Novità sul caso dell’ex parroco di Chia

La sentenza del giudice di pace di Viterbo. La lettera all’ufficio scuola della Diocesi di Palermo dopo la sospensione dalle supplenze da parte del Cardinale De Giorgi.

Ieri  29 Settembre 2005 alle ore 9 il Giudice di Pace, dottor Faggioni, presso il nuovo Tribunale di Viterbo, ha dato lettura del dispositivo della sentenza per il ricorso in opposizione alla sanzione amministrativa di 1542 euro ingiunta a don Giuseppe Serrone, sacerdote sposato, ex parroco di Chia, dalla concessionaria di zona per la riscossione dei tributi per conto del Comune di Soriano. Il Giudice ha accolto in parte le richieste del ricorrente riducendo la sanzione a 1100 euro. Serrone ha dichiarato che intende ricorrere in "Cassazione".

L’importo della richiesta di pagamento si riferiva a una multa (o serie di multe) inflitte da alcuni vigili urbani durante il servizio sacerdotale che don Serrone svolgeva per portare la comunione ai malati. Con la sua auto si recava in paese per servizio e per il ministero. Per anni ha visitato i malati, nel piccolo ospedale di Soriano prima della chiusura, e dopo nelle case. "Era un servizio di pubblica utilità e avevo una autorizzazione comunale alla sosta. Ho inviato due lettere al Sindaco di Soriano nel Cimino, Domenico Tarantino, per richiedere un suo intervento, prima dell’udienza al Tribunale, per la sospensione del provvedimento. Il Sindaco non ha risposto ".

L’ex parroco ha richiesto l’annullamento della sanzione anche perché  non può pagare essendo disoccupato  e con una richiesta di convalida di sfratto per la sua abitazione a Chia.  Per la particolare situazione il sacerdote sposato aveva scritto anche  una lettera al Prefetto di Viterbo. La Segreteria del Prefetto ha telefonato a Giuseppe Serrone dicendo  di aspettare la decisione del Giudice di Pace perché la Prefettura non poteva intervenire. Dopo la sentenza spera che il Prefetto intervenga. Giuseppe con la moglie Albana (gravemente malata) sono rientrati a Chia, dalla Sicilia, dopo che il Cardinale di Palermo Mons. De Giorgi (su richiesta del Vescovo di Civitacastellana Divo Zadi) aveva negato l’idoneità alle supplenze di religione che il sacerdote sposato doveva continuare anche per il nuovo anno scolastico presso il Liceo Scientifico Biologico San Vincenzo di Palermo in Via Noce, dove aveva insegnato dal 21 Aprile 2005 al 30 Giugno 2005. La Preside della scuola aveva inoltrato, entro i termini, regolare richiesta di continuità didattica per la supplenza di Serrone. L’ufficio scuola della Diocesi di Palermo ha nominato una nuova supplente senza comunicare a chi aveva diritto la revoca scritta dell’idoneità.

Giuseppe Serrone ha inviato il 28 settembre 2005 una lettera all’Ufficio scuola della diocesi di Palermo. Ecco il testo:

Ins. Giuseppe Serrone
Piazza Garibaldi, 7
01020 Chia (VT)
alla c. a. segreteria Ufficio IRC Diocesi Palermo
e. p. c. Ministero Pubblica Istruzione – csa Palermo
e.p.c. Giudice del Lavoro Palermo
e p.c. Avv. O. S. Roma
 
oggetto: richiesta incarico supplenza presso scuola San Vincenzo a Palermo per violazione continuità didattica di cui all’articolo relativo del CCDN in vigore  e richiesta completamento ore cattedra ai sensi del comma 5 del CCNI del 25.6.2004, relativi anche ai diritti degli insegnanti supplenti o in alternativa motivazione scritta revoca idoneità
Premesso che:
1) nell’anno scolastico 2004-2005 avevo insegnato presso l’Istituto comprensivo Falcone alla Zen (dal 30 Marzo al 16 Aprile 2005) e presso il Liceo Scientifico Biologico San Vincenzo (dal 21 Aprile 2005 al 30 Giugno 2005);
2) la Preside della scuola San Vincenzo ha inoltrato per la mia supplenza regolare richiesta di continuità didattica per l’anno scolastico 2005-2006;
3) dopo una mia richiesta la scuola San Vincenzo mi ha indicato che l’Ufficio Scuola ha inviato per l’anno scolastico 2005-2006 una nuova supplente;
4) tale invio di nuova supplente non è regolare in quanto la supplenza spettava al sottoscritto, non avendo ricevuto nessuna comunicazione scritta di revoca idoneità da parte dell’Ordinario.
Chiedo
l’immediata reintegrazione nel posto di lavoro per la supplenza per l’anno 2005-2006 presso il Liceo Scientifico Biologico di Palermo usufruento dei diritti previsti dalla Legge per la continuità didattica e usufruendo anche dei diritti di lavoro per il completamento cattedra.
Mi riservo azione legale davanti al competente Giudice del Lavoro… (lettera firmata)

Un ruolo rilevante, nella vicenda della sospensione dalle supplenze per la revoca dell’idoneità, lo ha avuto il Vescovo di Civitacastellana Divo Zadi, che qualche mese fa, aveva richiesto al Cardinale De Giorgi di sospendere il sacerdote sposato dalle supplenze. Serrone intende promuovere una causa di lavoro per "mobbing" contro Divo Zadi anche per gli anni del suo servizio pastorale a Chia.

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Discriminazioni verso i sacerdoti sposati: il caso Marinetti

Fausto Marinetti nato a Milano nel 1942, padre cappuccino, ordinato sacerdote nel 1968, si era licenziato in Teologia Pastorale a Roma, rinunciando al dottorato accademico per entrare «nell’università del popolo». Dopo aver vissuto per dieci anni l’esperienza di Nomadelfia, si era  trasferito a lavorare a fianco degli “empobrecidos” del Maranhão nel Brasile amazzonico.
Aveva scritto numerose opere:  Lettere dalla periferia della storia; L’olocausto degli “empobrecidos”; Canto l’uomo; Ai confini di Dio. Tutti editi dalla Morcelliana.

Alcune frasi di Fausto:

“La dove c’è più assenza, tanto più si sente l’esigenza del Tutto”;

“Sforziamoci di sentirci BRIGANTI. Il vero cambiamento può venire solamente dal primo mondo”;

“Tutti dal primo all’ultimo, dobbiamo possedere solamente ciò che è necessario. Ciò vale sia per lo spazzino che per l’ingegnere”;

“Noi abbiamo bisogno di rapporto, non di comunicazione”.


Alcuni suoi libri sono una testimonianza sulle atrocità che  in America latina si commetono sui bambini, i famosi niños de rua come li chiamano principalmente in Brasile. Fausto è  uno scrittore di fama internazionale, ha scritto libri mozzafiato su questa tristissima realtà: leggendoli non riesci più a dormire per giorni e giorni. Rientrato a Milano, nella sua provincia francescana, decise di lasciare la vita religiosa, perché da tempo amava una donna. Morale della favola: lo hanno buttato in mezzo alla strada, senza casa e soldi, con tre figli a carico e con il permesso di andare a mangiare alla mensa dei poveri nel convento dove lui ha vissuto per molti anni.  Nessuna casa editrice  ha  più  pubblicato i suoi libri.

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Pensare l’Assente: alle origini della Teologia negativa

Di fronte all’impossibilità per il linguaggio di comprendere e comunicare l’essenza di Dio "al di là di tutto", radicalmente "altro" e trascendente rispetto all’intelligenza finita dell’uomo la teologia apofatica sceglie il metodo della negazione. Nella consapevolezza del significato e dell’importanza della tradizione apofatica, «che non intende tanto annullare ogni discorso su Dio quanto piuttosto salvaguardare un modo di parlare di Lui che sia veramente eloquente per l’uomo» suggeriamo lo sviluppo di tale metodo consigliando la lettura di testi di Giovanni Scoto Eriugena, Meister Eck-hart e Niccolò Cusano.

Plotino insiste nel sostenere che dell’Uno – indicato anche come “il Bene” (tò agathón) – non si può affermare nulla in positivo, cosí come non si può affermare ciò che Egli non è. Da ciò si deduce che qualsiasi affermazione su di Lui diventa impossibile.  

Enneadi, VI, 8, 8

 

         Noi vediamo che la libertà non è una cosa accidentale per Lui, ma, partendo dalla libertà che c’è negli altri esseri ed eliminando i contrari, osserviamo la libertà in sé: noi cosí trasferiamo a Lui le qualità inferiori che vediamo negli esseri inferiori, poiché non siamo in grado di cogliere ciò che dovremmo dire di Lui. Nulla noi sapremmo trovare che lo riguardi, tanto meno poi che sia attinente alla sua essenza. Tutto ciò che è bello e santo è posteriore a Lui, poiché di tutto questo Egli è il Principio (anche se, in un altro senso, non sia nemmeno principio). E come abbiamo eliminato da Lui ogni proprietà, cosí eliminiamo come cose posteriori la libertà e il libero arbitrio: questi infatti sono attributi che enunciano una forza rivolta verso l’esterno, e cioè che Egli non ha ostacoli e che perciò esistono altre cose di fronte alle quali Egli è libero. È necessario invece negare che Egli abbia un qualsiasi rapporto con esse, poiché Egli è quello che è anche prima di esse. Gli togliamo infatti anche il termine “è”, e con esso, qualsiasi rapporto con gli esseri (tà ónta). […]

 

 

(Plotino, Enneadi, Rusconi, Milano, 1992, pag. 1307)

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Le finestre dei curiosi e degli avvoltoi

"A che varrebbero quindi le nostre parole? Se andiamo indietro nei secoli non troviamo neanche più la stella della speranza. E l’uomo oggi è disperato: non sa parlare d’amore, anzi non può, perchè le finestre dei curiosi e degli avvoltoi, gli sguardi indiscreti entrerebbero nella casa dell’amore…" (Alda Merini)

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Il Cardinale di Palermo sospende da supplente di religione don Giuseppe

comunicato stampa – Il Cardinale di Palermo nega l’idoneità a un insegnante di religione

 

Don Giuseppe, sacerdote sposato, ex parroco di Chia (Viterbo), fondatore dell’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati e presidente dell’associazione “CHIF liberi e solidali”  è stato sospeso dall’insegnamento come supplente di religione  presso la diocesi di Palermo. Don Giuseppe ha iniziato a lavorare nel mondo della scuola dopo le sue dimissioni da Parroco e avendo un matrimonio religioso.

Il Cardinale De Giorgi, dopo una telefonata da parte del Vescovo di Civitacastellana Divo Zadi (l’insegnante sospeso è residente a Soriano nel Cimino, zona di competenza del Vescovo Zadi) che gli richiedeva la sospensione di Serrone, ha revocato l’idoneità alla supplenza presso la scuola paritaria “Liceo Scientifico Biologico San Vincenzo” in Via Noce a Palermo.

Giuseppe  aveva ricevuto l’incarico di supplenza il 21 Aprile 2005 e aveva insegnato per 5 ore settimanali fino alla conclusione dell’anno scolastico.

La Preside della scuola “San Vincenzo” aveva inoltrato richiesta all’Ufficio  IRC Diocesano di Palermo di rinnovo della supplenza per il nuovo anno scolastico. Gli insegnanti hanno diritto alla continuità di insegnamento e al completamento dell’orario di cattedra. L’intervento del Cardinale di Palermo ha violato gli elementari diritti dei lavoratori del mondo della scuola sanciti dalla Legge italiana.

Giuseppe  si era trasferito in Sicilia dalla fine di Marzo 2005 per frequentare un corso di abilitazione diocesano.

Il sacerdote sposato ha dichiarato che sulla revoca della idoneità e sull’ esito negativo dell’abilitazione hanno avuto un peso rilevante la sua condizione di coniugato, la  sua denuncia al Giudice del Lavoro contro la diocesi di Civitacastellana per il riconoscimento del lavoro dei parroci, come lavoro subordinato e la creazione del sito dell’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati (un sito di libera informazione religiosa).

L’insegnante sospeso aveva avuto quest’anno supplenze presso una scuola elementare della Diocesi di Viterbo e anche presso una scuola media del quartiere Zen a Palermo.

Nel 2004 era stato sospeso anche dalla diocesi di Viterbo, sempre dietro le pressioni del Vescovo Zadi.

“In Italia numerosi sacerdoti sposati insegnano religione senza problemi dopo che hanno accettato di non dare problemi alle diocesi”.

Purtroppo questo caso  dimostra che la sovranità dello Stato non è assoluta e che le pari opportunità non sono per tutti. Ancora  una palese discriminazione.

Serrone avvierà un ricorso al Ministero, ma sarebbe opportuno che il Governo italiano avviasse autonomamente un confronto sul caso con la Santa Sede.

 

VESCOVO OLANDESE PROPONE CELIBATO FACOLTATIVO E PAPATO A TERMINE

La Chiesa ha bisogno di riforme, prima tra tutte l’abolizione del celibato obbligatorio per i sacerdoti: lo ha affermato, in una lunga intervista televisiva, il vescovo di Breda, nei Paesi Bassi, mons. Martinus Muskens, referente per il dialogo interreligioso nella Conferenza episcopale olandese e noto per le sue posizioni progressiste.
Il 26 agosto scorso, nel corso di un programma su una rete nazionale, il prelato sessantanovenne, alla guida della diocesi dal 1994, ha affermato che "ci sono molti uomini sposati che hanno una buona educazione, una buona formazione e che sono dediti alla Chiesa, che hanno un ascendente su altri credenti e che dovrebbero poter essere ordinati sacerdoti". Oltre ad affermare, poi, che tale questione dovrebbe essere presa in esame in un prossimo Concilio Vaticano III, il vescovo olandese ha espresso la convinzione che l’incarico del pontefice debba essere a tempo determinato, con una durata tra i dieci e i quindici anni, e che anche il papa dovrebbe avere un limite di età dopo il quale dare le dimissioni, che andrebbe fissato a 85 anni.
La chiesa olandese è una delle più propense ad una riforma, come testimoniano i conflitti con il vaticano specialmente all’inizio del pontificato di giovanni paolo II. Ed ora le cose non sembrano essersi risolte: Ratzinger, ha detto mons. Muskens, non era certo nella lista dei suoi preferiti al conclave.

fonte: 32959. L’AJA-ADISTA

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