Parroco sospeso concelebra con il nuovo parroco

Don Sante è ancora lì. Il prete ribelle di Monterosso, rimosso dalla sua parrocchia dal vescovo con un “ultimatum” che scadeva sabato, ieri era sull’altare, in una chiesa piena di fedeli. Come un chierichetto, ha concelebrato messa con il nuovo parroco, don Giovanni Brusegan, che gli ha dato il permesso, come ammette il diritto canonico. «Sarebbe stato inopportuno vietargli di concelebrare – ha spiegato il nuovo “don” -, si sarebbe rischiato di dividere ancora di più il paese. Sguotti è un fratello e come tale va amato». Parole da mediatore, certo, che subito dopo però chiudono la porta in faccia a un Don Sante «pronto a essere sempre a Monterosso» (come spiega prima di entrare in chiesa). Brusegan, infatti, non concederà più il permesso di concelebrare al prete “esiliato”. Sguotti ironizza: «Non farò messa? Meglio, ho poca voce e la tosse».
Don Giovanni cerca come può di cucire gli strappi: «Ora vi conosco – dice a inizio messa – prima vedevo Monterosso solo in tv». I fedeli apprezzano la battuta, ma restano le divisioni con chi non vuole pensare che Sguotti sia stato cacciato: «E’ il nostro parroco», afferma sicura una donna sul sagrato.
Il prete innamorato, che ha assunto anche un manager che gli curi l’immagine, continua a sfruttare la scia di clamore che ha creato. Ieri pomeriggio, ospite di Buona Domenica, ha controbattuto per l’ennesima volta a tutte le domande sulla sua presunta paternità: «Sono solo voci, la gente deve dimostrarlo. La mia battaglia è di aiutare i sacerdoti che vivono la mia stessa situazione». E la telenovela continua…
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