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Il coraggio delle “donne”: appello di Albana Serrone

Mi Chiamo Albana Serrone. Dal febbraio del 2002 sono sposata con il sacerdote (cattolico romano) Giuseppe Serrone, fondatore dell’Associazione dei Sacerdoti lavoratori sposati.

Per noi due insieme, in 3 anni e mezzo, le difficoltà non sono state poche. Per un sacerdote che si dimette, secondo alcune persone ("signori/e", "ministri" e "principi") della chiesa non esiste il diritto ad avere una casa e un lavoro.

In queste condizioni è più facile considerare un "fannullone" un uomo che, per anni e anni nella sua vita sacerdotale ha pronunciato la parola "Dio" come creatore dell’amore.

Così, cari/e  "signori/e", "ministri" e "principi" della chiesa, alziamo un "grido", che parte dalle profondità del nostro cuore, per dire:

 NO alle offese

NO alle discriminazioni

SI ai diritti delle famiglie dei sacerdoti sposati

                                                                                  Albana Serrone

Una risposta a “Il coraggio delle “donne”: appello di Albana Serrone”

  1. Buongiorno Signora Albana,

    Mi viene una domanda che Le voglio porre:

    ” Visto che in tante famiglie, i mariti sopravengono ai bisogni economici dei loro cari, accettono di fare lavori anche umili. Ma perchè in SACERDOTI SPOSATI non fanno lo stesso e non diventano BARISTI, MECCANICI, SPAZZINI, BARBIERI e cosi via … Questi mestieri non sono abbastanza gratificanti per loro o è il loro orgolio che ne prende un bel colpo da non poter accettare certe occupazioni lavorative.”

    Ma forse Lei si era inamorata dal prete Serrone MA … dal meccanico signore Serrone colle mani nere di oglio da motori … sene sarebbe pure INAMORATO LO STESSO ?

    Che Iddio la benedica !

    Una Voce dell’Aldilà

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