che ho sempre fatto, magari con pochi mezzi ma con la coscienza pulita, senza cadere nella trappola dell’avidità e del denaro. Noi cerchiamo il Regno divino e la sua giustizia, ma sappiamo che si tratta di un processo lungo, che prevede una croce”.
 
Ovviamente, aggiunge il sacerdote, “il denaro in sé è molto utile, soprattutto nelle cause umanitarie. Ma se si tratta di denaro sporco, state pur certi che non produrrà alcun frutto. Gesù ha detto di cercare, come prima cosa, il Regno della giustizia: per questa strada, non esistono scorciatoie”.
 
Helen Garland, presidente della Fondazione Terra e collaboratrice di p. Kocherry, ha lavorato per diversi anni all’Onu. Ad AsiaNews spiega: “La Fondazione rappresenta una delle più grandi, confuse e dannose realtà internazionali, con la quale tutti noi dobbiamo fare i conti. Nonostante i proclami di Turner, i suoi effetti dannosi si sono visti sin dal momento in cui hanno allontanato la vecchia gestione, quella dell’allora Segretario generale U Thant”.
 
La Garland, che ha seguito molti lavori della Fondazione e dell’Onu in generale, aggiunge: “Come si fa a credere nella loro vera buona fede, quando per riunirsi scelgono il Waldorf Astoria, che costa 500 euro a notte? Fortunatamente, il p. Kocherry conosce questa situazione ed ha potuto vedere con i suoi occhi gli effetti di questa gestione disastrosa, accettata da altro organizzazioni indiane. Se avesse accettato di entrare in quel giro, avrebbe visto in breve tempo la sua opera distrutta dall’interno”. (fonte: Asianews)

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