come è nata la causa di lavoro: non è contro Vaticano

La causa di lavoro che Giuseppe Serrone, fondatore dell’Ass. Sacerdoti lavoratori sposati e presidente dell’Ass. Chif (Christian Home Internationale Foundation: la CHIF è un’organizzazione sostenuta e promossa da benefattori e volontari. Il suo scopo principale è l’aiuto alle persone che, a causa di legittime scelte personali, sono colpite da provvedimenti istituzionali diocesani o vaticani che le rendono bisognose di sostegno per trovare una nuova sistemazione) non è stata intentata contro il Vaticano, ma verso l’Istituto Sostentamento Clero. Nel mese di novembre del 2001 l’ex parroco di Chia presentò una domanda, per ottenere la sovvenzione prevista dall’art. 27 della legge 222/1985, all’istituto sostentamento clero della Diocesi di Civitacastellana, dopo essersi dimesso dall’incarico di Parroco a Chia.
 
L’istituto chiese a Giuseppe Serrone di firmare una lettera di "abbandono della vita ecclesiale" che naturalmente il sacerdote dimissionario si rifiutò di firmare perché la frase della lettera "abbandono della vita ecclesiale" pretesa per la concessione della sovvenzione non era accettabile: la sovvenzione spettava per una legge dello Stato Italiano.
 
Don Serrone in forza del sacramento ricevuto rimarrà sempre un sacerdote e non sarebbe stata certo una formula burocratica a negargli questo privilegio. Evidentemente Serrone ebbe il coraggio di opporsi ad imposizioni di sapore controriformista di certi atteggiamenti.
 
Il Sacerdote si rivolse immediatamente a un avvocato di Viterbo per essere aiutato ad avere la sovvenzione che gli spettava secondo la legge italiana.
 
La causa di lavoro si avviò per questi motivi.
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