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La testimonianza: «Io, sposato da trent’anni non mi sento affatto un ex»

Posizione drammatica quella degli ex preti. Nell’immaginario collettivo, nonostante tutto, l’ex prete rimane un traditore, qualcuno che ha tradito la fiducia che la chiesa ha riposto in lui, e lo ha fatto per questioni sessuali, con il sesso elevato a peccato invece che a dono di Dio. È difficile riuscire a trovare un prete sposato che voglia raccontare la propria esperienza. Nessuno degli ex preti irpini interpellati, e sono molti, ha accettato di parlare. La stampa, spesso, viene vista con più terrore del Sant’Uffizio. Così abbiamo dovuto fare un lungo giro prima di giungere a Don Franco Maggiotto, 65 anni, sposato da quasi trent’anni. Vive ad Alpignano, vicino Torino. «Innanzitutto – esordisce – rifiuto decisamente la qualifica di ex prete. Al momento della mia ordinazione, mi hanno ripetuto fino alla nausea che sarei stato sacerdote in eterno. Sono prete, non ho mai smesso la tonaca, e sono felicemente sposato». Non ha ovviamente alcun rapporto con la curia vescovile di Torino, ma a lui questo non importa. È animatore di tre comunità di base, una a Finale Ligure e due in provincia di Torino. Ha rotto con la chiesa ufficiale dopo una drammatica esperienza vissuta da un suo confratello verso la fine degli anni 60. Un prete si innamorò perdutamente di una giovane donna. Per le pressioni e le violenze subite da entrambi, questo prete si impicco e la ragazza impazzì. «Per me – racconta don Franco – fu un’esperienza terribile che mi portò a rifiutare un modo di intendere il sacerdozio antiumano, non biblico, perché in realtà proibisce all’uomo di incontrare l’altro. Nella Bibbia si afferma che "Non è bene che l’uomo sia solo", sono le gerarchie cattoliche ad essere nell’errore non i preti che si sposano». Ma la critica di don Franco si accentra principalmente su quello che lui definisce "il sistema platonico", quel sistema che rinchiudendo l’uomo su se stesso ne impedisce appunto l’incontro con l’altro e quindi gli fa negare l’essenza stessa del messaggio di Cristo, facendolo diventare pedofilo oppure omosessuale. «Questa realtà – afferma don Franco – la si può toccare nell’elevato numero di preti gay o pedofili di cui in Italia non si parla, ma che riempiono le cronache giornalistiche di altre nazioni». (Da il quotidiano Il Mattino edizione di Avellino del 16.2.2002)

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