Dichiarazioni sul celibato del nuovo vescovo di San Gallo

Markus Buechel, attuale decano del Capitolo cattedrale, sarà il nuovo vescovo di San Gallo. Benedetto VXI ha confermato la sua elezione quale successore di Ivo Fuerer, che aveva annunciato le dimissioni al compimento dei 75 anni il 20 aprile del 2005. Generalmente i vescovi sono nominati dal Papa, ma la diocesi sangallese, come quelle di Basilea e Coira, gode di una convenzione speciale per cui vengono eletti dal Capitolo di 13 membri. Buechel, cresciuto nella Valle del Reno sangallese, ha studiato teologia a Friburgo e nel ’76 è stato ordinato prete. Verrà consacrato il 17 settembre.

Il nuovo vescovo è stato definito dal giornalista e teologo sangallese Josef Osterwalderaggiungendo   "molto aperto ai cambiamenti". A proposito del celibato, il presule ha dichiarato alla DRS di non voler chiudere la porta all’ordinazione sacerdotale di uomini sposati".

Senza categoria

Una famiglia fondata sull'amore e non su leggi restrittive

Dopo le molestie alla moglie di un sacerdote sposato
e in vista del raduno dell’8 luglio a Roma
«Noi vorremmo una famiglia fondata solo sull’amore e non su leggi restrittive». Don Giuseppe Serrone ha invitato  ad affrontare con coraggio e decisione  gli aspetti dell’esclusione delle donne dal sacerdozio e del celibato dei preti, legati al problema della progressiva emarginazione delle donne. Da alcuni anni siamo impegnati nelle tematiche legate al celibato dei sacerdoti (sito web: http://nuovisacerdoti.altervista.org).
 
Segnaliamo un raduno pacifico di protesta: gli scopi più importanti del  raduno, organizzato a Roma (in coincidenza con la visita del Papa a Valencia per l’incontro Mondiale delle famiglie) per l’8 luglio 2006 dalle ore 10 all’inizio di Via della Conciliazione per proseguire poi in direzione della Piazza San Pietro, sono  i diritti civili contro l’emarginazione delle donne e dei sacerdoti sposati nella chiesa. Parlando delle sue difficoltà dopo la scelta di sposarsi e dopo essere stato sospeso dall’insegnamento delle supplenze di religione a Palermo e Viterbo su pressioni del suo Vescovo Divo Zadi, di Civitacastellana, ha continuato: «La nostra vita non è facile, per andare avanti ci facciamo aiutare dai miei genitori. La cosa più importante però è l’amore. L’unico parametro per le coppie riscontrabile nel Vangelo, dove non si trovano tutte le restrizioni volute dalla Chiesa. Ho fondato l’associazione dei preti sposati proprio per aiutare le persone che si trovano nella mia stessa situazione. Sabato abbiamo ricevuto una nuova molestia da parte di alcuni giovani del paese e sono stato costretto a sporgere una denuncia scritta presso la locale stazione dei Carabinieri di Soriano nel Cimino. Alcuni di loro insieme a due adulti nel 2004, provocarono un profondo stato di agitazione a mia moglie Albana. Gridarono il suo nome e le tirano dei sassi, come le streghe del Medioevo, solo perché abbiamo deciso di amarci dopo le mie dimissioni da parroco. L’episodio di Sabato 1 luglio è l’ultimo di una serie di fatti che non  rendono onore alla piccola  comunità civile di Chia (VT) nella quale siamo costretti ad avere ancora la residenza: ci hanno tirato sassi, gridato, cosparso di colla l’auto, tirato dei pezzi di legno alla porta della nostra abitazione in piena notte, hanno bloccato con dellee autovetture l’accesso alla nostra abitazione. Albana, mia moglie è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico per lo stress e sabato 1 luglio dopo la denuncia ai carabinieri l’ho accompagnata con urgenza per una visita di controllo presso il servizio psichiatrico dell’Ospedale di Belcolle a Viterbo (il C.S.M era chiuso di sabato e grazie alla disponibilità di un medico del Day Hospital, Albana ha potuto raccontare tutto quello che le era successo a Chia in mattinata). Siamo allo stremo delle nostre forze, ma abbiamo deciso di continuare a lottare per i diritti civili. Stiamo anche cercando delle possibilità di lavoro; siamo iscritti al centro per l’impiego di Viterbo da 5 anni; Albana sta frequentando un corso sul turismo e abbiamo frequentato dei corsi per aprire una nostra attività lavorativa con alcuni contributi statati per il lavoro autonomo e l’imprenditorailità femminile previsti dalla legge italiana. Da parte nostra cercheremo di dare tutto, ma per le gravi situazioni di salute di mia moglie  chiediamo con urgenza un intervento delle autorità pubbliche competenti, dei servizi sociali di zona e/o di qualcuno che prendendo a cuore le problematiche dei diritti civili possa mettere fine alle sofferenze della nostra nuova famiglia. Da parte nostra abbiamo pagato già abbastanza per la causa delle libertà, ma siamo disposti a continuare con coraggio e senza paure".
——————
la redazione
Ufficio Stampa
sacerdoti lavoratori sposati
mail:
sacerdotisposati@alice.it
sito: http://nuovisacerdoti.altervista.org
cel. (+39) 328 5780719
fax (+39) 1782268186
tel. (+39) 0761 743127
 
 
Senza categoria

Molestie alla moglie di un sacerdote

Chia – Dopo le molestie contro la moglie, il sacerdote sposato, Giuseppe Serrone, racconta le difficoltà in cui vive la sua famiglia
"Siamo perseguitati come le streghe nel medioevo"
fonte: tuscia web – comunicato redazione sacerdoti sposati del 2 luglio 2006

Dopo le molestie alla moglie, il sacerdote Giuseppe Serrone racconta le difficoltà incontrate in questi anni.

«La nostra vita non è facile – spiega Serrone – , per andare avanti ci facciamo aiutare dai miei genitori. La cosa più importante però è l’amore. L’unico parametro per le coppie riscontrabile nel Vangelo, dove non si trovano tutte le restrizioni volute dalla Chiesa.

Ho fondato l’associazione dei preti sposati proprio per aiutare le persone che si trovano nella mia stessa situazione. Sabato abbiamo ricevuto una nuova molestia da parte di alcuni giovani del paese e sono stato costretto a sporgere una denuncia scritta presso la locale stazione dei carabinieri di Soriano nel Cimino.

Alcuni di loro insieme a due adulti nel 2004, provocarono un profondo stato di agitazione a mia moglie Albana. Gridarono il suo nome e le tirano dei sassi, come le streghe del Medioevo, solo perché abbiamo deciso di amarci dopo le mie dimissioni da parroco.

L’episodio di sabato 1 luglio è l’ultimo di una serie di fatti che non fanno onore alla piccola comunità civile di Chia nella quale siamo costretti ad avere ancora la residenza: ci hanno tirato sassi, gridato, cosparso di colla l’auto, tirato dei pezzi di legno alla porta della nostra abitazione in piena notte, hanno bloccato con delle autovetture l’accesso alla nostra abitazione".

Una vera persecuzione.

"Albana, mia moglie – continua Serrone – è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico per lo stress e sabato 1 luglio dopo la denuncia ai carabinieri l’ho accompagnata con urgenza per una visita di controllo presso il servizio psichiatrico dell’ospedale di Belcolle a Viterbo. Il centro di salute mentale era chiuso di sabato e grazie alla disponibilità di un medico del day hospital, Albana ha potuto raccontare tutto quello che le era successo a Chia in mattinata. Siamo allo stremo delle nostre forze, ma abbiamo deciso di continuare a lottare per i diritti civili. Stiamo anche cercando delle possibilità di lavoro; siamo iscritti al centro per l’impiego di Viterbo da cinque anni. Albana sta frequentando un corso sul turismo.

E abbiamo frequentato dei corsi per aprire una nostra attività lavorativa con alcuni contributi statati per il lavoro autonomo e l’imprenditorialità femminile previsti dalla legge italiana.

Da parte nostra cercheremo di dare tutto, ma per le gravi situazioni di salute di mia moglie chiediamo con urgenza un intervento delle autorità pubbliche competenti, dei servizi sociali di zona e/o di qualcuno che prendendo a cuore le problematiche dei diritti civili possa mettere fine alle sofferenze della nostra nuova famiglia.

Da parte nostra abbiamo pagato già abbastanza per la causa delle libertà, ma siamo disposti a continuare con coraggio e senza paure".

Senza categoria