Avviato processo penale amministrativo ecclesiastico contro d. Sante

ABANO Il parroco ribelle di Monterosso ha oltrepassato ogni limite: gli organi superiori avviano un procedimento penale amministrativo
La Curia processa don Sante per atti impuri
Per aver violato il 6. Comandamento; violata ubbidienza al superiore; eccitato i parrocchiani alla disobbedienza contro il vescovo
Abano

Dal Monte Sinai al Monterosso. I comandamenti fanno tremare il parroco ribelle. A rovinare la giornata di ieri a don Sante Sguotti è stata una lettera inviatagli dalla Curia con la notifica dell’"avvio del processo penale amministrativo". Don Sante Sguotti, questa mattina, alle 11, dovrà comparire in Curia per cercare di spiegare le proprie ragioni. Ma l’accusa è più grave di quanto si possa immaginare.

Il processo è stato avviato per scandalo in materia "de sexto" cioè in merito al sesto comandamento (Non commettere atti impuri), per aver disobbedito al proprio legittimo superiore e per aver "eccitato alla disobbedienza contro il vescovo".

Accuse gravissime di fronte alle quali don Sante dovrà piegare il capo. Soprattutto perché, visto che la curia si appella alla violazione del sesto comandamento, sembra fermamente convinta che l’amore tra don Sante e Tamara (o Laura come la chiama il parroco) non sia stato poi così platonico.

Queste quindi le "ipotesi di reato". Per quanto riguarda la "pena", il parroco di Monterosso rischia di non poter mai più dire messa e di essere, come si dice in termini tecnici, "ridotto allo stato laicale". Insomma il rischio è che l’ormai ex parroco di Monterosso possa trasformarsi anche in un "ex prete".

Ma il giudizio di don Sante sulla curia non si ammorbidisce. «Il vescovo si comporta come un tiranno assoluto – ha spiegato il parroco – vuole solo imporre il suo potere». E non scampa al duro giudizio del prete ribelle nemmeno don Giovanni Brusegan con cui don Sante si è incontrato pochi giorni fa.

«L’ho trovato molto arrabbiato – ha spiegato – mi ha accusato di aver plagiato molte persone a Monterosso, poi mi ha dato dell’ipocrita e del falso. Un atteggiamento ben diverso da quello che siamo abituati a vedere in don Brusegan».

Cosa deciderà ora di fare il parroco nessuno lo sa. Se si presenterà in curia a spiegare le sue ragioni o se ignorerà ancora una volta l’invito-imposizione del vescovo lo vedremo solo nel corso della giornata odierna. Ma di certo don Sante non sembra essere impaurito nemmeno da questo processo.

«Siccome io sono un personaggio costruito da chi mi vuole male – ha spiegato – prendere queste decisioni ingigantisce ancora di più la mia figura, è chi mi vuole male che mi ha portato sui giornali e in tv. Ben venga allora anche un nuovo decreto, mi toccherà diventare ancora più famoso!».

E se le previsione del parroco ribelle si avvereranno non resterà che abituarsi alla presenza di don Sante a Buona Domenica e agli altri talk show televisivi.

Riccardo Bastianello – fonte: ilgazzettino.it

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