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Chiesa a corto di sacerdoti e il vescovo corre ai ripari

La notizia è stata pubblicata dal Messaggero Veneto di Pordenone suscitando il commento amareggiato della redazione della nostra associazione di sacerdoti sposati: "Da anni siamo impegnati nel tentativo di reinserimento attivo nel ministero dei sacerdoti sposati. La scelta della diocesi di Pordenone e del Vescovo Poletto, ha commentato, don  Serrone, sacerdote sposato, ed ex parroco di Chia (VT), è certamente positiva per la valorizzazione del ruolo dei laici all’interno della comunità cristiana; nello stesso tempo le diocesi dovrebbero aprirsi alla valorizzazione dei sacerdoti sposati presenti nel loro territorio. Potrebbero guidare le parrocchie vacanti, insegnare religione nelle scuole, assistere i malati negli ospedali, essere cappellani nelle carceri e ritornare a celebrare la Santa Messa per i bisogni del popolo di Dio".

la redazione
redazionesacerdotisposati@simail.it


Ecco il testo dell’articolo:

Chiesa a corto di sacerdoti e il vescovo corre ai ripari

Laici alla scuola
per diventare parroci

Chiesa a corto di sacerdoti e il vescovo corre ai ripari


di Enri Lisetto

La Chiesa del futuro, neppure troppo lontano, si affiderà ai laici. In meno di dieci anni, ha messo in guardia il vescovo Ovidio Poletto, «saremo senza nuovi preti», pertanto maggiori responsabilità ricadranno sul "popolo di Dio". Che non sarà sprovveduto né improvvisato: dall’autunno, infatti, sarà avviata la scuola biennale per coordinatori pastorali, che avranno il compito di supportare i sacerdoti nella vita delle parrocchie.

Per accedervi sarà necessario, tra i requisiti, essere muniti di diploma di scuola superiore. Nascono i "parroci laici", che naturalmente non potranno celebrare messa, ma saranno d’importanza fondamentale assieme ai diaconi permanenti.Il biennio di formazione per coordinatori pastorali inizierà a ottobre per concludere il primo ciclo di corso a maggio 2009. Si svolgerà il martedì dalle 19 alle 22 e il sabato dalle 9 alle 12 alla casa Madonna Pellegrina di Pordenone, per un totale di 150 ore la cui frequenza obbligatoria dovrà essere pari almeno al 70 per cento.

Destinatari del corso di formazione saranno uomini e donne dai 30 anni in su, forniti di diploma di scuola media superiore e disponibili ad affrontare un percorso che prevede: una migliore conoscenza della fede cristiana, la capacità di rendere ragione della speranza di fronte alle sfide e alle attese del mondo contemporaneo; una lettura critica della propria esperienza e una ristrutturazione del proprio ruolo nella vita; l’acquisizione di nuove competenze e abilità in ordine alla progettazione, alla verifica e all’animazione in ambito pastorale; lo sviluppo delle risorse necessarie all’ascolto, al dialogo, alla partecipazione e alla corresponsabilità.

Per accedere al corso (300 euro di cui un terzo a carico del partecipante, iscrizioni entro il 20 settembre e inizio degli incontri il 4 ottobre) occorrerà essere presentati dal proprio parroco, momento al quale seguirà un incontro personale con uno dei responsabili, mentre le informazioni potranno essere attinte, oltre che dallo stesso parroco o dal responsabile delle associazioni cattoliche, dal vicario foraneo.

Tre le aree di formazione che prevedono anche esercitazioni individuali, lavori di gruppo, laboratori ed esperienze concrete "sul campo": rivelazione (parola di Dio e fede), morale (questioni etiche) ed esperienza (come inserirsi nel rinnovamento attuale delle sue strutture).

Nel corso dell’assemblea diocesana di venerdì sera – alla quale hanno partecipato oltre 800 rappresentanti di tutte le parrocchie e le realtà religiose e associative della diocesi – il vescovo aveva fatto alcune considerazioni sulla situazione della chiesa locale, augurandosi che «possa esprimere, sempre di più, una maggiore vivacità missionaria. C’è bisogno di una nuova vivacità vocazionale. Dobbiamo impegnarci per far maturare robuste vocazioni laicali. Senza laicato adulto non può esservi una Chiesa missionaria».

Vocazioni laicali sì, ma anche l’auspicio che possano presto nascere nuove vocazioni sacerdotali. «La nostra diocesi – aveva aggiunto monsignor Poletto – sarà presto in ginocchio se non riuscirà a dare una svolta. C’è troppo squilibrio tra preti anziani e giovani sacerdoti». L’unica ordinazione sacerdotale dell’anno avverrà sabato prossimo alle 16 a Concordia Sagittaria: diventerà prete Matteo Lazzarin.

(22 giugno 2008)

 

Pubblicato da

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati Per informazioni scrivi a ufficio.press@yahoo.it

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