Benedetto XVI annuncia gesti concreti per l’unità dei cristiani: Cominciamo con l’abolire il celibato obbligatorio

«Occorrono gesti concreti che entrino negli animi e smuovano le coscienze, sollecitando ciascuno a quella conversione interiore che è il presupposto di ogni progresso sulla via dell’ecumenismo. Chiedo a voi tutti di prendere con decisione la strada di quell’ecumenismo spirituale, che nella preghiera apre le porte allo Spirito Santo, che solo può creare l’unità».


Così si è espresso Benedetto XVI nel suo discorso a Bari del 29 maggio scorso in occasione della messa di chiusura del Congresso Eucaristico nazionale. Il riferimento era proprio all’eucaristia ed al fatto che le chiese cristiane non celebrano insieme questo sacramento di unità. Chiese dunque tutte peccatrici ed infedeli rispetto al testamento spirituale di Gesù.
Ci sembra interessante che Benedetto XVI abbia fatto riferimento sia al tema dell’eucaristia, sia a quello di mettere in atto gesti concreti che facciano fare un salto di qualità al movimento ecumenico. Dalle parole bisogna passare ai fatti.
Come è noto sono molti gli elementi che impediscono la cosiddetta “ospitalità eucaristica” fra membri di chiese diverse, a cominciare dal fatto che non c’è il riconoscimento dei reciproci ministeri. La Chiesa Cattolica non riconosce poi la cosiddetta “successione apostolica” nella maggioranza delle chiese nate dalla riforma del 16° secolo. Vi è poi differenza sulla questione della ordinazione al ministero presbiterale di donne o gay, cosa questa decisamente rifiutata dalla chiesa di Roma. Vi è, infine, il celibato obbligatorio per i preti cattolici di rito occidentale, mentre esso è opzionale per i preti cattolici di rito orientale. Tutte le altre chiese cristiane hanno tutte pastori o presbiteri sposati. Il prete cattolico, inoltre, vive in una sorta di mondo separato dagli altri fedeli, viene messo di fatto su di un piedistallo che tende ad accentrare su di lui tutta l’attenzione, e ciò vale a maggior ragione per i vescovi, cardinali e per lo stesso Papa, mentre l’attenzione dovrebbe essere messa esclusivamente su Gesù, sulla sua vita ed i suoi insegnamenti.
Se questa è la situazione, un gesto concreto che la chiesa di Roma può fare per avviare concretamente l’unità anche visibile fra le chiese cristiane, può essere quello dell’abolizione del celibato obbligatorio, estendendo anche alla chiesa cattolica occidentale le norme già esistenti per le chiese cattoliche di rito orientale. I preti debbono ritornare ad essere quello che erano nelle prime comunità: gli anziani della comunità, coloro che nella comunità manifestavano la maggiore adesione al messaggio di Gesù, che servivano invece che essere serviti o essere messi al centro dell’attenzione.
Noi crediamo che un simile gesto concreto contribuirebbe più di tante parole ad avviare il superamento dello scandalo delle divisioni fra le chiese che affonda le sue origini proprio nelle divisioni che esistono nelle stesse chiese fra laici e clero e per l’assegnazione a quest’ultimo di uno status privilegiato.

(di  Paola  D’Anna  in "il dialogo.org")


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