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quotidiano online commenta l’iniziativa del raduno a Valencia

Affari italiani ha rispreso un nostro comunicato stampa e ha realizzato l’articolo sotto riportato (fonte http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/tutticoloniaprotestapretisposati.html)

Mentre i giovani cattolici da tutto il mondo affluiscono a Colonia, dentro la Chiesa continua il fermento, specialmente ai margini della Navicella di Pietro.

In particolare, sono i sacerdoti sposati a far sentire la loro voce e raccogliere le forze per una grande manifestazione di protesta da tenersi a Valencia, in occasione del V incontro Mondiale delle famiglie che si svolgerà nella città spagnola dal 4 al 9 lugliuo dell’anno prossimo alla presenza di Papa Ratzinger.

"La Chiesa cattolica ha bisogno di un rinnovamento", ha spiegato l’ideatore della protesta, don Giuseppe Serrone, sacerdote sposato e fondatore dell’associazione Sacerdoti lavoratori sposati(http://nuovisacerdoti.altervista.org) che, insieme all’associasione Chif (www.chif.altervista.org) e alcuni gruppi italiani e internazionali di preti sposati, vuole vuole un megaraduno "prima a Valencia e poi in Piazza San Pietro, di tutti i preti sposati, preti che hanno clandestinamente una compagna, (preti omosessuali – n.d.r.), tutte le mogli dei sacerdoti e le compagne dei sacerdoti, tutte le donne che vorrebbero farsi preti… sicuramente la Piazza sarebbe stracolma e a quel punto, vorrei vedere se qualcuno non cambia idea!".

L’idea, ovviamente, è quella dell’abolizione del celibato sacerdotale, tradizione della Chiesa cattolica latina conservata nonostante furiosi dibattiti durante il Concilio Vaticano II. Definita "fulgida gemma" da Papa Paolo VI, che con la sacerdotalis Coelibatus del 1967 volle riaffermare la natura "tradizionale" della scelta (che, non derivando da un comandamento divino, poteva dunque essere abolita), ma ribadendo che solo attraverso la continenza e il celibato il sacerdote sarebbe stato, in altre parole, più libero di esercitare la propria azione pastorale nei confronti di tutti i fedeli.

Sta di fatto, però, che solo nella Chiesa latina vige questa tradizione, mentre nelle Eparchìe di rito orientale possono tranquillamente esistere sacerdoti sposati. Non di rado, infatti, questa possibilità offerta dalla diversità di rito permette l’incardinazione (ossia l’assegnazione) dei sacerdoti anglicani o dei pastori protestanti che, con moglie e figli, decidono di convertirsi al Cattolicesimo. E, del resto, gli ortodossi permettono il matrimonio ai pope bianchi che, a differenza di quelli neri, non possono però aspirare alla carriera nella gerarchia ecclesiastica.

Un po’ diversa la questione del sacerdozio femminile, questione divenuta di grande attualità dopo le ordinazioni compiute nella chiesa anglicana, e dopo l’arrivo di due "vescovesse" nelle diocesi d’Oltremanica. Quest’argomento, proprio per il supporto dell’allora cardinale Ratzinger, non può neanche essere preso in considerazione, dal momento che l’Ordine, per diritto divino (cioè per scelta presa da Gesù Cristo con parole o fatti) può essere conferito solo a soggetti di sesso maschile e non femminile. Nel Vangelo, infatti, Cristo chiama a sé 12 apostoli, e a loro (nonché ai legittimi successori) dona il potere di insegnare nel suo Nome, scacciare i demoni, guarire i malati.

Proprio nel 1995, grazie ad un rescritto (risposta ufficiale) della Congregazione per la Dottrina della Fede guidata dall’attuale Pontefice, Giovanni Paolo II ribadì come il conferimento del Sacramento dell’Ordine potesse spettare solo a soggetti di sesso maschile, aggiungendo però che "tale principio appartiene al deposito della fede", ossia ai principi cardine della Chiesa Cattolica che non possono essere messi in discussione. E’ quindi molto poco probabile che Benedetto XVI decida di trattare quest’argomento, anzi è logico ritenere che una tale richiesta s’infrangerebbe senza dubbio contro una secca smentita papale.

A quasi quarant’anni dalle parole di Papa Montini, dunque, un suo cardinale oggi Benedetto XVI siede sul trono di Pietro. Saprà Papa Ratzinger ascoltare la voce dei sacerdoti sposati, che insieme a divorziati e omosessuali sono i nuovi lebbrosi della Chiesa Cattolica del XXI secolo?

4 Risposte a “quotidiano online commenta l’iniziativa del raduno a Valencia”

  1. Qanto scrive don Steve non è corretto o completo, perché in molte Chiese dell’Africa o dell’America Latina ci sono Sacerdoti in ministero con moglie (a volte più di una, in Africa)e figli, che seppure non ufficialmente sopsati per impedimento giuridico lo sono però a tutti gli effetti come ministri e testimoni. Mi risulta che in una diocesi (che non posso nominare) dell’America Latina, al nuovo Vescovo si sono presentati i sacerdoti in massa, dicendogli: “Noi abbiamo tutti famiglia. Se LEi ci accetta così possiamo collaborare in perfetta aromnia; altrimenti le cose saranno molto difficili…”. L’unico che non si è presentato sembra che sia omosessuale.

    Tommy

  2. Buongiorno,

    Caro Giuseppe, Quando scrive: “La Chiesa cattolica ha bisogno di un rinnovamento” non pensa che sarebbe bene prima di tutto di attualizzare IN ITALIA quello che è stato proposto dal Concilio Ecumenico Vaticano II ?

    Con una tale richiesta sua, tanti FUORI DALL’ITALIA non riescono ad afferrare il suo desiderio di RINNOVAMENTO visto che in tanti paesi del nord Europa c’è stato un tale rinnovamento da NO PIU DISTINGUERE tra celebrazione protestane da quella cattolica e che TANTI CATTOLICI NORDICI chiedono pure un RINNOVAMENTO nel senso di un RI-CATTOLICIZZAZIONE.

    Il suo desiderio e quello di suoi confratelli è un DESIDERIO legato ad un ambiente cattolico particolare che è quello ITALICO … visto che poco, dopo il Concilio Ecumenico Vatican II, si è rinnovato o voluto rinnovare.

    Con affetto e preghiere

    don Steve

  3. Caro don Giuseppe,

    Vedo che ci sarà tanta gente in piazza San Pietro per il raduno che organizzerai, ma mi sembra che manchera una categoria: I SACERDOTI OMOSESSUALI. Vissto che l’invito è rivolto a tutti ai margini della navicella di Pietro … è doveroso non ometterli, Non ?

    Con affetto!

    don Steve

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