Solidarietà di un giovane di Chia all'ex parroco, ora sposato

Ciao Giuseppe o come piace a me ricordare padre Giuseppe come va? sono
D.  ricordi? . Ti scrivo perchè sto seguendo le tue vicissitudini sui giornali o tv gli
attacchi spregevoli verso di te da chi veramente si dovrebbe vergognare nascondendo a volte qualche “pastore ” smarrito e ne combinano di cose veramente disgustose.
Loro non sanno quello che tu hai fatto per noi, io si, in quel paese sperduto in quella valle di lacrime tu con i tuoi sforzi hai creato tante cose per noi giovani (tornei di calcetto finanziati da te, gite, locali ricreativi ecc…) per noi bambini era una gioia fare il
chierichetto e servire la messa, oppure cantare nel coro. Io credo che avrei molte piu’ cose da imparare da un
sacerdote che sà, che prova i valori della famiglia, che un semplice pretino da seminario, quella che ci hai insegnato tu era religione, chiesa ecc… Loro mi stanno facendo allontanare dalla chiesa.
Comunque detto questo ti volevo dire che noi famiglia O. siamo con te vai avanti e non mollare e se un giorno passi per Roma
non andare da chi non ti vuole (il vaticano) ma vieni a trovarmi ti faccio conoscere mio figlio E. di 3 mesi e mezzo…

a presto un abbraccio e grazie di tutto PADRE GIUSEPPE

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Sfratto sacerdote sposato

Giuseppe Serrone, l’ex parroco della frazioncina di Chia nel viterbese, divenuto tristemente famoso perché dopo aver trovato l’amore terreno ha perduto il lavoro e la casa in cui abitava, ha preso il treno per Orte ed è fuggito dal viterbese, da un territorio dominato da una Curia vescovile medievale, che non lo ha aiutato a trovare una occupazione e una dimora. 
Non si è opposto allo sfratto esecutivo dello scorso 16 luglio, eseguito in quella casa di proprietà della parrocchia, nella quale, facendovi notevoli lavori di ristrutturazione, aveva illusoriamente trasformata nel suo nido d’amore. 
Ha raggiunto Desenzano del Garda, provvisoriamente ospite di amici, giacché il Comune e i servizi sociali di Soriano nel Cimino gli avevano chiaramente fatto capire di arrangiarsi. 
Ma Giuseppe Serrone, che ha la tempra più di un Peppone che di un Don Camillo, e ha creato un’associazione col fine prestare soccorso ai preti che lasciano l’abito talare, non si è arreso e nelle settimane scorse aveva informato del suo caso il Prefetto di Viterbo, vari ministri, la Presidenza del Consiglio, il presidente della Repubblica. L’unico a rispondergli, affermando di aiutarlo a cercare un alloggio nella sua nuova residenza, è stata la segreteria del Ministro delle Politiche Sociali Paolo Ferrero. 
Al contrario di come recita il proverbio speriamo almeno che questa volta chiuso un portone (della Chiesa) si apra una porta. 

di Gualdo Anselmi 
in http://www.comincialitalia.net

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