Lettera: contro le logiche istituzionali globalizzanti

Caro Don Giuseppe, ho veramente apprezzato il coraggio e
l’apertura di pensiero con cui Lei ha accolto le mie lettere mettendole nel
blog. Sono rimasta piacevolmente stupita perchè mi rendo conto di essere
stata un tantino provocatoria. Tra l’altro, io così amante della liberta di
pensiero e rispettosa profondamente di qualunque scelta coerente con la
propria esistenza, tendenzialmente anticlericale  quando ciò significa
tacito consenso ad una logica istituzionale globalizzante  (come
peraltro quella di tutte le "Istituzioni Totali" a discapito talvolta
della coscienza individuale), mi ritrovo spesso, e paradossalmente, a
scandalizzarmi!.Faccio un esempio: in pochi giorni, con la scusa del Natale
e di dover fare del bene a tutti i costi, sono apparsi in TV preti e
cardinali: uno si presentava per un calendario con l’Arcuri, un altro 
dava una benedizione da canale cinque in mezzo a due bellissime  donne
tutte "scosciate" e coi seni fuori… Mi chiedo: non è vendere o
vendersi tutto questo? O il fine giustifica sempre i mezzi? Non so se sto
parlando di "morale" o semplicemente di "bon ton", ma
alle volte, le due cose coincidono!. La Chiesa pare non scandalizzarsi di
questi spazi di "vendita" in cui ormai compaiono religiosi di ogni
sorta. E’ vera o fasulla la  suorina che fa "plin plin" tra 
le acque minerali?! Ma ?! La ringrazio per la sua accoglienza nel blog.
Advita

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la Chiesa chiuda ai medioevalismi e apra le porte all'amore

Grazie mille per i vostri auguri
con frasi che aiutano a riflettere.

Un sereno Natale anche da parte
mia, perchè possiate trascorrere un Natale sereno, e che il nuovo anno
sia portatore di una ventata di novità nella Chiesa, per tutti i
sacerdoti sposati e per quelli che intendono farlo e rimanere nella
Chiesa. Affinchè la Chiesa chiuda con medioevalismi e apra le porte
all’amore.

Speriamo bene.

In bocca al lupo e auguri ancora!

Lilly

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Tanti auguri…

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi con­ceda la forza di inventarvi un’esistenza carica di dona­zione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di pas­saggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospen­dere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini, o il bidone della spazzatura, o l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lasce­rete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza for­tuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunziano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo ster­minio per fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indiffe­renza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere «una gran luce» dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
I pastori che vegliano nella notte, «facendo la guardia al gregge» e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che è poi l’unico modo per morire da ricchi.
Buon Natale! Sul vostro vecchio mondo che muore nasca la speranza.
don Tonino Bello

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credo che il Vostro movimento permetta di essere "chiari" nelle relazioni con le persone…

Caro don Giuseppe, La ringrazio di avermi dato
l’opportunità di comunicare
con Lei. Può inserire la mia precedente lettera nel blog…
Ci tengo perchè anche il pensiero apparentemente dissacrante o
spoglio di una donna come me, poco avvezza a frequentare le chiese,
esprime
ciò che una buona fetta di popolazione femminile pensa. Insomma, credo
che
il Vostro movimento permetta di essere "chiari" nelle relazioni
con le
persone, con tutte le persone e di procedere  sulla via di una 
vera
crescita interiore o sul cammino della consapevolezza! Purtroppo, o per
fortuna, ho avuto un’educazione laica o, meglio, il mio pensiero è aperto
e
critico. Questo, come già le dicevo, mi allontana istintivamente da ciò
che
fa riferimento ad una fede, qualunque essa sia, ma anche da ideologie
partitiche.  Ho lottato per i diritti umani nei manicomi e tra le
persone
più disagiate, ma non mi è stato mai possibile  avere una amicizia
con un
"prete"ossia con un uomo che abbia fatto della sua vita un
compito
particolarmente teso "al significato".
Che cosa voglio arrivare a dirle? 1) che apprezzo la
sincerità con cui state
lottando per uscire da un conflitto e da un artificio che penso si
instauri
in qualunque persona "mentalmente sana" che neghi una sua parte
2) che mi
sento più libera, come donna, di avvicinare un prete, un uomo-prete,
senza
doverne "subire" il carisma (come lei sa accade molto spesso)
per essere poi
allontanata o negata. Un prete sposato sa che cosa è una donna, sa che
non è
un oggetto da negare solo perchè "ha le fattezze di donna"!. 
Non so perchè
le dico tutto questo, forse semplicemente perchè, tutto questo, come
preti,
cominciate ora a mettervi nella condizione di poterlo ascoltare. Insomma
sento che dal vostro movimento nasce anche l’opportunità di parola per /
e
con le donne in generale. Sbaglio o si inizia a dialogare nel senso più
ampio del termine? Avete messo nel conto tutto questo? Avete messo nel
conto che maree di donne travestite nel passato da peccatrici
o da fedeli devote
cominceranno a dire la loro? Avete messo nel conto che questo vostro passo
apre opportunità? Di me vorrei dirle che non è facile vivere senza
un identificazioe, un credo da cui attingere consolazione, una fede in cui
riversare la speranza, perchè l’età procede le disillusioni aumentano,
la
progettualità viene meno e, nel mio caso, nonostante il pomeriggio
talvolta
sia ancora azzurro…"neppure un prete con cui parlar!".
Immagino che Lei
sia indaffaratissimo e non pretendo una risposta diretta, anche se mi
piacerebbe non parlare da sola, come per lo più accade. So che dentro le
mie
semplici o forse provocatorie (non troppo mi auguro) parole si nasconde il
senso di ciò che sta avvenendo: una vera e propria rivoluzione ed un
inevitabile fermento culturale. Mi perdoni l’impertinenza, ma immagino che
un prete per arrivare ad essere sposato deve prima essere
"fidanzato",
innamorato e comunque in relazione con una donna! Sono una psicoterapeuta
e
so per esperienza che il gioco relazionale costituisce il perno del lavoro
terapeutico o, meglio, evolutivo. Spero di non essere stata indiscreta.
Non
sono avvezza al computer e la ringrazio per l’opportunità che Lei mi ha
dato
di procedere per e-mail.
Una mia amica ha tentato di zittirmi dicendo
"perchè scrivi? I preti stanno solo cercando di sanare le loro
situazioni
matrimoniali"  Forse è vero, ma mi sembra crudo e restrittivo
rispetto
all’obiettivo di liberalizzazione già in atto…Mi farebbe piacere che il
mio pensiero, anche se  apparentemente invasivo nella sua
schiettezza, possa
venire condiviso all’interno del dibattito in corso. Un grazie di cuore e
buone feste. Advita

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Lettera: anelito alla giustizia e semplicità

Mi piacerebbe parlare con un prete, perchè da donna
laica non ho mai avuto modo di frequentare religiosi. Mi piacerebbe
affrontare alcune tematiche, perché il problema non è "preti
sposati", ma è poter capire quale relazione è possibile tra un uomo
e una donna, di cui uno è un religioso!. Sono sempre stata attenta ai
problemi dell’umano e sarebbe bello per me poter godere di una "chat"
con un prete. Perchè proprio un prete, perchè penso che un sacerdote
dovrebbe avere dei valori "alternativi" a quelli proposti
dall’attuale mondo che fondamentalmente divide noi viventi in due
categorie "i vincenti" e i "perdenti". Mi piacerebbe
che un prete avesse comunque  una sua integrità, un attitudine alla
ricerca di correttezza nei rapporti, un’anelito alla giustizia ed alla
semplicità.

Insomma un religioso dovrebbe essere più votato di
altri a porsi delle domande esistenziali (?!).

Forse non è affatto così, ma mi piacerebbe crederlo.
Come donna faccio fatica a pensare ad un prete come ad una sirena, metà
uomo e metà?!… Preferisco pensare ad una persona intera, anima e corpo.
Ed è proprio per questa diversità di stato che la relazione tra un uomo
ed una donna ha da sempre posto uno dei più difficili e delicati esercizi
di "crescita interiore". E la sessualità? Non è qui il problema. La sessualità viene enfatizzata
solo
se c’è una preclusione a priori,  una repressione, o, comunque per
ben che
vada, un conflitto. Si crea una zona d’ombra che rende sfuggevoli e
talvolta
scissi. Ho detto molto, ma mi piacerebbe affrontare queste tematiche con
un
contatto personale tramite e-mail. Non chiedo nè risposte nè saggezze,
ma la possibilità di scambiare il proprio sentire. Non ho bisogno di un
prete, ma
di un prete che non abbia il timore di rivelarsi nella sua veste umana. So
che per voi è solo un momento di battaglia  "politica", ma
forse quale
migliore momento di "crescita spirituale" può esserci se non il
confronto
diretto con una donna? Senza questa possibilità una donna può avvicinare
un prete solo se disposta ad essere rinnegata nella sua fisicità,
depauperata
della propria intelligenza e creatività, soggiogata alla parola di chi
"ne
sa sempre una più del diavolo"! Mi sono forse espressa in maniera
troppo
spregiudicata?  Allora domanda: è possibile parlare con un
uomo-prete? Spero di sì. Grazie. Advita

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Dio pensò a una donna vicino all'uomo

Sin dall’origine dei tempi Dio pensò a una donna vicino all’uomo, perchè l’uomo trovasse in lei un aiuto. Dio nei suoi progetti ha sempre pensato ad un uomo ed a una donna. Genesi 1,20: “Cosi l’uomo dispose nomi a tutto il bestiame a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò: gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costole che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo”.

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