Risposta a "Testimonianze d'amore": "Affronti l'ignoto senza paura perché al primo posto stai mettendo la relazione con un uomo

Sì, cara amica, siamo nella stessa barca perché anch’io non avrei mai pensato di scrivere per una "rubrica di questo tipo" ed il detto "mai dire mai" è forse quello che più si avvicina alla vita, alla speranza ed all’imprevedibile". Ti correggo quando parli di "leggi umane" che rovinano tutto, forse stai parlando di "leggi disumane" e con questo, credo, ci siamo già capite senza bisogno che riproponga la già affrontata tematica della sofferenza che l’Istituzione crea con i suoi meccanismi invischianti…Nonostante comprenda le tue implicazioni e il tuo disagio come cattolica, lascerei in questo momento perdere ogni discorso di fede, ogni riflessione su Dio, sulla religione, sulla morale …per rivolgermi direttamente a te come donna che per amore si butta a capo fitto dalla "cima più alta verso l’ignoto"…come volare … come sognare… come vivere… come procedere sorretta dalla forza di una personale Verità . Affronti l’ignoto senza paura perché al primo posto stai mettendo la relazione con un uomo, per te è una priorità assoluta per cui sei disposta ad affrontare ogni rischio…anche pane e acciughe sotto un ponte!? Credo di sì, questo ed altro (non ti sto prendendo in giro, ma sorrido della sicurezza dei tuoi sentimenti). Amare è un sentimento forte , che non lascia scampo e che non può essere conservato nel ripostiglio dell’oscurità… Comunque anche i timori e le paure fanno parte del bagaglio e non è facile spogliarsi … L’importante è che tu ti senta riconosciuta e ricambiata nell’amore che provi e che tu non ti nasconda ai tuoi stessi occhi entrando negli alambicchi di regole che non ti appartengono. Sii chiara col tuo "fidanzato", dai forza al tuo desiderio, perché seguire il proprio cammino è il maggior lusso che ci si possa concedere nella vita! Non si dice forse "costi quel che costa"!? … Grazie dell’appassionato richiamo per avere un sostegno e, quindi, per la fiducia. 
Siamo qui!
Ora ci hai raggiunto ed hai trovato un luogo dove confrontarti, dove sentire altre storie analoghe alla tua.
E’ certo che a te stessa non puoi chiedere di più, ma al tuo compagno sì…Per esempio, lui è già in contatto con l’Associazione? Si sta confrontando con chi ha già percorso la via del "distacco"? Credo che tutto il resto verrà da sé, ma bisogna desiderarlo in due!…Ora ti abbraccio forte e spero di risentirti presto. 

Advita
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Mons. Milingo risponde alla tesi di Civiltà Cattolica sui dati numerici dei sacerdoti sposati nel mondo…

I would like to answer those who think that we have exaggerated the number of married priests by putting it at 150,000. As a matter of fact there are more than 150.000 married priests. We are talking of 1,000 years of forced celibacy. Only in U.S.A there are more than 25,000. Just imagine the rest of the continents, like Brazil with 18,000. In some countries they are not even taken into consideration, since they represent a second class community. 

Thousands others have joined old Catholics, Orthodox, Lutherans, Anglicans and others have become Bishops founding congregations of married priests. These congregations are not known to the Vatican. Moreover, the language of the Vatican is introvert. They give the world their own image, which people today do not accept. They are not interested in married priests. What about those who are priest-pairs of homo-sexuals? These are as well in great numbers. I personally am dealing with a lot of them. I held a long conversation as to how to solve the problem of some of these newly founded priestly congregations in which some choose to remain celibate by name, while they mean to live as priest-homo-sexuals. This is all due to the lack of option for celibacy and married priesthood.

The Vatican is to a great measure ignorant of the great divisions within the Roman Catholic Church caused by celibacy. From myself in the midst of the different categories of priests, who have been over-drunk by celibacy. They have lost their mental balance. The name "Catholic" causes a nausea up to a point of vomiting; "Hypocrisy", they say.

Archbishop E. Milingo

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Il valore della nostra vita sarà dato dalla causa per la quale l'avremo spesa…

Siamo tutti esseri minuscoli e insignificanti.

Tra cento anni saremo morti e il valore della nostra vita sarà dato dalla causa per la quale l’avremo spesa.
Se barattiamo la nostra insignificanza per un grande progetto, produrremo nella nostra vita un nucleo di senso che, forse, ci farà  partecipi della grandezza.

Uno dei grandi Capi Sioux ha detto:  "Quando fluiscono le leggende muoiono i sogni. Quando muoiono i sogni finisce ogni grandezza". 

W. Shakespeare, ne La Tempesta fa dire ad uno dei suoi personaggi "noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"?

Il  più grande scienziato del Novecento, A Einstein,  affermava "L’immaginazione è più importante della conoscenza".

tratto da ouscolo Società Filosofica Italiana – sezione di Viterbo

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Testimonianze d'amore…

Cari amici, mai avrei potuto pensare che un giorno avrei scritto per una rubrica di questo tipo, ma la vita stessa mi ha insegnato a non dire mai, "mai" e con questa consapevolezza eccomi qua. Sono una donna di 30 anni che vive la sua storia d’amore travagliata e tribolata da ben quasi quattro anni (ad agosto) con un sacerdote, uno dei tanti della mia diocesi, che ha un territorio abbastanza esteso. Non mi e’ facile raccontare la storia, anche perche’ per ovvi motivi la dichiarazione di questo amore non e’ per me abituale anzi tutt’ altro; abbiamo vissuto questi anni nell’oscurita’ della finzione che ci vedeva, da un lato me, fedele praticante corrosa dall’ apparenza del mondo ecclesiale che spesso non rispecchia la misericordia, l’umilta’ e l’amore per la verita’ di nostro Signore, ma impone inesorabilmente le sue leggi umane che nulla hanno a che fare con il vero messaggio biblico, dall’ altro lato lui prete/fidanzato chiamato a dover svolgere il suo servizio, ad un certo momento quasi per inerzia , visto che nel cuore e nella mente c’ era il solo desiderio di vedere l’amore di DIO, realizzato nell’ amore umano che, se unito da Dio, diviene il piu’ alto, il piu’ puro e certamente il piu’ autentico perche’ proclamato. Fin qui la storia potrebbe avere molto in comune con quella dei nostri amici che hanno vissuto o stanno vivendo la medesima situazione. Vi voglio pero’ far conoscere come siamo arrivati entrambi a questa scelta: io ero una ragazza di 26 anni, fidanzata da 10 con un uomo che tutto sapeva della vita (uomo di mondo, benestante) tranne che il vero significato dell’ amore. Io, forse nell’incoscienza legata all’inesperienza stavo convolando a nozze con questo uomo, quando decisi di iscrivermi al corso di cresima e matrimonio nella parrocchia del mio attuale fidanzato/ prete. Tutto ebbe inizio. per la prima volta sentii  un uomo parlare con tanta grazia e tanta profondita’ dei sentimenti veri ma niente poteva far trapelare che quelle parole erano rivolte a me ne’ tantomeno che avrebbero in seguito sortito l’ effetto desiderato. ebbene si. Si innesco’ tra di noi invece, una empatia che diveniva via via sempre piu’ forte, il nostro rapporto inizialmente si componeva solo di sguardi, profondi e comunicativi, fino al punto che un giorno dopo mesi di tentativi, egli osando e armandosi di quel coraggio che solo l’amore puo’ dare, si dichiaro’ a me. A quel punto per me fu crisi, ma dopo un periodo di attenta riflessione, decisi di cominciare a vivere l’ amore vero, seppur difficile, con lui. Posi fine immediatamente a quel pseudorapporto con l’ex fidanzato, perche’ nonostante tutto non avrei voluto tradire,quella persona, per mia scelta di correttezza morale. Mi buttai a capofitto dalla cima piu’ alta verso l’ignoto senza considerare le cause e gli effetti che ne potevano derivare. questo per me era amore, vivere cioe’ senza calcolare nulla. Così cominciarono gli anni piu’ belli e nel contempo piu’ sofferti della mia vita, tuttavia svolgerei alla stessa maniera ogni cosa senza variazioni. Oggi siamo sul punto di dover cambiare vita, abbiamo subìto tanti intoppi, impediementi e perfino la persecuzione, dato il suo radicale cambiamento a partire dalla mia presenza lì, qualcuno in paese comincio’ qualche tempo fa, a vociferare la cosa e a buttarci veleno addosso. Tutto cio’ avrebbe fermato chiunque, noi siamo andati avanti nella nostra unione. Al momento cio’ che rende lui ancora titubante e vittima di un sistema burocratico e legislativo sbagliato, e’ il sostentamento economico. Lui e’ insegnante di religione, ma ha esercitato in passato da "consacrato" adesso la Chiesa ISTITUZIONALE gli potrebbe mettere tra le ruote i soliti bastoni perbenistici, per evitare lo "scandalo". Inoltre si potrebbero allungare i tempi per la concessione della dispensa clericale. Ecco perche’ lui continua ad accettare le continue proroghe alla sua richiesta di dimettersi intanto come parroco. Ogni volta che si giunge al momento della realizzazione del primo step gli creano sempre qualche problema. Lui pur di non aver problemi futuri, accetta. Ovviamente questo crea in me disapprovazione e devo esser sincera spesso nei momenti di sconforto si sono insinuati molti dubbi. In quest’ ultimo periodo abbiamo avuto qualche problema dovuto proprio a questa estenuante attesa. Io prego continuamente affinche’ egli si possa realizzare nel suo lavoro, continuando ad operare per nostro Signore, questa volta non piu’ da solo ma con il sostegno morale di una donna che lo ama piu’ della sua stessa vita. Sarebbe diversa solo la tipologia di vocazione, prima quella sacerdotale, poi quella matrimoniale. Da essere in tal modo un uomo completo. Purtroppo la sua richiesta di dimettersi dall’ incarico parrocchiale viene continuamente rimandata e revocata, talora con una scusa talora con un altra. Secondo me i suoi superiori hanno gia’ capito quali potrebbero essere le sue intenzioni e lo temporeggiano sperando che lui cambi il suo progetto. Fiduciosa di un vostro riscontro attendo consigli ed eventuali indicazioni per un possibile lavoro alternativo. Saluti e grazie per avermi dato la possibilta’ di parlarne e confrontarmi. La sofferenza e’ atroce e ti distrugge soprattutto quando i problemi derivano da un sistema ipocrita che si arroga la facolta’ di decidere per la vita degli altri. Altro che sepolcri imbiancati!!!!!! 
N.B. se oggi sono una buona cristiana e’ per merito suo che, paradossalmente oltre all’amore, mi ha indicato la via sana e non ipocrita della fede.
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Le cifre, quelle ufficiali, diffuse dalla Santa Sede, parlano chiaro: guardando all’ultimo quarto di secolo i sacerdoti in Eur

Le cifre (e si tratta di quelle ufficiali, diffuse dalla Santa Sede) parlano chiaro, fa notare lo scrittore Francesco Peloso nel suo testo Se Dio resta solo: «guardando all’ultimo quarto di secolo i sacerdoti in Europa sono diminuiti di oltre il 20%, ma è tutto l’Occidente a segnare un inarrestabile declino: a partire dal continente americano, dal Canada agli Stati Uniti, dove una chiesa bastonata dallo scandalo pedofilia vivacchia da qualche anno nel silenzio e nel torpore della stagnazione, dopo la pubblica gogna. Fino all’Australia, altro paese di cultura occidentale, dove pure si assiste a un forte calo delle vocazioni e quindi a una costante diminuzione del clero. Un fenomeno a cui va ad aggiungersi l’invecchiamento dei preti (di par passo con l’andamento demografico), fra i quali gli ultrasessantenni la fanno ormai da padrone. Stesso trend tocca i “consacrati”, cioè suore e frati appartenenti alle congregazioni religiose: nell’arco di tempo che va dal 1978 al 2004 gli uomini sono diminuiti del 27%, le donne del 22%. La preoccupazione c’è tutta per e si avverte nelle riflessioni e nei richiami che vengono dalla chiesa di Roma, come dai documenti delle singole conferenze episcopali.
E’ anche vero che la chiesa, per certi versi, sembra darsi la zappa sui piedi, insistendo su alcuni particolari, come il celibato sacerdotale, che non sono essenziali a quel tipo di vocazione, ma che sono solo prassi affermatesi con il passare dei secoli, non certo dogmi intangibili. Anche il “no” pervicacemente ribadito alla possibilità del sacerdozio femminile (ammesso dai cristiani protestanti) è un’altra componente che stride e contribuisce ad allontanare i giovani dalla possibilità scelta dell’ordinazione».

di Mimmo De Cillis tratto da http://www.lettera22.it/

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Il Vaticanista Maurizio di Giacomo accusa le nostre associazioni di sacerdoti sposati di gonfiare le cifre…

Il Vaticanista Maurizio di Giacomo accusa le nostre associazioni di sacerdoti sposati di gonfiare le cifre del fenomeno dei sacerdoti sposati. Le cifre sono maggiori rispetto a quelle ufficiose e ufficiali (n.d.r). Invia commento

Sulla questione delle cifre bisognerebbe essere abbastanza precisi e differenziare le cifre ufficiali da quelle ufficiose fornite dalle varie associazioni internazionali dei peti sposati (cifre che riflettono abbastanza bene la realtà numerica del fenomeno).

Altro elemento da valutare per avvicinarsi a cifre abbastanza corrette e il fenomeno dei sacerdoti sposati ancora attivi nel ministero e che naturalmente non sono classificati nelle statistiche fornite dal Vaticano (congregazione per il Clero).

La redazione del nostro sito ha inviato il commento anche sul sito della Nuova Agenzia Radicale che riporta il testo di Di Giacomo. Visibile online: http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=opinioni&nid=14239 . Da questa pagina web è possibile anche esprimere direttamente le vostre opinioni.

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L’articolo di Maurizio di Giacomo. Direttamente sulla pagina web http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=read&nid=14239 è possibile commentare la notizia


Con tutto rispetto per padre Gianpaolo Salvini, direttore del quindicinale ”La Civiltà Cattolica” egli ha scoperto l’acqua calda; lo attesta un suo articolo ”Preti che ‘abbandonano’ preti che ‘ritornano”’.

Nel quaderno 3764 del 21 aprile 2007 scriveva: ”Dal 1970 al 2004, 11.123 sacerdoti hanno ripreso il ministero. Ciò significa che che i sacerdoti sposati non possono essere piu’ di 57.000 mila. 
Probabilmente sono assai meno, perché in 40 anni un certo numero di essi è deceduto. 
Le cifre indicate dalla stampa e dalle associazioni di sacerdoti sposati che parlano di 80.000 – 100.000 ex sacerdoti, non hanno perciò fondamento”.

Questa constatazione era ben nota a chi studia con serietà il fenomeno. 
La difficoltà di accedere a cifre attendibili su quanti hanno abbandonato e il desiderio dei sodalizi degli ”ex” di apparire più consistenti di quello che sono spiegano il circolare di cifre, di fatto, gonfiate. 
Domani 20 aprile 2007, nel pomeriggio, alla Facoltà Valdese di Teologia, in via Pietro Cossa 40, adiacente a Piazza Cavour, viene ricordato lo studioso valdese di diritto ecclesiastico Giorgio Peyrot, morto nel 2005. 

Egli, insieme a Aldo Capitini, uno dei leader del novimento non violento uitaliano, e a Carlo Arturo Jemolo, un docente di diritto ecclesiastico, un cattolico-liberale, nella temeperie della guerra fredda, è stato tra i primi in Italia a sollecitare provvedimenti legislativi in favore degli ”ex”. 
E se allo stato degli atti, il loro trattamento da parte delle gerarchie cattoliche, ha fatto registrare un minimo miglioramento, parte di quel merito va ascritto anche a Giorgio Peyrot.


Maurizio Di Giacomo
in http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=read&nid=14239

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Divieti, regole medioevali, controlli che erano un continuo negare della libertà individuale

" Bello che tu abbia incontrato il sito e offerto la tua esperienza, liberandoti da un segreto scomodo". Lettera-risposta di Advita al testo tratto dal blog: "testimonianza d’amore". Divieti, regole medioevali, controlli che erano un continuo negare della libertà individuale (visualizza il testo del blog)

Buon giorno cara amica. Bello che tu abbia incontrato il sito e offerto la tua esperienza, liberandoti da un segreto scomodo. Gli apporti a "Testimonianze d’amore" arrivano con timidezza e pudore… lentamente, ma come gocce d’affetto e di generosità: portare se stessi è un modo per esserci con una propria posizione personale, per aprire una finestra su realtà sviste o viste in modo stereotipato. Alcune tematiche sembra non ci riguardino perché confinate "a pochi" ed invece rappresentano spaccati della società in cui viviamo. Inoltre l’argomento "sentimenti" è sempre un po’ scottante soprattutto in un territorio dove esistono regole precise di comportamento che nulla hanno a che fare con una approfondita ricerca interiore. Svegliarsi alla vita vuol dire anche correre il rischio di uscire da schemi precostituiti per poter affermare i propri "sì" ed i propri "no" con onestà. Siamo reticenti nel metterci a nudo e ci teniamo spesso in una posizione intermedia per paura di perdere l’affetto e l’approvazione di chi ci sta intorno: il sorriso è benevolo ma spento, il corpo è educato ma soffre di insonnia, gli occhi dell’altro ci fanno paura perché emettono giudizio… Insomma una tragedia per la sopravvivenza… Del resto le storie come la tua sembrano non avere diritto di esistere e invece esistono ma, per loro stessa natura, nascostamente. Qualcuno ce la fa ad uscire dal compromesso mentre altri restano intrappolati nel tormento, presi per mano dai sensi di colpa che, te l’assicuro, sono delle brutte bestie! Certo, cara amica, la logica repressiva si oppone al sentimento ed alla spontaneità. Come può una persona aprire il suo cuore quando si sente assoggettata ad un micro-spionaggio fatto di quei piccoli accorgimenti di controllo che tu hai personalmente sperimentato e che comunque sono propri di ogni rigido sistema organizzativo? Come può crescere ed evolversi un giovane se non come un fiore in gabbia? Le istituzioni contengono un intrinseco meccanismo "folle", che peraltro, ne garantisce il funzionamento e dove l’umano con i suoi "capricci" non può essere ascoltato! L’individualità è ridotta, o meglio, ne vengono esaltate le qualità più funzionali attraverso una tacita selezione che esalta alcune capacità, ma che non tollera, o meglio non può tollerare, le dispersioni di energia produttiva. Alcune strutture, proprio e paradossalmente per la loro rigidità, riescono a creare per la persona un vero e proprio legame attraverso un rapporto rinunce – vantaggi. Il sistema si propone, soprattutto quando idealizzato, come una madre benevola che ti protegge e che ti accompagna verso un anelito. E’ difficile poi operare un distacco sereno perché comunque ti senti perso , solo in mezzo alla strada, abbandonato al tuo destino, incompreso: "non interessi più"! Orfano d’amore! E tu e il tuo compagno? Da chi siete stati aiutati ad entrare a pieno nella vostra scelta?. Per il resto solo i preti potrebbero rispondere, sull’onda del loro dolore e delle loro contraddizioni per comprendere a quale traino si colleghi il loro cammino. Forse è davvero "un progetto che Dio ha per loro"!?
Era estate, faceva un caldo ottuso sotto la pensilina degli autobus. Accanto a me sostava un uomo di colore, nero, tutto nero… un prete vestito da prete con la tonaca ed il collare rigido. Sotto la veste un corpo allungato (se fosse stato disteso sarebbe parso un cadavere!). Avrà avuto circa trent’anni. L’espressione leggermente rabbuiata, gli occhi persi nella fissità dell’asfalto sembravano guardare all’indietro. "Forse", mi sono detta, "gli manca il sapore della sua Africa… forse sta risentendo in lontananza la voce lacerante di sua madre mischiata con il richiamo di Dio che cerca invano di rabbonire la sua anima… forse per tutto questo si sente in colpa… forse…". Ma sicuramente era solo nella desolazione, lontano dal mondo tanto da non percepire neppure il mio sguardo indecente addosso!
Hai visto qualche giorno fa, in televisione ad "Enigma" come ballava Milingo, scatenato con tutto il corpo?! Evviva! Un augurio. Abbraccio forte Advita
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Parroco nega lettera per ricerca lavoro come supplente a sacerdote sposato

Don Enzo Celesti, parroco di Chia ha negato all’ex parroco don Giuseppe Serrone, sacerdote sposato dal 2002, una lettera di presentazione che era stata a lui richiesta da un ufficio scuola per poter presentare domanda di supplenza. L’episodio si è verificato Mercoledì 11 Aprile verso le ore 19. 

Don Giuseppe aveva inviato una richiesta scritta con lettera a don Celesti; all’uscita della Biblioteca Comunale di Soriano nel Cimino, ha incontrato il sacerdote, attuale amministratore di Chia che si accingeva a raggiungere l’altra sua parrocchia a Soriano nel Cimino, e ha spiegato a voce la richiesta della lettera in vista anche di un trasferimento dalla casa di Chia (che don Serrone ancora ha la possibilità di abitare in attesa che lo sfratto, richiesto dallo stesso don Celesti, convalidato dalla corte di appello di Roma, diventi esecutivo): "Ho bisogno della lettera perché è richiesta fra la serie di documenti che si devono presentare per fare domanda di supplenza". Don Enzo ha risposto che deve essere il Vescovo di Civitacastellana, Divo Zadi a rilasciare la lettera di presentazione. Don Serrone aveva fato richiesta della lettera anche alla Curia con risposta negativa, dopo che per due volte il Vescovo Zadi era intervenuto per revocare l’idoneità all’insegnamento di Giuseppe in alcune scuole di Viterbo e Palermo nel 2004 e nel 2005. Dal Giugno del 2005 Giuseppe e la moglie Albana sono senza lavoro e questo uteriore episodio blocca ancora il loro trasferiemnto da Chia.

Secondo don Serrone "il diniego del Parroco era prevedibile, perché don Enzo è il sacerdote che mi ha denunciato per lo sfratto. E’ una norma anticostituzionale quella che richiede l’idoneità da parte del Vescovo e del Parroco per poter insegnare religione nella scuola. Io ho i titoli teologici e filosofici per poter insegnare nelle scuole italiane di ogni ordine e grado e già avevo l’idoneità avendo insegnato dopo il mio matrimonio a Viterbo e a Palermo. Molti sacerdoti sposati insegnano nelle scuole con l’autorizzazione di alcuni Vescovi".
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COMMENTI ALLA PUNTATA DI "ENIGMA" su Monsignor Milingo

Di fronte a ciò a cui ho assistito in TV ieri sera, posso dire di aver chiaramente percepito quello a cui stiamo andando incontro o che forse stiamo già vivendo.
E’ la tabula rasa dell’intelligenza, l’elettroencefalogramma piatto proprio di una certa superficialità.
Non riesco a capacitarmi di come una persona come il Dott. Augias, persona che stimo, possa aver concepito un "dibattito" invitando solamente "esperti" chiaramente schierati, senza la presenza di un elemento di contrasto, un contradditorio appunto.
Mi sembra un modo ridicolo di affrontare un discorso, quasi a voler indottrinare più della dottrina stessa. Il Dott. Augias, come da lui affermato ripetutamente, non appartiene al mondo cattolico, ma, di fatto, ha organizzato una puntata che potrei definire "da papaboy".
Allo spettatore sono stati mostrati filmati di repertorio in cui veniva illustrato l’excursus e le vicissitudini che hanno portato alla spaccatura fra la posizione di Milingo e la posizione ufficiale della gerarchia cattolica. E fin qui tutto bene. Poi però sono stati intervistati due soggetti che erano assolutamente allineati su ogni risposta alle domande del conduttore, tanto che egli stesso ad un certo punto ha ironizzato dicendo "immagino che per lei la risposta sia la stessa…".
Auspico, caro Dott. Augias, che argomenti del genere, che, a prescindere dalla figura di Milingo che può certamente destare quanto meno perplessità, le assicuro sono di interesse pubblico, vengano discussi e trattati con equità e rispetto.
I 100.000 preti sposati cui si è fatto cenno in puntata esistono davvero e ciascuno di loro ha subito e continua a subire un trattamento scandaloso da parte delle istituzioni e di molti organi di stampa. Se uno di loro fosse stato presente in trasmissione probabilmente i toni sarebbero stati diversi, ma certamente lo spettatore avrebbe avuto una base adeguata per poter comprendere il problema sotto ogni possibile aspetto. 
E poi, come normale, a ciascuno le proprie considerazioni. In libertà.
Non si può liquidare la problematica del celibato presbiterale con due frasi dette fra l’altro tra da persone che non lo hanno mai vissuto. Questo mi sembra ragionevole, o no?

Stefania Salomone

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Campagna di Mons. Milingo contro l'obbligo di celibato per i sacerdoti cattolici: «Occorre seguire la voce di Dio attraverso la

Monsignor Emmanuel Milingo, l’arcivescovo scomunicato dal Vaticano, celebrerà sabato il matrimonio di un sacerdote in Brasile. Milingo è giunto venerdì a San Paolo con la moglie coreana Maria Sung. Si tratterrà in Brasile fino al 10 aprile, con visite anche nel Mato Grosso e nello Stato di Bahìa, per far conoscere la sua campagna contro l’obbligo di celibato per i sacerdoti cattolici.«Occorre seguire la voce di Dio attraverso la propria coscienza», ha detto in un incontro pubblico a San Paolo. «L’uomo che non si sposa – ha aggiunto – non sfrutta questa cosa preziosa e segreta che gli appartiene e che può trovare solo nella sua sposa. La stessa cosa vale per le donne che non si sposano. Una persona celibe o nubile è come un handicappato». Il religioso africano – ex arcivescovo emerito di Lusaka, in Zambia, Paese dove nacque 77 anni fa – divenne famoso come esorcista e guaritore, e da sempre è al centro di polemiche. Ha detto di non provare ostilità verso la Chiesa cattolica: «Rispetto molto il Papa che rappresenta Gesù Cristo sulla Terra. Ogni giorno recito un rosario per lui», ha spiegato Milingo, che continua a celebrare messe e funzioni religiose malgrado l’anno scorso sia stato scomunicato dal Vaticano per aver ordinato vescovi quattro sacerdoti sposati.
in http://gazzettino.quinordest.it/
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